Artigiani di fatto e iscrizione alla gestione artigiani INPS

Ha ad oggetto l’esatta individuazione dei destinatari dell’iscrizione alla gestione artigiani INPS dei c.d. artigiani di fatto il messaggio dell’Istituto previdenziale numero 1138 datato 14 marzo 2018.

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A seguito di alcuni chiarimenti forniti dal Ministero del Lavoro all’indomani della pubblicazione della novità legislativa contenuta nell’articolo 6, comma 2, lettera f-sexies, della legge 12 luglio 2011, n. 106, l’Inps fornisce nuove istruzioni sulla situazione previdenziale per i cosiddetti artigiani di fatto e la loro iscrizione alla gestione artigiani INPS.

Gli imprenditori artigiani “di fatto” sono quelli che non sono in possesso dei relativi requisiti per l’iscrizione presso la gestione speciale degli artigiani dell’Inps.

Artigiani di fatto e iscrizione alla gestione artigiani INPS

L’ articolo 6, comma 2, lettera f-sexies), della legge 12 luglio 2011, n. 106 ha introdotto una disciplina che dà effetto immediato ai fini previdenziali, ad una regolare comunicazione di inizio attività artigiana o ad un verbale di accertamento ispettivo da cui emerga una pregressa decorrenza di un’attività non dichiarata. In tal caso avviene l’iscrizione dell’artigiano di fatto alla gestione dedicata dell’Inps. Spetterà poi ai competenti Organismi della CCIAA effettuare i successivi controlli.

Se in tal caso la Commissione provinciale evidenzia l’irregolarità dell’iscrizione se ne stabilirà la cessazione, e verrà meno anche l’obbligo contributivo. Pertanto, il soggetto rimarrà iscritto alla gestione previdenziale artigiani fino alla data di emissione della delibera della Commissione Provinciale Artigianato (o Organismo equipollente). Secondo l’Inps questa ne decreterà la cancellazione o la non iscrivibilità all’Albo delle Imprese Artigiane.

Iscrizione gestione artigiani INPS: quando è esclusa

Il messaggio di prassi dell’Inps illustra gli esempi più frequenti di soggetti erroneamente iscritti alla Gestione Artigiani. Per quanto riguarda i criteri di iscrizione precisa il messaggio che gli artigiani di fatto non sono sempre iscrivibili d’ufficio presso la gestione artigiani dell’Inps.

L’Inps spiega, nel messaggio 1138 del 14/03/2018 che in alcuni casi l’iscrizione d’ufficio è da escludere a differenza di quanto indicato in un primo tempo nella Circolare 80/2012.

Azienda con Responsabile Tecnico diverso dal titolare/socio

Si parte dal caso della ditta/società con Responsabile Tecnico diverso dal titolare/socio. Dice l’Inps che lo svolgimento di alcune attività di natura artigianale presuppone che vi sia un responsabile tecnico in possesso dei prescritti requisiti tecnico-professionali. Ad esempio aziende che svolgono attività di installazione di impianti oppure attività di parrucchiere, ecc. Chi può rivestire questo ruolo di responsabile? Il titolare/socio dell’azienda, oppure un soggetto anche esterno alla compagine aziendale. In tal modo, l’impresa può legittimamente operare sul mercato e rilasciare le certificazioni richieste dalla legge.

L’articolo 2 della legge n. 443/1985 (legge quadro per l’artigianato) prevede espressamente che: “l’imprenditore artigiano, nell’esercizio di particolari attività che richiedono una peculiare preparazione ed implicano responsabilità a tutela e garanzia degli utenti, deve essere in possesso dei requisiti tecnico – professionali previsti dalle leggi statali”.

Da ciò ne deriva che le imprese nell’ambito delle quali i requisiti tecnico/professionali previsti dalle leggi statali siano posseduti da un soggetto esterno all’azienda non sono considerate imprese artigiane. Le stesse imprese, pertanto, non possono essere iscritte all’Albo ed i relativi titolari/soci non possono chiedere la copertura previdenziale nella gestione artigiani INPS. Tuttavia queste imprese possono legittimamente operare sul mercato inquadrate in un altro settore ai fini previdenziali, in presenza dei requisiti di legge.

Soci di S.n.c. non iscritta all’Albo Imprese Artigiane

Altro caso in cui l’iscrizione d’ufficio presso la gestione artigiani dell’Inps è esclusa è quella dei soci di S.n.c. non iscritta all’Albo Imprese Artigiane. Secondo l’articolo 3 della legge n. 443/85, è artigiana l’impresa “costituita ed esercitata in forma di società […] a condizione che la maggioranza dei soci, ovvero uno nel caso di due soci, svolga in prevalenza lavoro personale, anche manuale nel processo produttivo”. Così, dice l’Inps nel suo messaggio datato 14 marzo scorso, nel caso di una S.n.c. che esercita regolarmente un’attività astrattamente compresa nel settore artigiano, ma non iscritta all’Albo imprese Artigiane perché solo la minoranza dei soci vi presta la propria opera, non si considera impresa artigiana e come tale non sarà possibile iscrivere i soci alla gestione previdenziale quali artigiani di fatto.

S.r.l. pluripersonali che possono iscriversi all’Albo delle imprese artigiane

Infine l’ultimo caso è quella delle S.r.l. pluripersonali che possono iscriversi all’Albo delle imprese artigiane, da cui sorgerebbe l’obbligo di iscrizione alla gestione artigiani. Tuttavia, in assenza dell’iscrizione della S.r.l. all’AIA su domanda della società, è esclusa l’iscrizione d’ufficio alla Gestione Artigiani dei soci di S.r.l. pluripersonali che svolgono attività compresa nel settore artigiano.

Il documento di prassi dell’Inps termina sottolineando che, in merito ad eventuali contenziosi amministrativi e giudiziari, l’istruttoria relativa sarà effettuata in considerazione delle nuove precisazioni. Le Strutture territoriali, effettuate le opportune verifiche su provvedimenti ispettivi che hanno dato luogo ad iscrizioni non conformi, potranno agire in autotutela in presenza dei presupposti su richiamati.

Messaggio INPS numero 1138 del 14-03-2018

- Messaggio INPS numero 1138 del 14-03-2018
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Sull'Autore

Laureata in Giurisprudenza, è redattrice in ambito fiscale, previdenziale ed economico da quasi 10 anni. Ha collaborato con alcuni dei più noti e importanti siti on line di economia e finanza.

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