Contributo baby-sitting e servizi nido: le regole per il 2018

L’Inps spiega come presentare domanda, per l’anno 2018, per accedere al contributo baby-sitting e servizi nido. Si tratta del bonus baby-sitter e nido introdotti dalla Riforma Fornero (ex voucher baby sitter), in alternativa al congedo parentale. Le novità arrivano dopo l’abolizio dei buoni lavoro o voucher INPS.

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +

L’INPS ha rilasciato il Messaggio numero 1428 del 30-03-2018 con il quale illustra le novità relative al contributo baby-sitting e servizi nido. Si tratta del contributo, meglio conosciuto come bonus baby sitter e nido (o anche voucher baby sitter e asili nido) di cui all’articolo 4, comma 24, lett. b), della legge n. 92/2012.

L’eliminazione dal nostro ordinamento delle disposizioni riguardanti il lavoro accessorio, ha fatto sì che l’Inps adottasse nuovi strumenti di pagamento per retribuire chi abbia presentato domanda per accedere ai servizi di baby-sitting o chi volesse far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, di cui all’art. 4, co. 24, lett. b), della L. n. 92/2012 (c.d. Riforma Fornero).

Infatti i voucher baby sitter, ora rinominati “contributo per i servizi di baby-sitting”, sono ora retribuiti mediante lo strumento del “libretto famiglia”. Tuttavia, i voucher già acquisiti telematicamente entro il 31 dicembre 2017 continueranno ad avere validità fino al 31 dicembre 2018. Entro tale termine potranno essere restituiti anche in tutto o in parte i voucher oggetto di acquisizione telematica non utilizzati con il conseguente reintegro del corrispondente congedo parentale.

Contributo baby-sitting e servizi nido (ex voucher baby sitter)

La Riforma Fornero (L. n. 92/2012) all’art. 4, comma 24, lett. b), ha introdotto in via sperimentale, per il triennio 2013 – 2015, la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere, al termine del congedo di maternità ed entro gli undici mesi successivi, in alternativa al congedo parentale:

La Riforma Fornero (L. n. 92/2012) all’art. 4, comma 24, lett. b), ha introdotto in via sperimentale, per il triennio 2013 – 2015, la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere, al termine del congedo di maternità ed entro gli undici mesi successivi, in alternativa al congedo parentale:

  • la corresponsione di voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting;
  • ovvero un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, per un massimo di sei mesi.

L’agevolazione è stata successivamente prorogato per il biennio 2017-2018 dall’articolo 1, commi 356 e 357, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Legge di Bilancio 2017).

Chi può accedere al contributo baby-sitting e servizi nido?

Possono accedere al beneficio le seguenti categorie di lavoratrici:

  • dipendenti di amministrazioni pubbliche o di privati datori di lavoro;
  • iscritte alla Gestione separata, che si trovino, al momento della presentazione della domanda, ancora all’interno degli 11 mesi successivi alla conclusione del teorico periodo di indennità di maternità e non abbiano fruito ancora di tutto il periodo di congedo parentale;
  • autonome o imprenditrici (coltivatrici dirette, mezzadre e colone; artigiane ed esercenti attività commerciali; imprenditrici agricole a titolo principale e pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne) che abbiano concluso il teorico periodo di fruizione dell’indennità di maternità e per le quali non sia decorso un anno dalla nascita o dall’ingresso in famiglia (nei casi di adozione e affidamento) del minore e che non abbiano fruito ancora di tutto il periodo di congedo parentale.

Contributo baby-sitting e servizi nido: quanto spetta?

Le forme di contributo, alternative tra di loro, sono due:

  1. il contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati;
  2. il contributo per l’acquisto di servizi di baby-sitting erogato secondo le modalità del “Libretto Famiglia”

L’importo del contributo è pari a 600 euro mensili ed è erogato per un periodo massimo di sei mesi (tre mesi per le lavoratrici autonome), divisibile solo per frazioni mensili intere, in alternativa alla fruizione del congedo parentale, comportando conseguentemente la rinuncia allo stesso da parte della lavoratrice.

Contributo baby-sitting e servizi nido: come presentare la domanda?

La domanda va presentata all’Inps esclusivamente attraverso uno dei seguenti canali:

  • WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN dispositivo attraverso il portale dell’Istituto;
  • Enti di patronato;
  • Contact Center (numero 803 164 da rete fissa oppure 06 164 164 da rete mobile).

Messaggio INPS numero 1428 del 30-03-2018

Qui di seguito è possibile trovare il messaggio rilasciato dall’INPS per una sua lettura completa.

- Messaggio INPS numero 1428 del 30-03-2018
» 300,0 KiB - 233 hits - 5 aprile 2018

Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03
Condividi.

Sull'Autore

Iscritto all'Elenco Pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Calabria mi occupo principalmente della redazione di articoli e approfondimenti giuslavoristici e previdenziali per riviste specializzate online. Collaboro attivamente in uno studio di consulenza del lavoro in Lamezia Terme come praticante CdL.

Altri articoli interessanti