Tirocini formativi e di orientamento, approfondimenti

I tirocini formativi e di orientamento nella normativa vigente, come strumento finalizzato all'inserimento temporaneo dei giovani nella produzione

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Altre tipologie di tirocinio

Tirocini formativi e di orientamento curriculari
tirocini inclusi in piani di studio universitari o degli istituti scolastici su norme regolamentari o all’interno di un percorso formativo di istruzione e formazione che abbiano lo scopo di agevolare il processo di apprendimento e formazione.

  • Soggetti promotori: università nell’ambito di lauree, master dottorati; istituti che rilascino titoli con valore legale; centri di formazione convenzionati con provincia e regione
  • soggetti ospitanti: aziende con un massimo di 5 dipendenti a tempo indeterminato , 1 tirocinante;
    • con dipendenti a t.indeterminato tra il numero di 6 e 19 , non + di 2 tirocinanti;
    • con + di 20 dipendenti a t.indeterminato , i tirocinanti non possono superare il 10% dei dipendenti,
    • tirocinanti: studenti e allievi all’interno del corso di studio anche se non necessariamnete legati all’acquisizione di crediti formativi.

Tirocini di inserimento al lavoro
tirocini finalizzati all’inserimento lavorativo di soggetti disoccupati, inoccupati, in mobilità.
A tali soggetti non si applicano le limitazioni soggettive introdotte dalla manovra relativamente al titolo di studi conseguito da non oltre 12 mesi, rimane invece la durata massima di 6 mesi già fissata dal Dm 142/1998. Il rimborso spese non è previsto , è obbligatorio se la normativa regionale lo stabilisce.

Tirocini a favore di particolari categorie di soggetti
Sono destinati a categorie di soggetti etrerogenee con la finalità di facilitare l’inserimento lavorativo. Es.: disabili, invalidi fisici, psichici, sensoriali, soggetti in trattamento psichiatrico, condannati ammessi a misure alternative, tossicodipendenti, alcolisti, immigrati, richiedenti asilo, e altri soggetti ricadenti nell’ambito di progetti promossi da Ministaro, regione, provincia.

Le Faq del Ministero del lavoro nota on line del 13/01/2012

E’ possibile attivare tirocini formativi in favore di disoccupati/inoccupati stranieri richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale (sussidiaria, umanitaria, rifugiati) nonchè nei confronti di tutti gli immigrati o solo quelli previsti da decreto flussi ?
In linea con i chiarimenti forniti da questo Ministero con circ.24/2011 si precisa che tutte le categorie sopra indicate risultano escluse dalla disciplina dei tirocini formativi di cui all’art.11 DL 138/2011 (l.148/2011).

In assenza di una regolamentazione regionale può la Provincia attivare tirocini in favore di disoccupati e inoccupati e a quali condizioni?
Come esplicitato dalla circ.n.24/2011 i tirocini in favore di disoccupati e inoccupati sono esclusi dal campo di applicazione dell’art.11 del DL n.138/2011. E’ dunque possibile , al riguardo, rifarsi a quanto previsto dall’art. 18 della L n.196/1997 e dal relativo regolamento di attuazione secondo il quale le strutture per l’impiego delle province sono fra i soggetti abilitati a promuovere tirocini.

Quale regolamentazione occorre seguire quando si attiva un tirocinio presso una sede aziendale fuori del territorio regionale?
Nell’ipotesi in cui il soggetto promotore attivi tirocini presso aziende operative in territorio extraregionale è possibile seguire la disciplina prevista dalla regione in cui l’azienda ha la propria sede legale, così come previsto dall’accordo Stato, Regioni, Province autonome e parti sociali del 27 ottobre 2010.

Cosa si deve intendere con la locuzione “tirocini di cd. reinserimento/inserimento al lavoro”?
Si rinvia , in proposito, alla circ.n.24/2011 ai sensi della quale per tirocini di reinserimento/inserimento al lavoro debbono intendersi quelli svolti in favore di disoccupati, compresi i lavoratori in mobilità, nonchè degli inoccupati. Si ricorda che gli “inoccupati” sono coloro che non hanno mai svolto attività lavorativa , pur essendo disponibili all’impiego; diversamente, per “disoccupati” si intendono coloro che hanno già avuto esperienze lavorative ma, attualmente , si trovano senza occupazione, per avere perso il posto di lavoro o per cessazione dell’attività lavorativa autonoma.

Il termine di 12 mesi oltre il quale non è possibile attivare i tirocini di cui all’art.11 Dl n.138/2011 convertito in legge n.148/2011 decorre dal momento dell’effettivo inizio dello stage o dalla presentazione della domenda da parte del neo-diplomato/neo-laureato?
I requisiti richiesti devono sussistere al momento della presentazione della domanda di aprtecipazione allo stage.

Per lo svolgimento di un tirocinio formativo è previsto è previsto un compenso o un rimborso spese?
E’ previsto un rimborso spese dovuto ai tirocinanti secondo quanto stabilito dalle disposizioni regionali nonchè dall’art.9 Dm 142/1998.

Informazioni tratte da :

  • Il punto di Guida al Lavoro n.1, 2012
  • Memento 2012 , Ed.Ipsoa- Lefebvre
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