Disoccupazione una tantum collaboratori con contratto a progetto 2013

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Modalità di fruizione dell'indennità di disoccupazione una tantum per contratti a progetto per il 2013 a seguito della Riforma del lavoro

Con circolare n. 38 del 14 marzo 2013 l’INPS rende note le modalità di fruizione dell’indennità di disoccupazione una tantum per collaboratori con contratto a progetto per il 2013 alla luce delle modifiche apportate dalla l. 92/2012 “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”.

L’articolo 2, commi dal 51 al 56, della Riforma ha riconosciuto, a decorrere dal 1° gennaio 2013, una indennità ai collaboratori coordinati e continuativi iscritti in via esclusiva alla Gestione separata presso l’Inps, che soddisfino “in via congiunta” una serie di requisiti.

Soggetti beneficiari ed esclusi dalla nuova indennità

I beneficiari della prestazione sono i collaboratori coordinati e continuativi previsti dall’art. 61 comma 1 del D. Lgs. 276/2003, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata presso l’Inps.

Sono espressamente esclusi i soggetti titolari di redditi di lavoro autonomo anche se iscritti alla gestione separata. Sono inoltre esclusi tutti i lavoratori iscritti alla Gestione separata a vario titolo, ma non inquadrabili nell’ambito di applicazione dei contratti di collaborazione a progetto di cui al suddetto art. 61 comma 1 del D. Lgs. 276/2003.

A titolo esemplificativo, l’INPS elenca nella circolare alcuni soggetti esclusi da tale normativa, come coloro che abbiano stipulato rapporti di lavoro diversi dal contratto di collaborazione a progetto, quali gli assegnisti di ricerca, i dottorandi di ricerca con borsa di studio, i soggetti che svolgono un mero rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, ai sensi del predetto articolo 61, comma 2, del decreto legislativo n. 276 del 2003.

Sono esclusi inoltre i soggetti assicurati presso altre casse previdenziali, che siano già titolari di pensione ovvero assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie. I potenziali beneficiari devono essere iscritti in via esclusiva alla Gestione separata.

Requisiti e condizioni

L’indennità è riconosciuta ai collaboratori, come individuati sopra, che soddisfino “in via congiunta” i seguenti requisiti:

  1. abbiano operato, nel corso dell’anno precedente, in regime di monocommittenza;
  2. abbiano conseguito l’anno precedente  un reddito lordo complessivo soggetto a imposizione fiscale non superiore al limite di 20.000 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati intervenuta nell’anno precedente;
  3. con riguardo all’anno di riferimento sia accreditato, presso la predetta Gestione separata un numero di mensilità non inferiore a uno;
  4. abbiano avuto un periodo di disoccupazione ininterrotto di almeno due mesi nell’anno precedente;
  5. risultino accreditate nell’anno precedente almeno quattro mensilità presso la predetta Gestione separata.

Anno di riferimento e anno precedente

  • per “anno di riferimento” si deve intendere l’anno in cui il collaboratore matura il requisito di cui al punto 3) e presenta la domanda per la prestazione in oggetto;
  • per “anno precedente” si deve intendere solo ed esclusivamente l’anno solare immediatamente precedente quello di “riferimento” come sopra individuato.

Novità e precisazioni

  • A differenza della previgente disciplina, poiché la monocommittenza non è più riferita all’ultimo rapporto di lavoro, ossia quello al termine del quale si è verificato l’evento “fine lavoro”, ma “all’anno precedente”, essa deve essere garantita con lo stesso datore di lavoro/committente per tutto l’anno precedente a quello in cui viene presentata la domanda di prestazione. Quindi, la monocommittenza sussiste anche se nel corso dello stesso anno il lavoratore abbia avuto più rapporti di collaborazione purché con il medesimo datore di lavoro.
  • Per “reddito lordo complessivo soggetto a imposizione fiscale” si deve intendere il reddito lordo conseguito  in qualità di collaboratore coordinato e continuativo.
  • Per quanto attiene al periodo di disoccupazione, la legge di riforma richiede un periodo ininterrotto di almeno due mesi nell’anno precedente. Questo periodo deve essere attestato presso il Centro per l’Impiego. Quindi al termine di un contratto co.co.pro. l’interessato dovrà recarsi presso il Centro per l’Impiego competente per territorio e “reiscriversi” fra le liste dei disoccupati, dando così l’immediata disponibilità a nuove offerte di lavoro e dovrà inoltre rilasciare una dichiarazione in cui afferma di aver lavorato con contratto a progetto e per quale periodo.

