Il contratto intermittente o a chiamata, approfondimenti

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Il contratto intermittente o a chiamata dal punto di vista del lavoratore, le domande più frequenti. Assegni familiari, disoccupazione, maternità, malattia.

Il contratto intermittente o a chiamata trova fondamento nel nostro ordinamento principalmente negli artt.33 – 40 D.Lgs n.276/2003 e nella Circ. Min. lav.3/02/2005 n.4 Il contratto intermittente o a chiamata è utilizzabile solamente nelle ipotesi individuate dai contratti collettivi, oppure per motivi oggettivi o soggettivi.

Leggi anche: il contratto a chiamata o intermittente dopo la riforma del lavoro

Datori di lavoro

Tutti possono stipulare i contratti di lavoro intermittente avente carattere discontinuo, le esigenze sono individuate nei ccnl e in mancanza di tale regolamentazione il ministero del lavoro ritiene ammissibile la stipula di tale contratto nelle seguenti ipotesi (Motivi oggettivi): attività di pulizia all’internodi stabilimenti industriali; lavoratori occupati nelle strutture residenziali e assistenziali per anziani, durante week-end (dal venerdì pomeriggio alle 6,00 del lunedì), nelle vacanze natalizie (dall’ 1/12 al 10/01); durante le vacanze pasquali (dalla domenica delle palme aal martedì successivo), per ferie estive (dall’1/6 al 30/09). I contratti collettivi non possono precludere l’utilizzo del contratto nelle ipotesi già ammesse dalla legge. Molto ampia è la possibilità di utilizzo nel settore turistico, come alla Circ.Min.lavoro 29/09/2010 n.34.

Lavoratori

Per le attività individuate dalla normativa è possibile per qualsiasi lavoratore stipulare il contratto a chiamata; per qualsiasi attività il contratto intermittente è possibile con soggetti con età inferiore a 25 anni e soggetti con età superiore a 45 anni anche se pensionati (Motivi soggettivi).

Vietato

Escluso l’utilizzo del contratto a chiamata per sostituire i lavoratori in sciopero; nelle aziende dove, per le medesime mansioni del lavoratore intermittente, si è proceduto a licenziamenti collettivi nei 6 mesi precedenti; dove vi sia sospensione o cassa integrazione.

Perchè conviene?

Un lavoratore può stipulare contemporaneamente più di un contratto intermittente con diversi datori di lavoro ed anche stipulare un contratto intermittente contemporaneamente ad altre tipologie di contratto. L’unico limite in caso di più contratti è quello che non devono essere di ostacolo reciproco nel loro svolgimento.

Svolgimento del rapporto

Il contratto intermittente deve avere la forma scritta ai fini probatori; può essere a tempo determinato ovvero a tempo indeterminato. Il contenuto del contratto a chiamata deve prevedere le ipotesi oggettive e le soggettive; il trattamento economico e quello normativo; forma di richiesta da parte datoriale della chiamata; eventuale previsione di disponibiltà con indennità; tempi e modo di pagamento. Quando il lavoratore non ha l’obbligo di rispondere alla chiamata , il lavoratore ha solo la “facoltà” di rispondere e il rapporto contrattuale si instaura solamente alla risposta positiva. L’obbligo contrattuale di rispondere nasce quando è stabilita la indennità di disponibilità.

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Sull'Autore

Dott. Carla Binci. Laurea Magistrale in Giurisprudenza. Mediatore - Conciliatore.

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  • annamaria

    Salve,per la domanda di disoccupazione ordinaria ridotta valgono le giornate a chiamata senza indennita’ di disponibilita’ed eventualmente come si calcolano,cioeì una giornata lavorativa a quante ore corrisponde?
    Grazie

    • Ciao Annamaria, per la requisiti ridotti contano il numero di giornate effettivamente lavorate, comunque poi è l’INPS a fare i dovuti calcoli in base ai dati ricevuti.

  • michi

    Scusate ma quanto tempo prima va inviata la comunicazione c’è chi dice un giorno prima chi dice che basta un’ora prima.