Tutela dei soggetti diversamente abili

Il nostro ordinamento riconosce delle tutele specifiche ai cittadini disabili in modo da compensare la loro ridotta capacità di lavoro con maggiori possibilità di sostentamento e guadagno. Si definiscono persone con disabilità coloro che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale stabilizzata o progressiva che causa difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa. La disabilità è grave se è tale da ridurre l'autonomia personale, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente e continuativo

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Il nostro ordinamento riconosce delle tutele specifiche ai cittadini disabili in modo da compensare la loro ridotta capacità di lavoro con maggiori possibilità di sostentamento e guadagno.

Si definiscono persone con disabilità coloro che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale stabilizzata o progressiva che causa difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa. La disabilità è grave se è tale da ridurre l’autonomia personale, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente e continuativo.

Assegno di invalidità

Tutti i lavoratori che presentino delle minorazioni fisiche o mentali che pregiudicano la capacità di lavoro possono, se sussistono i requisiti sanitari e contributivi, richiedere l’assegno di invalidità.L’assegno ordinario di invalidità ha una validità di tre anni e può essere rinnovato. Successivamente al terzo rinnovo consecutivo l’assegno diventa definitivo. La domanda di rinnovo va presentata sei mesi prima della scadenza del triennio. L’assegno non è reversibile.

Requisiti

Non basta essere riconosciuti invalidi per poter usufruire della prestazione ma, occorrono anche dei  requisiti assicurativi:

  • aver versato complessivamente almeno 3 anni di contributi (156 settimane)  nel quinquennio precedente la domanda;
  • essere iscritto all’Inps da almeno 5 anni.

I requisiti sanitari sono accertati  dai medici dell’INPS previa visita in cui dovranno verificare se:

  • l’infermità fisica o mentale è tale da ridurre permanentemente la capacità  lavorativa, in occupazioni confacenti alle sue attitudini, a meno di un terzo (almeno 67% di invalidità).
    Il giudizio della commissione non sarà solo una valutazione medica, ma dovrà tenere conto anche di fattori soggettivi come la specifica esperienza professionale maturata, in modo da considerare anche i riflessi della menomazione sull’attività concretamente svolta.

La domanda

La domanda va presentata sul modello  “Inv1” disponibile presso le sedi Inps e sul sito, a una qualunque sede Inps, allegando la seguente documentazione:

  • i certificati anagrafici o le dichiarazioni sostitutive che possono essere rilasciate direttamente presso la sede Inps;
  • il modulo SS3, reperibile presso le sedi Inps, compilato dal medico del lavoratore, attestante l’infermità fisica o mentale

L’importo dell’assegno ordinario di invalidità viene ridotto (l’Inps opera una trattenuta) nel caso in cui colui che lo riceve si dedichi ad una attività lavorativa dipendente o autonoma.

Pensione di inabilità

Se l’infermità è così grave da impedire lo svolgimento di ogni attività lavorativa, il lavoratore dipendente o autonomo ha diritto alla pensione di inabilità se:

  • ha ’infermità fisica o mentale, accertata dai medici dell’Inps, che impedisca lo svolgimento di una qualunque attività lavorativa pari al 100%;
  • almeno 3 anni di contributi versati(156 settimane) nel quinquennio precedente la domanda;
  • un’età compresa fra i 18 e i 65 anni;
  • la cittadinanza italiana e la residenza in Italia. Ne hanno diritto anche i cittadini dell’Unione Europea e loro familiari (coniuge e figli a carico), residenti  in Italia, che hanno svolto un lavoro dipendente o autonomo in uno degli stati membri dell’Unione. Possono fruire della prestazione anche i cittadini extracomunitari titolari di carta di soggiorno;
  • un reddito annuo personale non superiore a un determinato limite stabilito in apposite tabelle. Per la determinazione del reddito si deve considerare esclusivamente l’imponibile Irpef
  • l’iscrizione all’Inps da almeno 5 anni.

Le modalità di presentazione della domanda sono le stesse di quella di invalidità, cambiando solo per il modulo da utilizzare che in questo caso è “Inab1”, sempre presso l’inps.

L’importo della pensione di inabilità si calcola aggiungendo ai periodi di contribuzione effettivamente versati un “bonus contributivo”, pari agli anni che mancano al lavoratore per raggiungere l’età pensionabile (nel caso di lavoratori invalidi 60 anni per gli uomini e 55 per le donne). Il bonus non può comunque far superare all’inabile 40 anni di anzianità contributiva.

