Rivalutazioni degli assegni per il nucleo familiare e di maternità

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Importi 2014 degli assegni per il nucleo familiare e gli assegni di maternità concessi dai Comuni. Rivalutazione degli assegni e dei requisiti economici.

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 42 dello scorso 20 febbraio è stata pubblicata la rivalutazione, per il 2014, della misura degli assegni e dei requisiti economici, per il nucleo familiare numeroso e per la maternità. La rivalutazione applicata è pari all’1,1%.

Gli assegni per il nucleo familiare ai sensi dell’art. 65, comma 4, della legge n. 448/98 (assegno per il nucleo familiare numeroso) da corrispondere agli aventi diritto per l’anno 2014, se spettante nella misura intera, è pari a € 141,02. Per le domande relative al medesimo anno, il valore dell’indicatore della situazione economica, con riferimento a nuclei familiari composti da 5 componenti è pari a € 25.384,91.

Gli assegni per il nucleo familiare dei Comuni sono una prestazione a sostegno del reddito concessa dai Comuni e pagata dall’Inps alle famiglie numerose composte da almeno un genitore e tre figli minori cumulabile con qualsiasi altro trattamento di famiglia e non costituisce reddito ai fini fiscali e previdenziali. Consiste in un assegno mensile al nucleo familiare per tredici mensilità pagato dall’INPS con cadenza semestrale posticipata (entro il 15 luglio e il 15 gennaio) per i dati ricevuti almeno 45 giorni prima della scadenza del semestre. Leggi tutto: Assegni familiari dei Comuni, richiesta entro il 31 gennaio

L’assegno mensile di maternità – ai sensi dell’art. 74 della decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 – da corrispondere agli aventi diritto per l’anno 2014, per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento, se spettante nella misura intera, è pari a € 338,21; per le domande relative al medesimo anno, il valore dell’indicatore della situazione economica, con riferimento a nuclei familiari composti da tre componenti, è pari a € 35.256,84.

L’assegno di maternità è un assegno che la madre non lavoratrice può chiedere al proprio Comune di residenza per la nascita del figlio oppure per l’adozione o l’affidamento preadottivo di un minore di età non superiore ai 6 anni (o ai 18 anni in caso di adozioni o affidamenti internazionali).  La madre lavoratrice può chiedere l’assegno se non ha diritto all’indennità di maternità dell’Inps oppure alla retribuzione per il periodo di maternità. Se l’importo dell’indennità o della retribuzione è inferiore all’importo dell’assegno, la madre lavoratrice può chiedere al Comune l’assegno in misura ridotta. Fonte: INPS

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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