Reddito di Cittadinanza sospeso: documentazione da integrare

L’INPS ha spiegato come fare per sbloccare il Reddito di Cittadinanza sospeso per le domande da integrare presentate a marzo 2019.

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Reddito di Cittadinanza sospeso? Nulla di preoccupante… a meno che non vi siano problemi più gravi relativamente ai requisiti, è possibile che la domanda presentata sia solo da integrare per sbloccare i pagamenti. In questi giorni sono state sospese infatti circa 100 mila domande a causa di un problema burocratico.

Come comunicato di recente dall’INPS con il Messaggio 3568 del 2 ottobre 2019 le domande di Rdc presentate nel mese di marzo 2019, devono essere necessariamente integrate e aggiornate alla vigente disciplina. In particolare, si tratta di tutte quelle domande inviate all’INPS prima dell’approvazione definitiva della Legge 26/2019, di conversione con modificazione del Dl 4/2019 (Decretone). Tali istanze, infatti, essendo compilate con un modulo che teneva conto della previgente disciplina, devono ora essere attualizzate alle norme previste dopo l’entrata in vigore della predetta legge.

Attenzione però: per non subire una sospensione dell’erogazione del beneficio economico, i percettori erano tenuti a compiere le operazioni di aggiornamento entro e non oltre il 21 ottobre 2019. L’INPS ha comunicato agli interessati come procedere per l’integrazione dell’istanza dal 4 ottobre 2019: pertanto si avevano circa 18 giorni a disposizione per modificare tempestivamente i dati. Quindi chi non ha presentato tale documentazione entro i termini si vedrà sospesa la prestazione fino a che non si metterà in regola. Per ulteriori informazioni su come sbloccare i pagamenti si consiglia di rivolgersi ad un patronato, oppure al numero verde INPS 803164.

Reddito di Cittadinanza domande marzo 2019: periodo transitorio

L’approvazione in via definitiva della Legge 26/2019 ha apportato diverse novità in tema di Reddito e Pensione di Cittadinanza. Ragione per cui i modelli utilizzati dai potenziali beneficiari nel mese di marzo 2019, cioè prima dell’entrata in vigore della predetta legge, erano privi di alcune norme fondamentali. Tale situazione ha portato l’INPS:

  • dapprima, a aggiornare la modulistica agli emendamenti nel frattempo approvati;
  • successivamente, a prevedere un regime transitorio di salvaguardia per le domande inviate a marzo 2019.

Relativamente a quest’ultimo aspetto, il Dl 4/2019, convertito in Legge 26/2019, ha previsto che il beneficio riconosciuto possa essere erogato per un periodo non superiore a sei mesi:

  • “pur in assenza dell’eventuale ulteriore certificazione, documentazione o dichiarazione sul possesso dei requisiti, richiesta in forza delle disposizioni introdotte dalla legge di conversione del presente decreto ai fini dell’accesso al beneficio”.

Reddito di Cittadinanza sospeso: domande da integrare entro il 21 ottobre 2019

In forza di tale disposizione, pertanto, le domande presentate e accolte a marzo 2019 saranno poste in pagamento fino alla mensilità di settembre 2019. Quindi, dal mese di ottobre 2019, bisogna obbligatoriamente allineare il contenuto delle dichiarazioni già rese da coloro che hanno presentato la domanda nel mese di marzo a quello previsto a regime dopo la conversione in legge del decreto legge.

Di conseguenza, i beneficiari di RdC e PdC, con decorrenza aprile, al fine di garantire la continuità nell’erogazione del beneficio economico, devono:

  • integrare le dichiarazioni di responsabilità presentate in domanda;
  • prendere atto delle informative aggiornate.

Quanto appena detto deve essere effettuato entro e non oltre la data del 21 ottobre 2019.

Reddito di Cittadinanza sospeso: come integrare le domande online

Ai fini dell’integrazione in commento, l’INPS invia ai recapiti sms o e-mail indicati nel modello di domanda, il seguente link “https://serviziweb2.inps.it/RedditoCittadinanza/autocertificazione”. Da tale link è possibile collegarsi per effettuare, in maniera semplificata, le operazioni di aggiornamento. In particolare, il collegamento alla pagina avviene in ambiente internet senza necessità del PIN. Previo riscontro attraverso l’apposita interfaccia in cui dovranno essere inseriti a cura del richiedente il:

  • protocollo della pratica Rdc/Pdc (esempio: INPS-RDC-2019-xxxxx);
  • codice fiscale del richiedente;
  • codice alfanumerico ricevuto via e-mail/sms.

Per coloro che non avranno effettuato l’aggiornamento richiesto nella tempistica indicata, la prestazione resterà sospesa sino all’acquisizione della dichiarazione.

Solo laddove il riscontro abbia dato esito positivo è possibile cliccare sul tasto “CONTINUA”, accedendo così alla pagina per la sottoscrizione delle dichiarazioni. Gli ultimi passaggi consistono:

  • nell’apporre la spunta sul riquadro in cui si dichiara di aver letto e preso atto dell’informativa privacy del modello “SR 180”;
  • completare l’operazione mediante la sottoscrizione della pagina.

Leggi l'informativa privacy ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679

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