Jobs act: nuove norme su apprendistato e DURC

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Dopo aver visto le modifiche introdotte dal Jobs Act alla disciplina dei contratti a termine, vediamo nel dettaglio gli interventi su apprendistato e Durc

Dopo aver visto le modifiche introdotte dal “piano Renzi” alla disciplina dei contratti a termine, vediamo come, con il Decreto Legge 34/2014 contenuto nel Jobs Act, il Governo è intervenuto su contratto di apprendistato e Durc.

Leggi anche: Il contratto a tempo determinato dopo il Jobs Act

Modifiche all’apprendistato

Il decreto legge n. 34/2014 va a modificare anche il Testo unico sull’apprendistato d.lgs 167/2011. In primis, è stato eliminato l’obbligo della forma scritta per il piano formativo individuale. La forma scritta continua quindi ad essere richiesta per il contratto individuale di lavoro e per il relativo patto di prova.

Vengono abrogati i commi 3-bis e 3-ter dell’art 2 del TU sull’apprendistato; scompaiono dunque le previsioni secondo cui l’assunzione di nuovi apprendisti è necessariamente condizionata alla conferma in servizio di precedenti apprendisti al termine del percorso formativo.

Il decreto legge introduce, in relazione all’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il comma 2-ter all’art.3 secondo il quale, la retribuzione dell’apprendista, per la parte riferita alle ore di formazione, è pari al 35% della retribuzione del livello contrattuale di inquadramento.

Infine è eliminato l’obbligo per il datore di lavoro di integrare la formazione di tipo professionalizzante e di mestiere con l’offerta formativa pubblica, che diventa, a questo punto,  un elemento discrezionale.

Smaterializzazione del DURC

Il decreto legge n. 34/2014, all’art. 4, prevede la cd. “smaterializzazione del DURC”: chiunque vi abbia interesse verifica con modalità esclusivamente telematiche ed in tempo reale la regolarità contributiva nei confronti dell’INPS, dell’INAIL e, per le imprese  tenute ad applicare i contratti del settore dell’edilizia, nei  confronti delle Casse edili.

L’esito dell’interrogazione ha validità di 120 giorni dalla data di acquisizione e sostituisce ad ogni effetto il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC), ovunque previsto.

Entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto legge, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, dovranno emanare  un decreto interministeriale con il quale verranno definiti i requisiti di regolarità, i contenuti e le modalità della verifica nonchè le ipotesi di esclusione . Il decreto è ispirato ai seguenti criteri:

  • la verifica della regolarità in tempo reale riguarda i pagamenti scaduti sino all’ultimo giorno del secondo mese antecedente a quello in cui la verifica è effettuata, a condizione che sia scaduto anche il termine di presentazione delle relative denunce retributive e comprende anche le posizioni dei lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa anche a
    progetto che operano nell’impresa;
  • la verifica avviene tramite un’unica interrogazione negli archivi dell’INPS, dell’INAIL e delle Casse edili che, anche in cooperazione applicativa, operano in integrazione e riconoscimento reciproco, indicando esclusivamente il codice fiscale del soggetto da verificare;
  • nelle ipotesi di godimento di benefici normativi e contributivi sono individuate le tipologie di pregresse irregolarità di natura previdenziale ed in materia di tutela delle condizioni di lavoro da considerare ostative alla regolarità.

Approfondimenti: Jobs Act, il testo integrale del decreto legge in Gazzetta Ufficiale

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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