CIGS contratto di espansione: esonero dal contributo addizionale

I datori di lavoro sono esonerati dal contributo addizionale per le integrazioni salariali straordinarie del contratto di espansione.


Stop al contributo addizionale per il datore di lavoro che intende accedere alla cassa integrazione straordinaria nell’ambito del contratto di espansione, di cui all’art. 41 del D.Lgs. n. 148/2015. Pertanto, l’azienda che richiede l’accesso a tale strumento del contratto di espansione fino al 2020, è esonerato dall’obbligo di versare all’INPS il contributo addizionale.

Il datore di lavoro potrà inoltre procedere al recupero degli importi eventualmente già versati. Per il conguaglio delle prestazioni anticipate è possibile utilizzare il codice “L046”, avente il significato di “Conguaglio CIGS per aziende art. 41 D.lgs. n. 148/2015 (contratto espansione)”.

Tale codice va indicato nell’elemento <DenunciaAziendale>/ <ConguagliCIG>/<CIGAutorizzata>/<CIGStraord>/<CongCIGSACredito>/<CongCIGSAltre>/<CongCIGSAltCaus>. Mentre l’importo posto a conguaglio deve essere inserito nell’elemento <CongCIGDAltImp>.

A specificarlo è l’INPS con la recente Circolare n. 143 del 9 dicembre 2020.

Contratto di espansione: cos’è

L’art. 26-quater del D.L. n. 34/2019, convertito con modificazioni in L. n. 58/2019, ha introdotto – in via sperimentale per gli anni 2019/2020 – il contratto di espansione in luogo del vecchio contratto di solidarietà espansiva. Esso consente di gestire situazioni di crisi comportanti esubero strutturale di personale con l’accompagnamento alla pensione dei lavoratori più anziani. L’obbietto dello strumento è quello di favorire l’avvicendamento con lavoratori di nuova assunzione e la temporanea riduzione dell’orario di lavoro.

Tale strumento si rivolge alle imprese, con organico superiore alle 1.000 unità (già rientranti nell’ambito di applicazione della CIGS), che si trovino nella necessità di intraprendere percorsi di reindustrializzazione e riorganizzazione, con conseguenti modifiche dei processi aziendali necessari, per recepire e sviluppare attività lavorative a contenuto più tecnico.

Per utilizzare il nuovo strumento contrattuale, le aziende devono avviare una procedura di consultazione sindacale. Quest’ultimo dovrà, quindi, essere sottoscritto in sede governativa:

  • con il Ministero del Lavoro e le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
  • con le loro rappresentanze sindacali aziendali (RSA) o con la rappresentanza sindacale unitaria (RSU).

Campo di applicazione

Ai fini della determinazione del requisito occupazionale, occorre riferirsi ai lavoratori occupati mediamente nel semestre precedente la data di presentazione della richiesta di intervento di CIGS.

In particolare, nella determinazione del numero dei dipendenti occupati devono essere ricompresi i lavoratori di qualunque qualifica. Sono esclusi i lavoratori somministrati, i tirocinanti e gli stagisti.

Inoltre, nel determinare la media occupazionale devono essere ricompresi nel semestre anche i periodi di sosta di attività e di sospensioni stagionali.

Natura e caratteristiche

In merito alla natura dell’intervento di CIGS, l’INPS rammenta che lo stesso è riconducibile alla causale della riorganizzazione aziendale.

Riguardo alla regolamentazione della CIGS connessa al contratto di espansione, il trattamento deve essere, in linea generale, ricondotto al D.Lgs. n. 148/2015. Quindi, con riferimento ai lavoratori destinatari, restano esclusi dall’intervento di CIGS:

  • i dirigenti;
  • i lavoratori a domicilio;
  • gli apprendisti con contratto differente da quello di tipo professionalizzante.

Inoltre, ai fini dell’accesso alla misura, si precisa che i lavoratori devono possedere un’anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni alla data di presentazione della relativa domanda di concessione.

Con il Messaggio in commento, l’INPS stabilisce che per i lavoratori già in organico, il contratto deve indicare:

  • la riduzione complessiva media dell’orario di lavoro;
  • il numero dei lavoratori interessati;
  • infine il numero dei lavoratori che possono accedere al trattamento previsto.

Cassa Integrazione del contratto di espansione: esonero dal contributo addizionale

Contrariamente da quanto previsto dall’INPS, con la Circolare numero 98 del 3 settembre 2020, l’impresa che accede alla cassa integrazione straordinaria nell’ambito del contratto di espansione deve considerarsi esonerata dall’obbligo di versamento del contributo addizionale.

Conseguentemente, per le integrazioni salariali, riconducibili alla causale della riorganizzazione aziendale, il datore di lavoro non è tenuto al versamento del contributo addizionale. Il datore di lavoro potrà, quindi, procedere al recupero degli importi eventualmente già versati a tale titolo.

Restano ferme invece:

  • sia le disposizioni in materia di decadenza;
  • sia le indicazioni in ordine agli aspetti legati all’ambito di applicazione dell’intervento di CIGS, alla natura e caratteristiche dello stesso e alla durata del trattamento.

CIGS Contratto di espansione: istruzioni operative per il recupero del contributo versato

Per il conguaglio delle prestazioni anticipate, i datori di lavoro esporranno;

  • il codice “L046”, avente il significato di “Conguaglio CIGS per aziende art. 41 D.lgs. n. 148/2015 (contratto espansione)”, nell’elemento <DenunciaAziendale>/ <ConguagliCIG>/ <CIGAutorizzata>/<CIGStraord>/ <CongCIGSACredito>/ <CongCIGSAltre>/<CongCIGSAltCaus>;
  • l’importo posto a conguaglio nell’elemento <CongCIGDAltImp>, presente allo stesso percorso.

Infine, laddove sul periodo di paga settembre 2020 le aziende interessate abbiano provveduto al versamento del contributo addizionale, la procedura di calcolo provvederà alla sua restituzione mediante nota di rettifica.

Circolare 143/2020 INPS

Alleghiamo qui di seguito il testo completo della circolare in oggetto.

download   Circolare INPS numero 143 del 09-12-2020
       » 106,9 KiB - 109 download
⭐️ Segui Lavoro e Diritti su Google News: clicca sulla stellina per inserirci nei preferiti.