In vigore il decreto del fare, le novità in materia di lavoro

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In vigore dal 21 agosto la L. nr. 98/2013, conosciuta come decreto del fare: le norme in materia di lavoro

Da oggi 21 agosto, entra in vigore la l. nr. 98/2013, di conversione  del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, a tutti conosciuto come Decreto del fare. Avevamo già elencato le novità introdotte nel decreto, contenente misure di semplificazione e di riduzione degli oneri burocratici per cittadini e imprese.

Oltre a interventi di carattere generale, indispensabili per dare certezza ai tempi di conclusione delle pratiche, quali l’indennizzo automatico e forfetario, vi sono numerose misure che, in coerenza con gli impegni assunti in sede europea, consentiranno di ridurre i costi burocratici, di contribuire a rimettere in moto gli investimenti e di agevolare la ripresa in settori chiave quali, ad esempio, l’edilizia.

Leggi anche: decreto del fare, il testo integrale pubblicato in gazzetta

Il decreto del Fare interviene, infatti, su adempimenti burocratici che hanno un costo stimato (sulla base della misurazione degli oneri realizzata dal Dipartimento della Funzione Pubblica con l’assistenza tecnica dell’ISTAT) in circa 7,7 miliardi di euro all’anno per le PMI. Sono già stati quantificati risparmi stimati in circa 500 milioni di euro all’anno. La stima preliminare dei risparmi sarà integrata con la collaborazione delle associazioni imprenditoriali attraverso approfondimenti mirati, anche sulla base dell’esperienza attuativa.  Il dipartimento della funzione pubblica ha messo on line una breve guida alle semplificazione da cui traiamo spunto per questo post; ovviamente non analizzeremo nel dettaglio tutte le norme ma, solo quelle relative al mondo del lavoro.

Semplificazioni in materia di DURC (art.31)

La validità del DURC passa da 90 a 120 giorni. Il documento non deve più essere richiesto per ciascuna fase della procedura di aggiudicazione e stipula, poiché se ne limita la richiesta alle fasi fondamentali del contratto. La disposizione ribadisce che il DURC è sempre acquisito d’ufficio dalle stazioni appaltanti utilizzando gli strumenti informatici ed è valido anche per contratti pubblici diversi da quelli per cui è stato richiesto.

Più semplici e veloci i rapporti tra amministrazione e imprese: in caso di mancanza dei requisiti per il rilascio del DURC, l’invito alla regolarizzazione delle inadempienze deve essere trasmesso all’interessato mediante PEC o per il tramite del consulente del lavoro.La semplificazione è estesa a tutti i casi in cui le pubbliche amministrazioni richiedono il DURC quali ad es. la concessione di benefici, di sovvenzioni, contributi , sussidi e finanziamenti previsti dalla normativa europea, nazionale e regionale.

Semplificazioni degli adempimenti formali in materia di lavoro

Sono previste delle semplificazioni in materia di oneri amministrativi connessi agli adempimenti formali in tema di sicurezza sul lavoro. Le misure di semplificazione agevoleranno le imprese
nell’individuazione degli elementi essenziali da indicare nella predisposizione della documentazione, rendendo più facile il corretto adempimento degli obblighi sostanziali per le imprese che operano nei settori a basso rischio infortunistico e agevolando, nel contempo, il controllo da parte degli organi di vigilanza e la partecipazione dei lavoratori e delle loro rappresentanze:

  • semplificazioni per attività a basso rischio infortuni;
  • semplificazioni in materia di duvri;
  • notifiche preliminari per l’avvio di nuove attività;
  • verifiche periodiche di attrezzature da lavoro;
  • semplificazioni di cantieri temporanei e mobili;
  • Denuncia infortuni

in merito a quest’ultimo punto, la nuova disposizione contenuta nel decreto del fare, prevede che l’INAIL trasmetta le denunce per via telematica all’autorità di pubblica sicurezza, all’ASL e le altre autorità competenti. La disposizione diventerà operativa sei mesi dopo l’entrata in vigore del decreto che prevede le modalità tecniche di funzionamento del sistema informativo per la prevenzione.

Trasmissione telematica del certificato medico di gravidanza (art. 34)

Il certificato medico che indica la data presunta del parto, il certificato di parto e il certificato di interruzione di gravidanza sono trasmessi dal medico del Servizio Sanitario Nazionale o dalla competente struttura sanitaria pubblica o privata convenzionata, esclusivamente per via telematica, con le modalità definite da apposito decreto interministeriale.

In questo modo, la lavoratrice non è più obbligata alla trasmissione dei certificati e si consente una gestione semplificata dell’iter amministrativo dei dati relativi alla maternità.

Semplificazioni per le prestazioni lavorative di breve durata

E’ prevista l’individuazione, con decreto del Ministro del lavoro e del Ministro della salute di semplificazioni della documentazione per dimostrare l’effettivo adempimento degli obblighi di informazione e formazione, quando la permanenza del lavoratore in azienda non sia superiore alle cinquanta giornate di lavoro nel corso dell’anno solare.

Con un ulteriore decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro della salute, adottato di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, sono definite misure di semplificazione degli adempimenti relativi all’informazione, formazione, valutazione dei rischi e sorveglianza sanitaria per le imprese agricole, con particolare riferimento a lavoratori a tempo determinato e stagionali, e per le imprese di piccole dimensioni.

Ultima nota è dato dall’indennizzo automatico e forfettario in caso di mancato rispetto, da parte della PA, dei tempi per concludere le pratiche; in tutti questi casi, l’amministrazione è tenuta a corrispondere una somma pari a 30 euro per ogni giorno di ritardo, fino ad un massimo di 2.000 euro.

La disposizione sarà immediatamente operativa per le domande riguardanti l’avvio e l’esercizio delle attività di impresa, presentate successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge n. 69 del 2013. Entro 18 mesi, sulla base della prima sperimentazione, con un apposito decreto del Presidente del Consiglio, sentite le Regioni e i Comuni, verrà stabilita la conferma dell’indennizzo, la sua rimodulazione o estensione, anche graduale, agli altri procedimenti.

La guida completa la trovate sotto. Per le ulteriori semplificazione contenute nel decreto potrete accedere a questo link

  Guida al decreto del fare (unknown, 4 download)

 

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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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