Inps: sgravi contributivi per sostituzioni di lavoratrici in maternità

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Messaggio inps: sgravi contributivi alle aziende che sostituiscono lavoratrici in maternità, anche nel caso di flessibilità del congedo ex art 20 D.lgs151/2001.

L’Inps con messaggio nr. 182 del 20 gennaio scorso, fornisce alcuni chiarimenti in merito agli sgravi contributivi in favore di imprese che occupano fino a 19 dipendenti,  nel caso in cui sostituiscano, con contratto a termine, la lavoratrice in maternità e,  in particolare alle ipotesi in cui la lavoratrice sostituita si avvale della flessibilità del congedo di cui all’articolo 20 D.lgs. 151/2001.

La sostituzione di lavoratrici e lavoratori in congedo, è regolata dall’art. 4 del D. Lgs. n. 151/2001, che prevede che le assunzioni in sostituzione possono avvenire anche con anticipo fino ad un mese rispetto al periodo di inizio del congedo, salvo periodi superiori previsti dalla contrattazione collettiva; per i rapporti di lavoro così instaurati in aziende con meno di venti dipendenti, il successivo comma 3 del medesimo articolo dispone uno sgravio contributivo nella misura del 50% della contribuzione dovuta per la persona assunta.

Tuttavia, si precisa nel messaggio, tale norma deve essere posta in relazione con la possibilità per la lavoratrice di fruire della flessibilità del congedo ex art. 20 del D. Lgs. n. 151/2001.

“Come noto, infatti, se “ordinariamente” l’astensione obbligatoria dal lavoro ha inizio due mesi prima della data presunta del parto, le lavoratrici – previa apposita autorizzazione medica – hanno la facoltà di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente al parto e nei quattro mesi successivi all’evento.

Di conseguenza, l’Inps ritiene che lo sgravio possa trovare applicazione anche nell’eventualità che la lavoratrice sostituita opti per la flessibilità del congedo e ne dia comunicazione al datore di lavoro quando sia già intervenuta l’assunzione del sostituto.

Al riguardo, continua il messaggio,  “deve, peraltro, osservarsi che l’opzione per la flessibilità del congedo può legittimamente essere esercitata sino alla fine del settimo mese di gravidanza.

In tali situazioni, l’assunzione risulta comunque originariamente intervenuta in conformità alla testuale previsione dell’art. 4, c. 2, ancorché – concretamente – si possa riscontrare il superamento del periodo temporale di affiancamento previsto dalla norma.

Si precisa, infine, che lo sgravio contributivo in argomento può trovare applicazione entro il limite di legge (art. 4, c. 4 del D.lgs. n. 151/2001) del compimento di un anno di età del figlio della lavoratrice o del lavoratore in congedo o per un anno dall’accoglienza del minore adottato o in affidamento.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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