Il governo presenta il progetto per gli asili nido negli uffici pubblici

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +
Richiedi una consulenza su questo argomento


Ieri mattina a Palazzo Chigi è stato presentato il progetto (per il momento sperimentale) per l’attivazione di asili nido negli uffici pubblici. Alla presentazione del progetto hanno presenziato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Carlo Giovanardi, responsabile delle politiche famigliari, il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta e il Ministro per la pari opportunità, Carfagna. “Il progetto sarà finanziato con una quota dei risparmi derivanti dall’innalzamento dell’età pensionabile nel pubblico impiego. Tali risorse che (serviranno per la costruzione di asili nido) saranno disponibili a partire dal 2010; per l’anno in corso, sono comunque già disponibili 25 milioni di euro grazie ai finanziamenti del Dipartimento delle politiche familiari (18 milioni di euro) e del Dipartimento per le pari opportunità (7 milioni di euro)”.

Ieri mattina a Palazzo Chigi è stato presentato il progetto (per il momento sperimentale) per l’attivazione di asili nido negli uffici pubblici. Alla presentazione del progetto hanno presenziato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Carlo Giovanardi, responsabile delle politiche famigliari, il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta e il Ministro per la pari opportunità, Carfagna.

“Il progetto sarà finanziato con una quota dei risparmi derivanti dall’innalzamento dell’età pensionabile nel pubblico impiego. Tali risorse che (serviranno per la costruzione di asili nido) saranno disponibili a partire dal 2010; per l’anno in corso, sono comunque già disponibili 25 milioni di euro grazie ai finanziamenti del Dipartimento delle politiche familiari (18 milioni di euro) e del Dipartimento per le pari opportunità (7 milioni di euro)”.Quindi con le risorse immediatamente disponibili, verranno finanziati da subito 70 nuove strutture nella pubblica amministrazione che ospiteranno circa 1400 bambini. A partire dal 2010 si potranno raggiungere i 40-60 milioni, con cui finanziare fino a 80-100 mila posti in asili nido in 10 anni.

Il ministro Brunetta in conferenza stampa ha affermato che con il graduale innalzamento dell’età pensionabile ‘’si risparmieranno 2,3 miliardi, una media di 230 milioni all’anno. Una parte di questi soldi, tra il 10 e il 30%, verrà utilizzata per far fronte ai fabbisogni degli asili nido”. A questi si potranno aggiungere i cofinanziamenti delle amministrazioni centrali e periferiche, arrivando così a 80-100 milioni di euro all’anno, per un totale di 80-100 mila posti nel decennio.

Il progetto pilota denominato “Nido PA” ideato dal Dipartimento per le politiche della famiglia porterà alla realizzazione di 50 asili nido aziendali da 20 posti, presso le sedi, anche decentrate e periferiche, delle amministrazioni centrali (Ministeri, enti pubblici nazionali, Agenzie).

“I servizi, realizzati presso una amministrazione capofila che dispone dei locali, possono poi essere utilizzati anche dai figli dei dipendenti di altre amministrazioni centrali convenzionate che si collocano sullo stesso territorio”.

“L’obiettivo del Progetto, oltre all’ampliamento dell’offerta dei servizi per la prima infanzia, è favorire un rientro sereno dei dipendenti dopo la nascita di un figlio, supportando la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”.

Il ministro delle pari opportunità ha detto che “l’obiettivo di questo Governo è sostenere l’occupazione femminile e implementare i servizi di assistenza all’infanzia”.  Per la fase iniziale del progetto è previsto un censimento degli asili nido esistenti e, immediatamente dopo, un’indagine per conoscere il fabbisogno e la disponibilità delle amministrazioni.

Beh, meglio tardi che mai; in molti paesi europei gli asili nido presso le strutture lavorative sono realtà già da molti anni. Non c’è dubbio che strutture del genere favoriscono il reinserimento delle donne dopo una gravidanza e forse, serviranno a rendere anche più proficue le ore di lavoro. Speriamo che l’esempio venga seguito anche dai privati.

Fonte: www.governo.it

Richiedi una Consulenza a Lavoro e Diritti


Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03
Condividi.

Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

Altri articoli interessanti