Lavoro occasionale accessorio: cosa cambia con la finanziaria 2010

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La legge finanziaria ha ampliato la possibilità di ricorrere al lavoro occasionale ed accessorio, previsto dagli articoli 70 e seguenti del D.L.vo n. 276/2003 (legge Biagi). Per la prima volta, in misura massiccia, l’istituto è allargato, sia pure in presenza di precise condizioni alla Pubblica Amministrazione, con particolare riguardo agli Enti Locali.

La legge finanziaria ha ampliato la possibilità di ricorrere al lavoro occasionale ed accessorio, previsto dagli articoli 70 e seguenti del D.L.vo n. 276/2003 (legge Biagi).

Per la prima volta, in misura massiccia, l’istituto è allargato, sia pure in presenza di precise condizioni alla Pubblica Amministrazione, con particolare riguardo agli Enti Locali.

La struttura base di questo tipo di lavoro non è stata cambiata, dai commi 148 e 149 della finanziaria; sono stati invece ampliati i presupposti soggettivi e oggettivi per accedere a questa tipologia contrattuale.

La prima novità è data dal fatto che tra coloro che possono usufruire di questo particola tipo di lavoro (i committenti) ora è presente anche la P.A. e, in particolare gli enti locali. Il rinnovato art.70 D.Lgs 276/03 infatti afferma che:

i lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti, sono possibili anche nel caso in cui il committente sia un ente locale (provincia, regione, comune, comunità montane);

La seconda novità riguarda i giovani “under” 25: con le modifiche introdotte i giovani iscritti ad un istituto scolastico di ogni ordine e grado possono prestare attività occasionale ed accessoria (il limite è fissato in 5000 euro per ogni committente nell’anno solare) in qualsiasi settore produttivo compresi gli Enti Locali, le Scuole e l’Università, compatibilmente con gli obblighi scolastici

  • nei week – end (dalle ore 13 del venerdì alle ore 6 del lunedì):
  • durante i periodi di vacanza estiva (1° giugno – 30 settembre);
  • nel periodo natalizio (1°dicembre – 10 gennaio) e pasquale (dalla domenica delle Palme al martedì dopo Pasqua);

Per coloro che sono iscritti all’Università ed hanno meno di 25 anni possono svolgere tali prestazioni durante tutto l’anno. In pratica, in quest’ultima ipotesi, ai giovani studenti universitari è consentito di operare, sostanzialmente, durante un arco temporale di 365 giornate ed in tutti i settori.

Altra novità riguarda le imprese familiari che, peraltro, hanno un limite fissato a 10000 euro l’anno ma la contribuzione per le prestazioni occasionali è quella del lavoro dipendente: ora la disposizione si applica a tutte le imprese familiari essendo scomparso il riferimento “al commercio, al turismo ed ai servizi”.

La quarta novità riguarda i pensionati: essi possono prestare attività occasionale ed accessoria in tutti i settori produttivi ed anche (è questa la novità) in favore degli Enti Locali.

E’ stato ampliato la sfera di attività che possono svolgersi come lavoro occasionale ed accessorio, includendovi anche il maneggio di cavalli e delle scuderie.

In via sperimentale per l’anno 2010, anche i lavoratori regolarmente occupati con contratto part-time potranno svolgere lavoro accessorio: ciò potrà avvenire presso qualsiasi altro committente che non sia il proprio datore di lavoro.

In questo caso,  non ci sono limiti di età o di settore produttivo: la disposizione può trovare applicazione nei confronti di chi è, semplicemente parte di un contratto a tempo parziale, determinato od indeterminato, orizzontale, verticale o misto; l’unico divieto (come detto) è dato dal fatto che il lavoro accessorio non potrà essere svolto presso lo stesso datore di lavoro con il quale si svolge il part-time.

Inoltre è stata prorogata anche per il 2010 la misura introdotta dalla L. 33/2009 ossia, nel limite di 3000 euro complessivi (e non riferiti ai singoli committenti) i soggetti percettori di trattamento integrativo, anche in deroga, potranno prestare attività occasionale ed accessoria, cumulando le somme riscosse con il sistema dei “voucher” con il trattamento integrativo: l’ulteriore novità è rappresentata dal fatto che essa può essere prestata anche in favore degli Enti Locali in funzione di committenti.

Prima di iniziare un rapporto di lavoro accessorio è necessario:

  • la comunicazione anticipata al centro di contatto INPS – INAIL; in assenza di tale comunicazione  il rapporto è “in nero”;
  • non è prevista la comunicazione anticipata “on – line” al centro per l’impiego. La comunicazione stessa può avvenire anche via fax all’INAIL o per via telematica alla sezione “Punto Cliente” del sito www.inail.it.. Essa deve contenere i dati anagrafici del committente ivi compreso il codice fiscale, l’anagrafica ed il codice fiscale del prestatore, il luogo della prestazione
    e la data presunta di inizio e fine dell’attività lavorativa. In caso di variazioni nella durata delle prestazioni, queste dovranno essere comunicate, preventivamente;
  • la prestazione occasionale ed accessoria non presuppone alcuna forma scritta del rapporto;
  • l’occasionalità e l’accessorietà della prestazione è data, come indicato nell’interpello n. 37/2009, dal valore complessivo di 5000 euro per ogni committente (o 3000 complessivi per i percettori di indennità di sostegno). Secondo l’indirizzo espresso dall’INPS con la circolare n. 88/2009 il valore complessivo va inteso al netto dei contributi a carico del lavoratore: da ciò ne consegue che per il singolo committente il limite lordo erogabile a favore di ciascun lavoratore è pari a 6.600 euro annui;

Per tutto il resto, si continua ad applicare la normativa pregressa sul lavoro accessorio che trovate anche nel nostro blog.

Fonte:www.dplmodena.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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