Arriva anche in Italia il congedo di paternità obbligatorio

E’ in discussione alla Camera un progetto di legge sul tema del congedo di paternità; il progetto di legge andrebbe a modificare il d.lgs.n. 151/2001 istituendo, il congedo di paternità obbligatorio.

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E’ in discussione alla Camera un progetto di legge che porterebbe l’Italia ad adeguarsi al resto d’Europa sull’annoso tema del congedo di paternità; il progetto di legge andrebbe a modificare il d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità”, istituendo, il congedo di paternità obbligatorio.

I progetti all’esame del Parlamento, in realtà sarebbero due, uno su proposta della parlamentare PD, Mosca e l’altro, su proposta del parlamentare PDL, Saltamarini. Il punto che ci riguarda è la modifica all’attuale art 28 D.lgs 151/2001; tale modifica (per entrambe le proposte di legge avanzate), mira ad introdurre “l’obbligo per il padre lavoratore di astenersi dal lavoro per un periodo di quattro giorni continuativi, entro tre mesi dalla nascita del figlio. L’indennità prevista per tale periodo, pari al 100 per cento della retribuzione, è posta a carico del datore di lavoro, ovvero del sistema previdenziale di appartenenza nel caso di lavoratore autonomo”. 

“Le proposte di legge muovono dalla considerazione che, nonostante i pur importanti passi avanti fatti negli ultimi anni, l’Italia sconti ancora un grave ritardo nelle politiche di sostegno alla genitorialità: ciò si traduce in un tasso di natalità inferiore alla media europea, in una insufficiente partecipazione delle donne al mondo del lavoro, nella scarsa condivisione da parte degli uomini delle responsabilità genitoriali.

Queste le parole del relatore Silvano Moffa che, osserva, tra l’altro che “i provvedimenti sono volti a promuovere il concetto di pari responsabilità del padre e della madre nelle attività di cura ed educazione dei figli, aumentando gli incentivi all’utilizzo di forme flessibili di svolgimento dell’attività lavorativa nei primi anni di vita del bambino; importanti novità riguardano, in particolare, il ruolo della paternità, che viene valorizzato attraverso l’ampliamento degli istituti esistenti e l’estensione ai padri di benefici che la legislazione vigente prevede unicamente a favore delle madri”.

Notevole è stata negli ultimi anni, l’evoluzione normativa sul congedo di paternità, tra le ultime ricordiamo la sentenza del tribunale di Firenze, prima nel genere, che ha riconosciuto il diritto del futuro papà a vedersi retribuito l’intero periodo di astensione dal lavoro – cinque mesi – previsto  dalla legge 151/2001, in caso di maternità della moglie. O anche le circolari Inps sui riposi giornalieri previsti per il papà anche se la madre è casalinga.

Forse quattro giorni sono un pò pochini e forse anche inutili, ma non voglio dare giudizi affrettati. Aspettiamo che il testo diventi legge dello Stato.

Fonte: www.camera.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente redattrice di Lavoro e Diritti e impiegata nella PA.

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