Bonus baby sitter e nido alternativi al congedo parentale: stop dal 2019

L’Inps spiega che dal 2019 non si può più accedere al contributo baby-sitting e nido alternativi al congedo parentale (ex voucher baby sitter)

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L’INPS ha rilasciato il messaggio 1353 del 3 aprile 2019 con il quale illustra le novità relative al contributo baby-sitting e servizi nido per l’anno 2019. Il contributo, meglio conosciuto come bonus baby sitter e nido (o anche voucher) introdotto dalla Legge Fornero (legge numero 92/2012) in alternativa al congedo parentale non è stato prorogato e quindi non può più essere richiesto dal 2019.

I voucher baby sitter, rinominati poi “contributo per i servizi di baby-sitting”, erano retribuiti fino allo scorso anno mediante lo strumento del “libretto famiglia”. L’INPS spiega che a partire dal 1° gennaio 2019, le madri lavoratrici non possono più presentare domanda per l’accesso al beneficio in oggetto. L’Istituto fornisce infine le istruzioni per coloro che hanno presentato la domanda entro il 31 dicembre 2018, al fine di fruire del contributo fino ad esaurimento.

Contributo baby-sitting e servizi nido (ex voucher baby sitter)

La Riforma Fornero ha introdotto in via sperimentale, per il triennio 2013 – 2015, la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere, al termine del congedo di maternità ed entro gli undici mesi successivi, in alternativa al congedo parentale:

  • la corresponsione di voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting;
  • ovvero un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, per un massimo di sei mesi.

L’agevolazione è stata successivamente prorogata per il biennio 2017-2018 dall’articolo 1, commi 356 e 357, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Legge di Bilancio 2017). La legge di bilancio 2019 non ha previsto invece la proroga del beneficio, che si è quindi concluso il 31/12/2018.

Chi può accedere al contributo baby-sitting e servizi nido?

Potevano accedere al beneficio le seguenti categorie di lavoratrici:

  • dipendenti di amministrazioni pubbliche o di datori di lavoro privati;
  • iscritte alla Gestione separata, che si trovino, al momento della presentazione della domanda, ancora all’interno degli 11 mesi successivi alla conclusione del teorico periodo di indennità di maternità e non abbiano fruito ancora di tutto il periodo di congedo parentale;
  • autonome o imprenditrici (coltivatrici dirette, mezzadre e colone; artigiane ed esercenti attività commerciali; imprenditrici agricole a titolo principale e pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne) che avessero concluso il teorico periodo di fruizione dell’indennità di maternità e per le quali non fosse decorso un anno dalla nascita o dall’ingresso in famiglia (nei casi di adozione e affidamento) del minore e che non avessero fruito ancora di tutto il periodo di congedo parentale.

Contributo baby-sitting e servizi nido: quanto spetta?

Le forme di contributo, alternative tra di loro, sono due:

  1. il contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati;
  2. il contributo per l’acquisto di servizi di baby-sitting erogato secondo le modalità del “Libretto Famiglia”

L’importo del contributo era pari ad un massimo di 600 euro mensili ed era erogato per un periodo massimo di sei mesi (tre mesi per le lavoratrici autonome), divisibile solo per frazioni mensili intere, in alternativa alla fruizione del congedo parentale, comportando conseguentemente la rinuncia allo stesso da parte della lavoratrice.

Domanda di Contributo baby-sitting e servizi nido: stop dal 2019

La domanda andava presentata all’Inps esclusivamente attraverso uno dei seguenti canali:

  • WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN dispositivo attraverso il portale dell’Istituto;
  • Enti di patronato;
  • Contact Center (numero 803 164 da rete fissa oppure 06 164 164 da rete mobile).

L’INPS spiega che dal 2019 le domande non possono essere più presentate. Tuttavia sono ancora valide quelle presentate entro il 31 dicembre 2018.

Contributo acquisto di servizi di baby-sitting con Libretto Famiglia

Le madri beneficiarie che hanno presentato regolare domanda fino al 31/12/2018 potranno usufruire delle prestazioni lavorative per i servizi di baby-sitting entro il 31 dicembre 2019; le stesse potranno dichiarare le prestazioni entro il 29 febbraio 2020 nell’apposita sezione del Libretto Famiglia. Istruzioni nel messaggio n. 1428 del 30 marzo 2018 che trovate a fondo pagina.

L’INPS precisa che si potrà usufruire del bonus richiesto improrogabilmente entro il 31 dicembre 2019. Se al 31 dicembre 2019 vi sono residui di mesi interi di beneficio non fruito, questi saranno considerati come rinuncia e si avrà il ripristino dei corrispondenti mesi interi di congedo parentale. La procedura del Libretto Famiglia, a partire dal 31 dicembre 2019, bloccherà la possibilità di fruire del contributo in oggetto.

Contributo Asili nido

Il contributo asili nido in alternativa al congedo parentale richiesto entro il 31/12/2018 potrà essere fruito fino alla data del 31 luglio 2019. Dopo tale data non saranno prese in considerazioni ulteriori richieste di pagamento inviate dagli asili nido.

Gli eventuali mesi interi di beneficio non fruiti entro il 31/07/2019 saranno considerati oggetto di rinuncia e saranno riconvertiti in mesi di congedo parentale fruibili.

Messaggio INPS numero 1428 del 30-03-2018

Qui di seguito è possibile trovare il messaggio rilasciato dall’INPS per una sua lettura completa.

download   Messaggio INPS numero 1428 del 30-03-2018
       » 300,0 KiB - 429 download

Messaggio INPS numero 1353 del 03-04-2019

Ecco il messaggio INPS con le istruzioni operative a seguito della mancata proroga del bonus per il 2019.

download   Messaggio INPS numero 1353 del 3 aprile 2019
       » 85,0 KiB - 78 download

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