Mobilità ordinaria e disoccupazione speciale edile dopo la Riforma

L'Inps con circolare 2 del 7/1/13 riassume le istruzioni operative per il periodo transitorio 1/1/13 – 31/12/16 per mobilità e disoccupazione speciale edile

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L’art. 1, comma 32, lett. a) della legge di riforma come ha previsto che, per l’anno 2013, le prestazioni di lavoro accessorio possano essere rese, in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali nel limite massimo di 3.000 euro (al netto dei contributi previdenziali) di corrispettivo per anno solare, da percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito.

Ha previsto inoltre che l’INPS provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio.

Beneficiari: estensione dell’indennità di mobilità ad altri settori di attività

Settori commercio, turismo e vigilanza

L’articolo 3, comma 1, della legge di riforma, introduce il comma 3 bis all’art. 12 della legge n. 223 del 1991, estendendo l’applicazione della cassa integrazione guadagni straordinaria ad alcuni settori per i quali fino ad oggi quest’ultima era concessa solo in base a proroghe annuali, attraverso lo stanziamento specifico di fondi nella legge di stabilità o attraverso normative specifiche di settore.

In particolare, dal 1 gennaio 2013 viene concesso il trattamento straordinario di integrazione salariale alle seguenti imprese:

  • imprese esercenti attività commerciali, con più 50 dipendenti fino a 200;
  • agenzie di viaggio e turismo, compresi gli operatori turistici, con più di 50 dipendenti;
  • imprese di vigilanza con più di 15 dipendenti.

Il combinato disposto del predetto art. 3, comma 1, della legge di riforma e degli articoli 4 e 7 della legge n. 223 del 1991, estendendo la cassa integrazione guadagni alle aziende di cui ai punti a), b) e c),  autorizza automaticamente l’estensione della mobilità ai medesimi settori.

Settori trasporto aereo e sistema aeroportuale

Oltre ai settori indicati nel precedente paragrafo, l’articolo 3, comma 1 della legge di riforma estende l’applicazione della cassa integrazione guadagni straordinaria anche alle:

  • imprese di trasporto aereo, a prescindere dal numero di dipendenti;
  • imprese del sistema aereoportuale, a prescindere dal numero di dipendenti.

Per il personale, anche navigante, delle imprese del trasporto aereo e delle società di gestione aeroportuale, collocato in mobilità dal 1 gennaio 2013, la durata dell’indennità di mobilità sarà quella prevista dall’articolo 2, comma 46 della legge di riforma, come richiamata nella tabella allegata alla circolare.

Corresponsione anticipata della mobilità.

In riferimento alla richiesta di corresponsione anticipata dell’indennità da parte di lavoratori collocati in mobilità a decorrere dal 1 gennaio 2013, da aziende appartenenti ai predetti settori del commercio, del turismo e della vigilanza, non troveranno più applicazione  le istruzioni di cui al messaggio INPS n. 33100 del 13 dicembre 2006 secondo il quale l’anticipazione della prestazione non poteva essere accordata oltre l’anno finanziario; pertanto, la liquidazione della prestazione anticipata sarà erogata per l’importo complessivo spettante in base a quanto previsto dall’art. 7 comma 5 della Legge n. 223 del 1991.

L’estensione delle disposizioni della mobilità ordinaria ai predetti settori di attività consente anche l’erogazione anticipata dell’intera prestazione ai collocati in mobilità che hanno presentato domanda di anticipazione a partire dal 18 luglio 2012, data di entrata in vigore della legge di riforma.

Dichiarazione di immediata disponibilità (DID)

La dichiarazione di immediata disponibilità (DID), che doveva essere rilasciata da tutti i destinatari di qualsiasi trattamento previdenziale, non deve essere più resa, tra l’altro,  per le domande di indennità di mobilità ordinaria dal 18 luglio 2012, per effetto dell’abrogazione del predetto comma da parte dell’ articolo 4,  comma 47, della legge di riforma.

Ipotesi di decadenza dalla prestazione

L’articolo 4, comma 41, della legge di riforma indica i seguenti motivi di decadenza dall’indennità di mobilità nonché da indennità o sussidi la cui corresponsione è collegata allo stato di disoccupazione o inoccupazione, per i lavoratori che:

  • rifiutino di partecipare a iniziative di politiche attive di lavoro proposte dai centri per l’impiego o non vi partecipino regolarmente senza un giustificato motivo;
  • non accettino un’offerta di lavoro con inquadramento in un livello retributivo superiore almeno del 20 per cento rispetto all’importo lordo dell’indennità cui hanno diritto.

Il comma 42 del predetto articolo specifica che la predetta decadenza si verifica quando le attività lavorative o di formazione ovvero di riqualificazione, di cui al comma 41, si svolgono in un luogo che non dista più di  50 chilometri dalla residenza del lavoratore o comunque è raggiungibile con mezzi di trasporto pubblici mediamente in 80 minuti.

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