Assegni familiari, controlli da parte dell'INPS

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controlli dell'Inps sugli assegni familiari 2008-2009

L’INPS con circolare nr 136 dello scorso 25 ottobre, comunica l’avvio del controllo degli importi posti a conguaglio a titolo di assegni al nucleo familiare nel 2008 e 2009.

Per il momento si tratta di una fase sperimentale che si concluderà il prossimo 30 novembre; in questa prima fase,  il controllo riguarderà i nuclei familiari con entrambi i genitori e almeno un figlio minore in cui non siano presenti componenti inabili, in quanto la stessa assorbe circa l’80% degli importi posti a conguaglio a titolo di assegno al nucleo familiare.

Attività di verifica amministrativa

L’attività di verifica amministrativa deve essere rivolta innanzitutto ad accertare la reale sussistenza dell’indebito e a stabilire se esso nasca da un’incongrua dichiarazione del lavoratore o dell’azienda.

In particolare, si verificheranno:

  • le dichiarazioni reddituali rilasciate dal lavoratore con il modello ANF/DIP;
  • se le comunicazioni Emens e/o i conguagli contributivi siano coerenti con quanto dichiarato dal lavoratore;
  • se i conguagli effettuati dall’azienda trovano materiale riscontro nelle prestazioni erogate al lavoratore.

Controllo formale e sostanziale

Prima di procedere alla convocazione dell’azienda, sempre obbligatoria, gli operatori alla verifica amministrativa controlleranno se alcune informazioni presenti nelle liste inviate, in particolare relative alle dichiarazioni Emens, siano state modificate dopo l’estrazione dei dati, ovvero se il presunto indebito rilevato dai modelli Emens sia stato oggetto di una successiva comunicazione “correttiva” da parte dell’azienda.

In seguito si dovrà procedere alla convocazione dell’azienda attraverso un invito al  contradditorio al fine di acquisire la necessaria documentazione cartacea  richiesta per i controlli di rito.

Il controllo della documentazione acquista si articolerà in due fasi:

Controllo formale

  • verifica della documentazione attestante la richiesta della prestazione (modello ANF/DIP o ulteriore documentazione);
  • verifica delle buste paga dei lavoratori per accertare l’erogazione della prestazione;
  • verifica della corrispondenza tra la dichiarazione del lavoratore e i dati comunicati dal datore di lavoro con il modello Emens e/o conguagliati nel modello DM 10/2;

Controllo sostanziale

  • verifica che la tabella indicata, la composizione del nucleo familiare, la classe reddituale in cui è stato inserito il nucleo ed il conseguente importo mensile dell’assegno siano corretti;
  •  incrocio tra i dati complessivi reddituali del nucleo dichiarati dal lavoratore al datore di lavoro con i dati reddituali consolidati resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate e riferiti al periodo indennizzato;
  • verifica del rapporto (pari al 70%), tra il reddito da lavoro dipendente e il reddito complessivo del nucleo familiare;
  • verifica, in caso di doppia erogazione dell’assegno da parte della stessa azienda o da parte di aziende diverse al medesimo nucleo familiare, di quale richiesta sia da ritenere incompatibile.

Se dai controlli sulle aziende, risulta tutto regolare, le successive iniziative dovranno essere rivolte nei confronti dei lavoratori con modalità che saranno indicate con successiva circolare.

Nel caso contrario, in cui si riscontrasse una responsabilità dell’azienda, si dovrà procedere con il recupero degli importi erroneamente conguagliati con aggravio di sanzioni civili. Nei casi in cui dovesse emergere che gli importi posti a conguaglio con il DM 10/2 siano corretti ma i dati  trasmessi con Emens siano errati, l’azienda dovrà essere invitata a modificare il flusso per i periodi in cui i dati non coincidono.

Convocazione dell’azienda

La Sede, attraverso la lettera d’invito al contraddittorio, richiederà alle aziende la documentazione riguardante la prestazione erogata per tutti i lavoratori interessati. La data dell’incontro dovrà essere concordata, previo contatto di un funzionario della sede addetto alla verifica, nei quindici giorni successivi al ricevimento della lettera di convocazione.

L’azienda potrà avanzare eventuali motivate richieste di differimento dell’incontro rispetto alla data fissata. Qualora l’azienda non risponda alla convocazione, la Sede interesserà l’area ispettiva per tutti gli accertamenti in merito.

Verbale di accertamento

In sede di convocazione, dopo aver ricostruito con l’azienda il percorso realizzato per calcolare i conguagli ANF nel periodo Luglio 2008-Giugno 2009, dovrà essere redatto un verbale di accertamento nel quale saranno riportati tutti i dati inerenti l’accertamento stesso.

Il verbale si concluderà:

a)   senza addebito, qualora la stessa azienda dimostri la correttezza del conguaglio effettuato;

b)   con addebito, in caso sia verificato l’indebito conguaglio e debba essere avviato il recupero della contribuzione non versata.

A tal fine dovrà essere inviata, mediante raccomandata A/R,  una diffida che conterrà l’intimazione al pagamento degli importi indicati a titolo di contributi e di sanzioni civili (per omissione o evasione a seconda della gravità riscontrata) per il periodo interessato e le indicazioni per la regolarizzazione.

Tenuto conto che la normativa vigente prevede l’obbligo per il datore di lavoro di conservare ed esibire la richiesta del lavoratore (modello ANF/DIP) in caso di controllo da parte dell’Istituto, si precisa che il regime sanzionatorio applicabile sarà:

  • evasione contributiva, ai sensi dell’art. 116, co. 8, lett. b), della Legge n. 388/2000, nei casi in cui il datore di lavoro non sia in grado di esibire quanto richiesto;
  • omissione contributiva, ai sensi dell’art. 116, co. 8, lett. a), della Legge n. 388/2000, in tutti gli altri casi in cui non è ravvisabile il dolo del lavoratore.

L’azienda, dopo aver ricevuto la diffida, potrà sanare la propria posizione con il pagamento attraverso modello F24 entro trenta giorni dalla ricezione della stessa. Il mancato pagamento della diffida produrrà il successivo avviso di addebito per il recupero coattivo attraverso l’Agente della Riscossione.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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