Sulla base di quanto appena detto il periodo di disoccupazione ininterrotto di almeno due mesi, in relazione all’anno di riferimento 2013, deve sussistere nell’anno 2012. Il requisito della disoccupazione, che la previgente disciplina richiedeva in relazione all’evento “fine lavoro” (e quindi all’anno in corso), viene ora richiesto dalla legge di riforma in riferimento “all’anno precedente”. Di conseguenza è possibile la presentazione della domanda stessa in costanza del rapporto di lavoro.

I contributi figurativi dell’indennità di maternità, per il periodo di astensione obbligatoria, relativamente al rapporto di collaborazione, essendo equiparati alla contribuzione effettiva da lavoro, sono considerati utili ai fini del raggiungimento del requisito contributivo.

Norma transitoria

Considerando che che la precedente disciplina non richiedeva lo stato di disoccupazione da dichiarare presso i CPI, l’INPS precisa che solo ed esclusivamente nella domanda relativa all’anno di riferimento 2013, il richiedente deve dichiarare l’assenza di contratto di lavoro per un periodo ininterrotto di almeno due mesi nell’anno 2012.

I collaboratori coordinati e continuativi il cui rapporto di lavoro termini entro il 31 dicembre 2012, potranno, decorsi “almeno due mesi” in assenza di contratto di lavoro presentare domanda nei trenta giorni successivi.

Domanda

La domanda di prestazione (poiché non è più necessario il decorso di almeno due mesi di assenza di contratto di lavoro) deve essere presentata dal collaboratore entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento. Solo nel caso in cui il requisito previsto dal suddetto punto 3 (con riguardo all’anno di riferimento sia accreditato, presso la predetta Gestione separata un numero di mensilità non inferiore a uno), venga maturato nel mese di dicembre, il termine per presentare la domanda, relativa “all’anno di riferimento” in cui il predetto requisito è stato maturato, è prorogato fino al 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento.

E’ ancora utilizzabile il modello SR92 per la richiesta della indennità per gli eventi fine lavoro fino al 31 dicembre 2012.

Misura della Prestazione

L’importo della prestazione è pari al 5% (in via transitoria, per gli anni 2013, 2014 e 2015, che l’importo dell’indennità è elevato dal 5% al 7%) del minimale annuo di reddito di cui all’articolo 1, comma 3, legge 2 agosto 1990, n. 233 (Riforma dei trattamenti pensionistici dei lavoratori autonomi), moltiplicato per il minor numero tra le mensilità accreditate l’anno precedente e quelle non coperte da contribuzione.

La prestazione è liquidata:

  • in un’unica soluzione se l’importo della prestazione è pari o inferiore a 1.000 euro;
  • in importi mensili pari o inferiori a 1.000 euro se l’importo della prestazione è superiore a 1.000 euro (esempio: per un importo della prestazione pari a 2.400 euro, verranno erogati un primo importo mensile pari a 1.000 euro, un secondo importo mensile pari a 1.000 euro, un terzo importo mensile pari a 400 euro).
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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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  • brg

    sono impiegata in un centro commerciale come commessa di un negozio, in maternita’ dal 10 dicembre 2012, ho partorito il 15 di febbraio 2013 e ho un contratto a tempo determinato che mi scade il 31 di marzo 2013!!!! ora dopo tale data continuo ancora ad essere in maternita’ dato che il contratto e’ scaduto? e se si chi mi dovrebbe pagare dato che non ho piu’ un datore di lavoro che mi possa garantire lo stipendio? signor maroscia mi aiuti con una semplice sua risposta, non so che fare!!! grazie, Giulia brg

  • spartacus

    Se non mi sbaglio le spetta comunque fino al termine naturale dell’indennità, purchè la stessa indennità sia iniziata entro 60 giorni dall’ultimo giorno di lavoro. Aspettiamo conferme da chi è esperto su questo tema.

