NIdiL CGIL, raccolte 25.000 firme per la petizione “Mandiamo la precarietà in pensione”

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +
Richiedi una consulenza su questo argomento


Oltre 25.000 firme raccolte da NIdiL CGIL per la petizione “Mandiamo la precarietà in pensione”

Oltre 25.000 firme raccolte da NIdiL CGIL per la petizione “Mandiamo la precarietà in pensione” sono state consegnate il 23 dicembre scorso dai coordinatori regionali e dai segretari territoriali del sindacato ai prefetti dei capoluoghi di regione. Oltre alle firme, i rappresentanti di NIdiL hanno consegnato una lettera in cui si chiede la sospensione dell’adozione dei nuovi coefficienti di calcolo previdenziali e l’istituzione della commissione per la verifica dei criteri che determinano i coefficienti stessi, come previsto dal Protocollo sul Welfare del 23 luglio 2007.

In occasione degli incontri nelle prefetture, NIdiL ha organizzato a livello locale numerose iniziative di sensibilizzazione sul tema al centro della petizione, promossa per evitare che i giovani precari di oggi possano ritrovarsi in futuro con pensioni ridotte al livello dell’assegno sociale. Iniziative in tal senso si sono già svolte in numerose città fra le quali Milano, Bari, Firenze e Catanzaro, e stanno proseguendo in queste ore nel resto d’Italia.

NIdiL CGIL ha inviato lo stesso appello consegnato ai prefetti ai più alti rappresentanti istituzionali, fra i quali il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio, il ministro del Lavoro, i presidenti delle Commissioni Lavoro del Parlamento e i capigruppo di Camera e Senato, ribadendo come, in assenza di definizione di elementi correttivi, gli effetti dei nuovi coefficienti sulle pensioni dei lavoratori, aggravati dal crollo di 5 punti del Pil dovuto alla crisi, rischiano di rompere il raccordo fondamentale fra prestazione lavorativa e rendimento pensionistico. NIdiL chiede pertanto a ciascuna delle figure istituzionali di adoperarsi affinché sia sospesa l’adozione dei nuovi coefficienti e sia istituita la commissione di cui alla legge 247, al fine di consentire l’individuazione di soluzioni adeguate secondo le intese definite nel Protocollo sottoscritto fra le parti.

La raccolta firme di NIdiL per la petizione “Mandiamo la precarietà in pensione” prosegue intanto sia presso le Camere del Lavoro che on-line:

www.nidil.cgil.it/petizione/firma-la-petizione

Richiedi una Consulenza a Lavoro e Diritti


Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03
Condividi.

Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

Altri articoli interessanti