Lavoro occasionale, è boom di richieste dei buoni lavoro

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L'INPS con un comunicato stampa del 16 settembre scorso fa il punto sull'utilizzo dei cosidetti voucher per il lavoro accessorio. Nell’ultimo mese e mezzo sono stati venduti più di 600 mila “buoni lavoro”. Fino a metà settembre i buoni lavoro utilizzati sono più di due milioni. In agricoltura sono stati distribuiti circa il 52% del totale dei voucher venduti; il 20% invece, impiegati nel settore servizi e turismo.

L’INPS con un comunicato stampa del 16 settembre scorso fa il punto sull’utilizzo dei cosidetti voucher per il lavoro accessorio. Nell’ultimo mese e mezzo sono stati venduti più di 600 mila “buoni lavoro”.  Fino a metà settembre i buoni lavoro utilizzati sono più di due milioni. In agricoltura sono stati distribuiti circa il 52% del totale dei voucher venduti; il 20% invece, impiegati nel settore servizi e turismo.

In effetti, i buoni lavoro introdotti in via sperimentale lo scorso anno per la retribuzione di lavori agricoli (soprattutto per la vendemmia) e, successivamente allargati ai pensionati, casalinghe e cassaintegrati, hanno avuto una crescita esponenziale prorpio nell’ultimo periodo.

Con tale strumento, afferma il presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua, è stato possibile (anche grazie alla campagna pubblicitaria di questa estate, condotta di concerto da Inps e Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali) far emergere un mercato del lavoro (sinora in nero) che vale circa 20 milioni di euro.

Proprio per questo il “voucher”(o buono lavoro) “deve diventare un servizio utilizzabile con facilità e reperibile ovunque. Le tabaccherie possono diventare un primo nuovo snodo distributivo e i contatti sono già in corso”.

Le richieste per i buoni lavoro (nell’ultimo mese e mezzo) si sono avute soprattutto nelle regioni del Friuli Venezia Giulia e del Trentino Alto Adige che si vanno ad aggiungere al Veneto, Emilia Romagna e Piemonte che sono le tre regioni dove sono stati venduti più voucher nel corso dell’anno.

Nel comunicato stampa, l’INPS ricorda poi che ciascun voucher è acquistabile dal datore di lavoro a 10 euro (e in multipli da 20 e 50 euro) e sarà rimborsabile al lavoratore per 7,50 euro netti.

Il datore di lavoro può acquistare dei voucher telematici (sul sito www.inps.it o attraverso il numero gratuito Inps-Inail 803164) il cui corrispettivo sarà accreditato al lavoratore su una carta magnetica e potrà essere riscosso presso gli uffici postali o presso gli sportelli bancomat.

Il datore di lavoro può inoltre acquistare (anche per il tramite delle Associazioni di categoria) voucher cartacei (stampati in modalità anticontraffazione) presso gli uffici provinciali Inps o in quelli postali. Il lavoratore potrà incassarli presso qualunque ufficio postale.

Attraverso questo meccanismo sarà poi possibile accreditare a ciascun lavoratore i contributi relativi alla prestazione svolta.

Questa è una buona notizia. Peccato solo che nel comunicato non si faccia cenno alle Regioni del Sud Italia dove l’agricoltura è ancora un settore predominante ma dove a predominare è anche il lavoro nero o peggio, forme di sfruttamento e riduzioni in schiavitù quali il Caporalato. Ma questa è un’altra storia!

Fonte: www.inps.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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