  • la ver

    se sono in disoccupazione e accetto un lavoro stagionale di 5 mesi posso sospenderla?? e in caso possa riprenderla su cosa verrebbe calcolata???

    • spartacus

      Dipende da che tipo di disoccupazione stai usufruendo: se la vecchia ds ordinaria la perderai dopo 5 giorni continui di lavoro, uguale per la mini aspi. Se è l’aspi, verrà sospesa fino a 6 mesi e poi alla fine potrai riprenderla da dove l’hai lasciata. Se superi i 6 mesi di lavoro la perdi.

  • NELLA MIRANDA

    COME SI PRESENTA A MANO PRESSO LA SEDE INPS OPPURE ONLINE?

    • La domanda va presentata via internet o tramite patronato. L’INPS pochi giorni fa ha rilasciato un messaggio dicendo che è stata rilasciata la pagina tramite PIN per inviare la domanda telematicamente.

  • Butucea Iuliana

    Ho lavorato da marzo 2012 a marzo 2013.

    I primi 6 mesi con contratto co.co.pro, mentre i restanti 6 mesi con contratto a tempo determinato.

    Ho appena ricevuto la comunicazione di accoglimento della mia mini-aspi.

    Vorrei sapere se, avendo lavorato con due tipologie di contratto
    differenti, ne ho diritto per 6 mesi, considerando il periodo co.co.pro,
    o solo per 3, escludendo il periodo con contratto co.co.pro.

    Grazie milla.

    Iuliana

    • spartacus

      Purtroppo ai fini della mini aspi il contratto co.co.pro. non ha nessuna validità ne come imponibile per la media retributiva ne come periodo utile da indennizzare, quindi la sua durata della mini aspi sarà la metà del periodo lavorato con contratto a tempo determinato, 3 mesi.

      • Butucea Iuliana

        Ciao Spartacus, grazie mille per la tua cortese risposta. Il
        scorso mese ho finalmente ricevuto il primo assegno da INPS relativo a 2 mesi.
        Ti allego la descrizione: INPS Data Regolamento:
        15/07/13 Data Ordine: 10/07/13 Cod.Id.Ord: IT07 K010(…..) NPSP REST ZNI Banca
        Ordinante: 01000/03235-BITAITRRXXX Cro: 440993xxxxx Valuta Fissa: 15/07/13
        Note: /BENEF/I.N.P.S. – DIREZIONE GENERALE EURO (xxxxx€) PER PAGAMENTO INDENNITA
        MINI ASPI DI 61 GIORNI. PERIODO DAL 26 03 2013 AL 26 05 2013 INDENNITA (xxxx €) .
        -DESTIN- 1986-05-07

        Si come ho lavora da 9 Settembre 2012 a 9 Marzo 2013 con
        contratto a tempo determinato, non ho diritto a 3 mesi di indennità ?

        Ti sarai molto grata se riesci a rispondermi.

        Grazie mille e buona giornata.

        • spartacus

          In teoria dovrebbero essere 3 mesi. In pratica c’è una cosa da tenere presente: se la tua retribuzione lorda non superava una certa soglia, ovvero se avevi un contratto part time, i contributi utili per l’indennità non vengono calcolati in misura intera ma ridotta. Sarebbe troppo complicato dire come fanno i calcoli ma in maniera semplicistica, per il 2013 dividono il tuo lordo per le settimane lavorate; se il risultato è maggiore di 198,17 le settimane sono tutte utili; se inferiore saranno rapportate al risultato che si ottiene dividendo la retribuzione lorda per 198,17.