I Tirocini formativi e di orientamento – Stage

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I tirocini formativi e di orientamento sono stati introdotti dalla L. 196/1997 in sostituzione delle precedenti tipologie di stages. Si tratta in pratica, di strumenti che servono a favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro mediante l’avvicinamento fra mondo dell’istruzione e della formazione e mondo del lavoro. Pur non essendo dei veri e propri rapporti di lavoro, consentono l’inserimento del tirocinante nel contesto aziendale. Il fine per cui sono stati creati questi tirocini è, infatti quello di consentire che il lavoratore venga assunto con contratto di lavoro subordinato dall’azienda al termine del tirocinio stesso. I criteri e le modalità di svolgimento sono contenuti nel D.M. 142/1998 anche se, l’effettiva disciplina è demandata alle singole regioni. Pertanto, la normativa nazionale troverà applicazione solo in assenza di una specifica disciplina a livello regionale. Il decreto ministeriale 142/98, all’art. 1 stabilisce chiaramente che la finalità dei tirocini formativi è quella di “realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro” mentre, i tirocini di orientamento quello di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro.

I tirocini formativi e di orientamento sono stati introdotti dalla L. 196/1997 in sostituzione delle precedenti tipologie di stages. Si tratta in pratica, di strumenti che servono a favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro mediante l’avvicinamento fra mondo dell’istruzione e della formazione e mondo del lavoro.

Pur non essendo dei veri e propri rapporti di lavoro, consentono l’inserimento del tirocinante nel contesto aziendale. Il fine per cui sono stati creati questi tirocini è, infatti quello di consentire che il lavoratore venga assunto con contratto di lavoro subordinato dall’azienda al termine del tirocinio stesso.

I criteri e le modalità di svolgimento sono contenuti nel D.M. 142/1998 anche se, l’effettiva disciplina è demandata alle singole regioni. Pertanto, la normativa nazionale troverà applicazione solo in assenza di una specifica disciplina a livello regionale.

Il decreto ministeriale 142/98, all’art. 1 stabilisce chiaramente che la finalità dei tirocini formativi è quella di “realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro” mentre, per  i tirocini di orientamento quella di “agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro”.

Con la manovra bis 2011, d.l. nr. 138/2011, si è dettata la nuova disciplina per i tirocini formativi, valevole su tutto il territorio nazionale.

Chi può promuovere i tirocini formativi?

I  tirocini possono essere promossi da soggetti pubblici e privati  come associazioni sindacali, enti non profit, Centri per l’impiego, università. I tirocini possono essere promossi anche da istituzioni formative private, non aventi scopo di lucro, sulla base di una specifica autorizzazione, fatta salva la possibilità di revoca, della regione.

I datori di lavoro possono ospitare tirocinanti in relazione all’attività dell’azienda, nei seguenti limiti:

  • aziende con non più di cinque dipendenti a tempo indeterminato, un tirocinante;
  • numero di dipendenti a tempo indeterminato compreso tra sei e diciannove, non più di due tirocinanti;
  • più di venti dipendenti a tempo indeterminato, tirocinanti in misura non superiore  al dieci per cento dei dipendenti.

I soggetti promotori sia pubblici che privati sono tenuti ad assicurare i tirocinanti contro gli infortuni sul lavoro presso l’INAIL, nonché presso idonea compagnia assicuratrice per la responsabilità civile verso terzi.

Le coperture assicurative devono riguardare anche le attività eventualmente svolte dal tirocinante al di fuori dell’azienda e rientranti nel progetto formativo e di orientamento.

Nel caso in cui i soggetti promotori  siano le strutture pubbliche competenti in materia di collocamento e di politica attiva del lavoro, il datore di lavoro che ospita il tirocinante può assumere a proprio carico l’onere economico connesso alla copertura assicurativa INAIL.

Inoltre i soggetti promotori devono trasmettere copia della convenzioni e di ciascun progetto formativo, alla regione, alla DRL e DPL (direzioni regionali e provinciali del lavoro), nonchè alle rappresentanze sindacali aziendali.

Non possono essere utilizzati tirocinanti per la sostituzione di personale di ruolo o per coprire posti vacanti.

Valore dei corsi

Le attività svolte nel corso dei tirocini di formazione e orientamento possono avere valore di credito formativo e, ove certificati dalle strutture promotrici, possono essere riportate nel curriculum dello stagista o del lavoratore ai fini dell’erogazione da parte delle strutture pubbliche dei servizi per favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro.

Durata dei tirocini

I tirocini hanno una durata differenziata in base ai diversi tipi di utenti; in ogni caso non possono superare i 12 mesi o i 24 mesi nel caso di portatori di handicap.

In particolare, l’art 7 del D.M 142 /98 dispone che i tirocini formativi e di orientamento hanno durata massima:

  • non superiore a quattro mesi nel caso in cui i soggetti beneficiari siano studenti che frequentano la scuola secondaria;
  • non superiore a sei mesi nel caso in cui i soggetti beneficiari siano lavoratori inoccupati o disoccupati, compresi quelli iscritti alle liste di mobilità;
  • non superiore a sei mesi nel caso in cui i soggetti beneficiari siano allievi degli istituti professionali di Stato, di corsi di formazione professionale, studenti frequentanti attività formative post-diploma o post-laurea, anche nei diciotto mesi successivi al termine degli studi;
  • non superiore a dodici mesi per gli studenti universitari, compresi coloro che frequentano corsi di diploma universitario, dottorati di ricerca e scuole o corsi di perfezionamento e specializzazione nonché di scuole o corsi di perfezionamento e specializzazione post-secondari anche non universitari, anche nei diciotto mesi successivi al termine degli studi;
  • non superiore a dodici mesi nel caso in cui i soggetti beneficiari siano persone svantaggiate;
  • non superiore a ventiquattro mesi nel caso di soggetti portatori di handicap.

I tirocini svolti in campo pubblico, invece sono disciplinati dalla Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri nr. 2 del 1 agosto 2005 che ricalca essenzialmente la disciplina prevista per le imprese private.

In questa direttiva tra l’altro si evidenzia l’importanza dei tirocini formativi nelle P.A., specificando che attraverso l’utilizzo di essi, “l’amministrazione concorre alla formazione del capitale umano cui attingere, contribuendo anche ad orientare i giovani universitari in quegli ambiti della pubblica amministrazione che offrono maggiori prospettive ed opportunità di impiego, a tal fine rafforzando la collaborazione con le  istituzioni universitarie, pubbliche e private ed in generale con il mondo della formazione e della ricerca”.

Sul web è presente un sito dedicato alla materia dei tirocini. Il sito è www.repubblicadeglistagisti.it che oltre ad offrire la normativa in materia, è promotrice di iniziative molto interessanti come quella del bollino “Ok Stage” o la promozione della “Carta dei diritti dello stagista”. E’ un sito molto interessante che consigliamo di visitare e che può aiutare chi si sta avvicinando al mondo lavorativo a  barcamenarsi nel mondo dei tirocini.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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