Malattia e congedo parentale per iscritti alla gestione separata

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Circolare INPS sulla indennità giornaliera di malattia e sulla indennità per congedo parentale per i lavoratori iscritti alla Gestione

Con circolare n. 77 del 13 maggio 2013 l’INPS fornisce a tutti gli interessati interpretazioni univoche e istruzioni operative per le erogazioni delle prestazioni relative alle indennità giornaliera di malattia e all’indennità per congedo parentale per i lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2 comma 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335.

Ricordiamo che la legge su citata prevede espressamente l’iscrizione alla gestione separata dei soggetti che esercitano per professione abituale, ancorchè non esclusiva, attività di lavoro autonomo, nonchè i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.

Evoluzione normativa

Con la finanziaria del 2007 sono state introdotte, in favore dei lavoratori a progetto e categorie assimilate, iscritti alla Gestione separata di cui sopra, specifici istituti previdenziali per la malattia e per il congedo parentale. Sulla base di questa norma L’INPS con successive circolari ha individuato, quali lavoratori aventi diritto, i collaboratori a progetto, i collaboratori coordinati e continuativi e i soggetti titolari di rapporti con lo stesso committente di durata complessiva superiore a 30 giorni, nel corso dell’anno solare, o di durata inferiore ma con diritto ad un compenso superiore a 5.000 euro.

Successivamente, lo stesso Istituto ha precisando che con l’espressione “categorie assimilate” ai lavoratori a progetto sono ricompresi, senza alcuna distinzione, tutti i lavoratori per i quali l’onere contributivo risulta a carico di un committente o associante in partecipazione (denominati in seguito ‘parasubordinati’) e per i quali sussiste l’obbligo di iscrizione in via esclusiva alla Gestione separata con aliquota contributiva piena.

Infine con successivo Decreto Legge a decorrere dal 1° gennaio 2012, l’estensione delle citate tutele anche ai soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo, iscritti alla Gestione separata (lavoratori libero professionisti).

L’INPS con messaggio n. 4143 del 7 marzo 2012, ha fornite prime indicazioni operative in merito alla presentazione delle istanze di prestazioni da parte delle ulteriori tipologie di lavoratori tutelati per i quali sono individuabili, due ‘macrocategorie’: lavoratori ‘parasubordinati’ (con committente o associante) e lavoratori libero professionisti.

Indennità di malattia

Ambito di applicazione

Come detto sopra, i destinatari della prestazione sono tutti i lavoratori iscritti alla Gestione separata, non iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria e non titolari di pensione.

La tutela economica è prevista, con riferimento ai lavoratori libero professionisti, a decorrere dal 1° gennaio 2012, mentre per i lavoratori parasubordinati (con committente o associante) per gli eventi verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2007 purché non sia decorso il termine annuale di prescrizione del diritto, tenuto conto anche degli eventuali atti interruttivi.

Certificazione

Per il riconoscimento dell’evento morboso è necessario che sia stato trasmesso all’Istituto un valido certificato attestante lo stato di incapacità temporanea al lavoro.

Esclusioni

L’indennità è esclusa per le malattie di durata inferiore a 4 giorni. In caso di continuazione o ricaduta rispetto ad una precedente malattia (di durata inferiore a 4 giorni), l’indennizzo è previsto per l’intera durata dell’evento, compresi i primi 3 giorni. Per tale motivo, anche in caso di eventi di durata inferiore a quattro giorni è necessario che venga trasmessa all’Istituto idonea certificazione di malattia.

Requisiti contributivi e reddituali

Presupposto per il diritto alla prestazione dell’indennità di malattia è la sussistenza dell’attività lavorativa in corso al momento del verificarsi dell’evento morboso e l’effettiva astensione dal lavoro durante il periodo indennizzato. Ulteriori condizioni, valide per tutte le categorie di lavoratori iscritti alla Gestione separata, sono il requisito contributivo e quello reddituale (per le cui indicazioni rimandiamo alla lettura della circolare).

Durata della prestazione

Il numero di giorni indennizzabili in uno stesso anno solare non può superare il limite massimo di 61 giorni; la tutela è comunque riconosciuta per un minimo annuo di 20 giorni (circolare INPS n. 76 del 16 aprile 2007).

Modello di dichiarazione

Il lavoratore che intende richiedere il riconoscimento della prestazione è tenuto a presentare apposita dichiarazione in modalità telematica contenente gli elementi utili alla corresponsione della relativa indennità.

Indennità per congedo parentale

Ambito di applicazione

E’ riconosciuto il diritto al trattamento economico per congedo parentale, limitatamente a un periodo di tre mesi da fruire entro il primo anno di vita del bambino, a tutti i lavoratori  iscritti alla Gestione separata, di cui sopra, compresi i genitori adottivi e affidatari, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, aventi titolo all’indennità di maternità.

Requisiti contributivi

La prestazione è riconosciuta in favore delle lavoratrici/lavoratori in favore delle quali risultano attribuite, nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile a titolo di congedo di maternità, almeno 3 mensilità della contribuzione dovuta alla Gestione separata, con l’aliquota contributiva piena (attualmente pari al 27,72%) in base alle vigenti disposizioni normative.

Requisiti oggettivi per ricevere l’indennità

Ai fini del riconoscimento del diritto all’indennità per congedo parentale, come già precisato dall’INPS in precedenti circolari è richiesta  la sussistenza di un rapporto di lavoro in corso di svolgimento al momento  della fruizione del congedo, nonché l’effettiva astensione dall’attività lavorativa.

Durata e misura della prestazione

Il trattamento economico per congedo parentale, spetta limitatamente a un periodo di tre mesi entro il primo anno di vita (o ingresso in famiglia) del bambino e dà titolo a un’indennità la cui misura è pari al 30% del reddito preso a riferimento per l’erogazione dell’indennità di maternità (per le cui indicazioni rimandiamo alla lettura della circolare).

Domanda

I soggetti che intendono richiedere il riconoscimento della prestazione devono presentare apposita domanda in modalità telematica contenente gli elementi utili alla corresponsione della relativa indennità.

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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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