Mobilità ordinaria e disoccupazione speciale edile dopo la Riforma

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L'Inps con circolare 2 del 7/1/13 riassume le istruzioni operative per il periodo transitorio 1/1/13 – 31/12/16 per mobilità e disoccupazione speciale edile

La legge di riforma del lavoro, detta nuove norme in materia di ammortizzatori sociali, attraverso l’introduzione delle indennità di disoccupazione (ASpI) e della mini ASpI e, abroga, a partire dal 1° gennaio 2017, l’indennità di mobilità ordinaria e i trattamenti speciali di disoccupazione per l’edilizia previsti dalle leggi n. 451/1994, n. 427/1975 e n. 223/1991.

L’Inps con la circolare n. 2 dello scorso 7 gennaio 2013, riassume le novità normative e le istruzioni operative durante il periodo di transizione 1 gennaio 2013 – 31 dicembre 2016 delle seguenti prestazioni:

  • indennità di mobilità ordinaria;
  • trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia di cui al decreto legge 16 maggio 1994 n. 299 convertito con modificazioni dalla Legge 19 luglio 1994 n. 451;
  • trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia di cui agli artt. Da 9 a 19 della legge 6 agosto 1975 n. 427.

Indennità di mobilità ordinaria. Regime transitorio. Durata della prestazione.

Sono abrogati, a decorrere dal 1 gennaio 2017, gli articoli da 6 a 9 della legge 23 luglio 1991 n. 223 che disciplinano rispettivamente: la lista di mobilità, l’indennità di mobilità, il collocamento dei lavoratori in mobilità e la cancellazione del lavoratore dalle liste di mobilità.

Pertanto, i lavoratori licenziati a far data dal 31 dicembre 2016 non potranno più essere collocati in mobilità ordinaria, in quanto l’iscrizione nelle liste decorre dall’ 1 gennaio 2017, giorno successivo alla data di licenziamento. I suddetti lavoratori, quindi, potranno beneficiare a tale data, ricorrendone i requisiti, esclusivamente dell’indennità di disoccupazione (ASpI) o della mini AspI, ancorché provenienti da una procedura di licenziamento collettivo.

Al fine di garantire un graduale passaggio dal vecchio al nuovo sistema di prestazioni a tutela del reddito, l’art. 2, comma 46, della legge di riforma introduce un regime transitorio, prevedendo per i lavoratori collocati in mobilità a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 dicembre del 2016 una graduale riduzione della durata dell’indennità secondo lo schema riportato nella circolare.

Durante il periodo transitorio, 1 gennaio 2013 – 31 dicembre 2016, resta invariata, in quanto non modificata dalla riforma in esame, la seguente disciplina in materia di mobilità:

  1. la disposizione di cui all’art. 7, comma 4 della legge n. 223 del 1991 relativa alla durata della prestazione che non può essere superiore all’anzianità aziendale maturata dal lavoratore;
  2. i requisiti oggettivi e soggettivi del lavoratore come disciplinati dalla legge 223 del 1991.
  3. i seguenti istituti della mobilità ordinaria:
  • la necessaria presentazione della domanda entro i termini decadenziali di 68 giorni dalla data del licenziamento;
  • la determinazione della decorrenza della prestazione;
  • l’importo della prestazione che continuerà ad essere ricavato utilizzando la retribuzione teorica presente in uni-emens come riportato nella circolare Inps n.115 del 2008;
  • le sospensioni e i relativi slittamenti;
  • la disciplina della incompatibilità, compatibilità, cumulabilità;

4. la disciplina dell’assegno al nucleo familiare, che continua ad essere riconosciuto ai sensi dell’art. 2 del decreto, legge 13 marzo 1988, n. 69 convertito con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153.

Ai fini della verifica della compatibilità e cumulabilità della prestazione di mobilità in caso di svolgimento di attività lavorativa sia in forma autonoma che parasubordinata, il lavoratore deve comunicare all’INPS l’inizio della attività lavorativa.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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