Smart Working lavoratori fragili o con Legge 104: proroga al 31 ottobre 2021

Estesa la possibilità per i lavoratori fragili e con Legge 104 di lavorare in smart working. La nuova scadenza è fissata al 31 ottobre.


Smart Working lavoratori fragili o con Legge 104: prorogato al 31 ottobre il diritto al lavoro agile. A stabilirlo il Decreto legge 23 luglio 2021 numero 105 con cui sono state introdotte le ormai note disposizioni sull’obbligo del “Green pass” per l’accesso a talune attività ed esercizi commerciali.

Il diritto allo smart working, da ultimo prorogato al 30 giugno 2021, è esteso al 31 ottobre prossimo senza alcuna modifica in merito ai destinatari. Potranno pertanto accedervi i lavoratori definiti “fragili”, quali disabili gravi ai sensi della Legge 104, oltre a coloro che presentano condizioni di rischio derivanti da immunodepressione, esiti di patologie oncologiche o svolgimento di terapie salvavita.

Non è stato invece oggetto di proroga l’equiparazione delle assenze al ricovero ospedaliero per i soggetti fragili che non possono rendere l’attività da remoto. La disposizione cessa quindi di avere effetto il 30 giugno 2021.

Analizziamo la novità in dettaglio.

Smart Working lavoratori fragili o in 104: proroga al 31 ottobre 2021

L’articolo 9 del Decreto legge 23 luglio 2021 numero 105 prevede (comma 1) la proroga sino al 31 ottobre delle disposizioni contenute nel Decreto “Cura Italia” (D.l. n. 18/2020 articolo 26 comma 2-bis) nella parte in cui si dispone che i lavoratori fragili, si legge nel testo, svolgono di norma “la prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento” ovvero “lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto”.

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Efficacia retroattiva

Considerando che la precedente scadenza dello smart working per i lavoratori fragili era fissata al 30 giugno 2021, mentre la proroga è entrata in vigore il 23 luglio scorso, il comma 2 dell’articolo 9 citato dispone l’applicazione della norma con efficacia retroattiva a partire dal 1° luglio.

Viene così colmato il “vuoto normativo” creatosi nel periodo 1° luglio – 22 luglio.

Destinatari

I soggetti interessati dall’accesso allo smart working sono, come già anticipato, i lavoratori pubblici e privati definiti “fragili”. Tali si intendono quelli individuati dall’articolo 26 comma 2 del “Cura Italia”, in particolare:

  • Lavoratori disabili con connotazione di gravità ai sensi della Legge n. 104/1992;
  • Lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico – legali, i quali presentano condizioni di rischio derivanti da immunodepressione, esiti di patologie oncologiche o svolgimento di terapie salvavita.

E’ utile ricordare quanto previsto dall’articolo 3 comma 1 della Legge 104 in tema di disabilità grave. Con questo termine si intendono i soggetti colpiti da minorazione (singola o plurima), che abbia ridotto, si legge nel testo, l’autonomia personale correlata all’età “in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione”.

Sempre in tema di lavoratori fragili la definizione dev’essere arricchita con quanto riportato nella circolare congiunta Ministero del lavoro – Ministero della salute del 14 settembre 2020 numero 13. Nel documento si afferma che il concetto di fragilità dev’essere altresì individuato in quelle “condizioni dello stato di salute del lavoratore / lavoratrice rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto”.

In base ai dati epidemiologici, continua il documento, la maggiore fragilità è stata registrata nelle fasce di età più elevata ed in presenza di talune malattie cronico – degenerative quali patologie:

  • cardiovascolari;
  • respiratorie;
  • dismetaboliche;

che, in caso di contagio da COVID-19, possono influenzare negativamente la gravità e l’esito della patologia stessa.

Periodi di lavoro svolti in regime di smart working

I periodi di lavoro svolti in smart working sono a tutti gli effetti considerati come attività ordinaria, al pari pertanto di quella svolta in presenza.

Questo significa che il dipendente non potrà subire alcuna diminuzione del compenso per i periodi svolti da remoto.

Peraltro, i giorni svolti in lavoro agile sono considerati utili alla maturazione di:

  • Ferie;
  • Permessi;
  • Mensilità aggiuntive (tredicesima ed eventuale quattordicesima);
  • Trattamento di fine rapporto;
  • Anzianità di servizio.

Equiparazione dell’assenza al ricovero ospedaliero

A differenza dell’accesso allo smart working non è stata prorogata dal Decreto numero 105 la tutela riconosciuta sempre ai lavoratori fragili dal “Cura Italia”, in tema di equiparazione dell’assenza al ricovero ospedaliero, anch’essa scadente il 30 giugno 2021.

Sino alla data citata, a fronte dell’impossibilità di svolgere l’attività da remoto, i dipendenti potevano assentarsi dal lavoro qualificando tale evento come ricovero ospedaliero, ricevendo pertanto il trattamento economico a carico dell’INPS o del datore di lavoro, a seconda del settore di appartenenza e di quanto previsto dal contratto collettivo applicato.

Tali periodi inoltre:

  • Non venivano conteggiati ai fini del superamento del comporto;
  • Non rilevavano per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento.

Smart working e Legge 104

In base a quanto disposto dal Decreto legge n. 83/2020 (convertito in legge n. 124/2020) sino al termine dello stato di emergenza COVID-19 i:

  • Lavoratori dipendenti disabili gravi;
  • Lavoratori che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità grave o immunodepressa;

hanno diritto a prestare l’attività da remoto, a patto che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della mansione.

Inoltre, ai lavoratori affetti da gravi e comprovate patologie, con ridotta capacità lavorativa è riconosciuta priorità nell’accoglimento delle domande per accedere allo smart working.

Leggi anche: Legge 104: a chi spetta e come fare richiesta

Smart working semplificato

Il Decreto legge numero 52/2021 (convertito in L. n. 87/2021) ha esteso al 31 dicembre 2021 la possibilità di ricorrere al lavoro agile “semplificato” quello, per intenderci, in cui non è obbligatorio un preventivo accordo individuale tra azienda e dipendente. Restano naturalmente in vigore gli obblighi in capo all’azienda di:

  • Comunicare in via telematica al Ministero del lavoro le generalità dei lavoratori che svolgono l’attività da remoto;
  • Rendere un’informativa sui rischi per la salute e la sicurezza derivanti dallo smart working, a beneficio di dipendente e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS).