Petizione NIdiL per i diritti dei lavoratori precari

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“Mandiamo la precarietà in pensione”, campagna di raccolta firme su proposte specifiche promossa da NIdiL-CGIL

Forse non tutti sanno che esiste una struttura sindacale che rappresenta tutti i lavoratori atipici e i lavoratori in somministrazione; il sindacato di cui sto parlando è “NIdiL CGIL” (Nuove Identità di Lavoro) che è promotrice di una iniziativa veramente molto interessante.

Sto parlando dell’iniziativa  “Mandiamo la precarietà in pensione” che è una campagna di raccolta firme su proposte specifiche promossa da NIdiL-CGIL in occasione della seconda Giornata nazionale della tutela individuale.

Scopo della campagna è impedire che la precarietà del lavoro diventi, a livello pensionistico, inconsistenza di rendimento, ed evitare pertanto il rischio che un’intera generazione non sia in grado di costruire una tutela dignitosa per la vecchiaia.

Nella petizione si chiede:

  • La non applicazione dei nuovi coefficienti di calcolo a partire dal 1° gennaio 2010;
  • L’immediata costituzione della Commissione prevista dal protocollo sul welfare del 23 luglio 2007 per verificare l’incidenza dei percorsi lavorativi discontinui sulle future pensioni, al fine di proporre meccanismi di solidarietà tali da garantire un tasso di sostituzione non inferiore al 60% e per correggere l’incidenza dell’andamento negativo del Pil sulla determinazione dei nuovi coefficienti di trasformazione;
  • L’aggancio unico dei compensi minimi dei lavoratori parasubordinati ai minimi del CCNL di riferimento per i lavoratori dipendenti con analoga professionalità, come già previsto dall’art. 1, comma 772, della legge n. 296/2006;
  • L’obbligatorietà della rivalsa previdenziale per i lavoratori con partita Iva iscritti alla gestione separata Inps e l’innalzamento della stessa dal 4% al 9%, in linea con la ripartizione del costo contributivo che grava sul lavoratore parasubordinato, mantenendo il regime contributivo unificato per tutti gli iscritti alla gestione separata Inps privi di altra copertura previdenziale e non pensionati;
  • L’introduzione normativa del 4% di costo aggiuntivo a carico dell’impresa per tutte le prestazioni di lavoro parasubordinato, al fine di garantire la possibilità di aggiornamento professionale e di costruzione della previdenza integrativa.

Di seguito i link per saperne di più e per firmare la petizione:

www.nidil.cgil.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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