Assegno di ricollocazione 2018: in via sperimentale dal 3 aprile

La Delibera Anpal n. 3/2018 definisce i criteri, termini e modalità di fruizione dell'assegno di ricollocazione 2018, introdotta in via sperimentale dal 3 aprile, rivolto ai disoccupati in NASpI da almeno quattro mesi. L’assegno può arrivare fino ad un massimo di 5.000 euro. Vediamo cos'è e come funziona.

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L’assegno di ricollocazione 2018 è partito in via sperimentale lo scorso 3 aprile ed entrerà a regime il prossimo 30 settembre, vediamo cos’è e come funziona in questa guida attraverso la lettura della recente delibera ANPAL. Con il Decreto Legislativo n. 150/2015, e più precisamente con l’articolo 23, è stata introdotta una misura di politica attiva chiamata assegno di ricollocazione, con lo scopo di ottenere un servizio di assistenza intensiva nella ricerca di lavoro per i soggetti percettori di NASpI la cui durata di disoccupazione ecceda i 4 mesi.

Dal 3 aprile 2018 la misura è entrata in vigore in via sperimentale. Mentre entrerà a regime soltanto dal 30 settembre 2018. Prende il via quindi una misura innovativa che cambia la concezione di ammortizzatore sociale: si passa, infatti, da un aiuto economico ed un sostegno quasi esclusivamente reddituale, ad un mezzo rivolto soprattutto a ricollocare socialmente e nel mondo del lavoro i soggetti beneficiari. Come funzione l’assegno di ricollocazione? Chi ne ha diritto? A quanto ammonta l’assegno? Vediamolo nel dettaglio.

Assegno di ricollocazione 2018: a chi spetta

I soggetti ai quali è rivolto l’assegno di ricollocazione 2018 sono:

  • i disoccupati percettori della NASpI la cui durata di disoccupazione eccede i quattro mesi;
  • i beneficiari del Reddito di Inclusione per i quali il progetto personalizzato preveda la stipula del patto di servizio di cui all’articolo 20 del D.Lgs. n. 150/2015.
  • i lavoratori coinvolti nell’accordo di ricollocazione di cui all’articolo 24-bis del D.Lgs. n. 148/2015.

L’AdR sarà infatti attribuito a coloro che ne facciano richiesta:

  1. al Centro per l’Impiego presso cui hanno sottoscritto il patto di servizio;
  2. attraverso la procedura telematica sul sito dell’ANPAL di cui all’articolo 20, comma 4, del D.Lgs. n. 150/2015.

Assegno di ricollocazione: come funziona

L’Assegno di ricollocazione 2018 sarà attribuito a coloro che ne facciano richiesta:

  • al Centro per l’Impiego presso cui hanno sottoscritto il patto di servizio;
  • attraverso la procedura telematica sul sito dell’ANPAL.

A tali soggetti sarà riconosciuto l’assegno individuale di ricollocazione, che sarà:

  1. graduato in base al profilo personale di occupabilità;
  2. spendibile presso i Centri per l’Impiego/servizi accreditati ex art. 12, D.Lgs. n. 150/2015.

È necessario, per fruire legittimamente del benefico, che il servizio sia richiesto entro due mesi dalla data di rilascio dell’assegno, ed avrà una durata massima di sei mesi (prorogabile nel caso in cui non sia stato consumato l’intero ammontare dell’assegno, per altri sei mesi). Nel caso in cui il servizio non sia richiesto entro due mesi dalla data di rilascio dell’assegno, si avrà decadenza dallo stato di disoccupazione e dalla prestazione a sostegno del reddito.

Al maturare delle condizioni per poter accedere all’assegno di ricollocazione, il sistema informativo unitario farà in modo di inviare una comunicazione al potenziale destinatario, descrivendone il funzionamento; il potenziale destinatario dovrà comunque farne richiesta tramite il sistema informativo unitario. Tale domanda potrà comunque essere effettuata anche per il tramite dei patronati o in alternativa, rivolgendosi direttamente ai Centri per l’Impiego.

In caso di rilascio dell’assegno da parte del Cpi (dopo gli opportuni controlli) il destinatario avrà l’onere di recarsi dal soggetto erogatore nella data dell’appuntamento, e nei primi 14 giorni successivi alla data di svolgimento del primo appuntamento dovrà essere assegnato il tutor e perfezionato il programma di ricerca intensiva.

Infografica Assegno di ricollocazione

Infografica Assegno di ricollocazione

Assegno di ricollocazione: la misura

L’importo del Assegno di ricollocazione 2018 varia in funzione della tipologia di contratto instaurato e dell’esito della profilazione. Le tipologie contrattuali ammessi sono:

  • il contratto a tempo indeterminato, compreso l’apprendistato, anche a seguito di trasformazione;
  • il contratto a tempo determinato maggiore o uguale a 6 mesi, anche a seguito di proroga.
Tipologia contrattuale Valore minimo AdR Valore massimo AdR
Contratto a tempo indeterminato (compreso apprendistato) 1.000 euro 5.000 euro
Contratto a termine superiore o uguale a 6 mesi 500 euro 2.500 euro
Contratto a termine compreso superiore o uguale a 3 mesi e fino a 6 mesi (*) 250 euro 1.250 euro

(*) Solo per le Regioni “meno sviluppate”

Com’è possibile notare dalla tabella, il valore dell’AdR varia da un importo minimo ad un massimo che dipende dall’indice di profilazione che può assumere un valore compreso tra 0 (probabilità nulla di restare disoccupato nei successivi 12 mesi) e 1 (probabilità totale di restare disoccupato nei successivi 12 mesi.

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Sull'Autore

Iscritto all'Elenco Pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Calabria mi occupo principalmente della redazione di articoli e approfondimenti giuslavoristici e previdenziali per riviste specializzate online. Collaboro attivamente in uno studio di consulenza del lavoro in Lamezia Terme come praticante CdL.

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