La pensione di inabilità è incompatibile con qualsiasi svolgimento delle attività lavorative, mentre è compatibile con l’indennità di accompagnamento e con tutte le pensioni percepite a titolo di invalidità (di guerra, per cause di servizio ecc.).

Assegno mensile di assistenza

I titolari di pensione di inabilità hanno anche diritto all’assegno mensile di assistenza personale e continuativa, se non possono svolgere le attività quotidiane senza un aiuto costante.
L’assegno non spetta nei periodi di ricovero in istituti pubblici a lunga degenza e non è compatibile con la rendita Inail corrisposta per infortuni sul lavoro o per malattie professionali.
La domanda di assegno mensile di assistenza, che può essere fatta contestualmente a quella per la pensione di inabilità, deve essere presentata presso la sede dell’Inps sull’apposito modulo (Inab1).

L’invalidità civile

Gli invalidi civili sono tutti coloro che presentano delle condizioni fisiche che non dipendono da particolari cause per cui la legge già attribuisce una protezione sociale ( invalidi di guerra, invalidi per servizio, invalidi per lavoro).
Sono definiti invalidi civili i cittadini affetti da minorazioni congenite o acquisite che hanno subito una riduzione della capacità lavorativa non inferiore ad un terzo o, se minori di 18 anni, che abbiano difficoltà persistenti a
svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età.

La persona con disabilità, che intende usufruire dei benefici previsti, deve presentare domanda presso l’Azienda sanitaria locale (Asl) competente per territorio, quindi sottoporsi a una visita medico-legale, che ne attesti l’invalidità civile.
I moduli si possono trovare presso la sede Asl, i Patronati e le associazioni dei disabili (Anmic per gli invalidi civili, Uic per i ciechi e Ens per i sordomuti). Alla domanda deve essere allegato un certificato medico che attesta le patologie di cui la persona soffre.
La Commissione medica della Asl fissa la data della visita medica entro 3 mesi dalla data di presentazione della domanda.

  • 33,33% è la soglia minima di invalidità e dà diritto ad ottenere gratuitamente protesi e ausili ortopedici;
  • dal 46% in poi si ha diritto all’iscrizione nelle liste speciali dei Centri per l’impiego per l’assunzione agevolata al lavoro.

Si ha diritto alle prestazioni economiche :

  • con almeno il 74% di invalidità è riconosciuta la qualifica di invalido parziale e si ha diritto al pagamento di un assegno mensile (in presenza di determinati requisitidi reddito);
  • col 100% è riconosciuta la qualifica di invalido totale e si ha diritto al pagamento della pensione di inabilità. Inoltre, se la persona non è autosufficiente o non riesce a spostarsi autonomamente (deambulabilità), ha diritto all’indennità di accompagnamento. Al pagamento provvede  l’Inps.

Una menomazione dà diritto al riconoscimento di una sola forma di invalidità.
Quindi, non può essere attribuita l’invalidità civile per una lesione già riconosciuta per l’invalidità di guerra, di servizio o del lavoro.
Per le persone con disabilità disoccupate, l’iscrizione alle liste speciali presso i Centri per l’impiego è oltre che un diritto, in quanto consente di godere di una priorità per le assunzioni in ambito pubblico e privato, anche un requisito indispensabile per accedere ad alcuni benefici economici.
Le disposizioni di legge, che hanno come obiettivo fondamentale la promozione
dell’inserimento e dell’integrazione dei lavoratori disabili, si applicano alle seguenti categorie:

  • gli invalidi civili con minorazioni fisiche psichiche e sensoriali che comportino
    una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%;
  • ciechi civili affetti da cecità assoluta o con un residuo visivo non superiore
    a 1/10 a entrambi gli occhi con eventuale correzione;
  • i sordomuti colpiti da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della
    lingua parlata;
  • gli invalidi del lavoro, accertati dall’Inail, con percentuale superiore al 33%;
  • gli invalidi di guerra.

Per iscriversi è sufficiente recarsi presso il Centro per l’impiego competente per residenza con un documento d’identità valido e il verbale della commissione medica che attesta l’invalidità (modulo A/San). Non è previsto un limite massimo d’età, salvo quello stabilito per la normale cessazione dell’attività lavorativa.

Fonte: www.inps.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente redattrice di Lavoro e Diritti e impiegata nella PA.

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