Al via voucher per baby sitter o asilo e congedo obbligatorio per il padre

Decreto Grilli-Fornero per lo stanziamento di fondi e regolamentazione dei voucher per baby sitter e asili nido e per il congedo obbligatorio per il padre

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +

Nel caso di congedo facoltativo, alla domanda deve essere allegata una dichiarazione della madre di non fruizione del congedo di maternità a lesi spettante, per un numero di giorni pari a quelli fruiti dal padre.. La stessa documentazione deve essere trasmessa anche al datore della lavoratrice madre.

Voucher per l’acquisto dei servizi per l’infanzia (asilo e baby sitting)

L’art. 4 del decreto prevede la possibilità per la madre lavoratrice, al termine del periodo di congedo di maternità o, negli undici mesi successivi, di richiedere, in luogo del congedo parentale, un contributo utilizzabile per il servizio di baby sitting o per il pagamento degli asili pubblici o privati accreditati.

La richiesta può essere presentata anche dalla padre che ha parzialmente usufruito del congedo parentale.

Il contribuito è di 300€ mensili per un massimo di sei mesi. Nel caso che il contributo venga chiesto per il pagamento dell’asilo, il beneficio consisterà in un pagamento diretto (fino al raggiungimento della quota di 300€ mensili) alla struttura prescelta previa presentazione da parte di quest’ultima della documentazione attestante l’effettiva fruizione del servizio.

Nel caso di servizio di baby sitting, il contributo verrà erogato sotto forma di voucher (buoni lavoro).

Domanda (art. 6)

Le domande di ammissione ai buoni dovranno essere presentate all’INPS, per via telematica o secondo le modalità stabilite dall’Istituto in tempo utile. Al momento della domanda si dovrà indicare quale servizio si sceglie e per quante mensilità (si ricorda max 6 mesi), con conseguente riduzione di altrettante mensilità di congedo parentale.

I termini di presentazione delle domande, per gli anni 2013, 2014 e 2015, saranno unici a livello nazionale e, verranno stabilite con apposito bando, dall’INPS.

Possono presentare domanda oltre alle donne i cui figli sono già nati, anche quelle la cui data presunta del parto sia nei 4 mesi successivi al bando nazionale.

Verrà poi stilata una graduatoria nazionale sulla base degli indicatori ISEE fino a concorrenza delle risorse disponibili per ciascuno dei tre anni. Avranno precedenza le madri per le quali l’indicatore ISEE è più basso e, a parità di ISEE, varrà l’ordine cronologico di presentazione delle domande.

Beneficiari (art.7)

  • le lavoratrici part time possono usufruire dei buoni  in misura proporzionata alla ridotta entità di prestazione    lavorativa;
  • le lavoratrici iscritte alla gestione separata possono usufruire dei benefici per un massimo di tre mesi;
  • non possono usufruire del contributo le lavoratrici esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati.

Nel caso in cui il diritto all’esenzione totale venga riconosciuto successivamente all’ammisione al contributo previsto dall’art 4 del decreto, la madre lavoratrice decade dal beneficio per il periodo successivo alla decadenza medesima, senza obbligo di restituzione delle somme già percepite.

In totale sono previsti 20 milioni di euro annui, per ciascuno dei tre anni a graverà sul Fondo per il finanziamento di interventi a favore dell’incremento dell’occupazione di giovani e donne.

Di seguito il testo integrale del decreto

download   Decreto ministeriale 22 dicembre 2012
       » 798,7 KiB - 539 download

 

1 2

Leggi l'informativa privacy ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679

Condividi.