Reddito di cittadinanza, novità sui requisiti: gli emendamenti al Decreto

Il decreto legge sul Reddito di cittadinanza (Rdc) sta per essere convertito in legge. Ecco gli emendamenti e le novità sui requisiti.

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Ultimi ritocchi e novità per il Reddito di cittadinanza. Il Senato deve votare il pacchetto di emendamenti che modificano per alcuni soggetti i requisiti per richiedere il sostegno economico, le cui domande partono dal prossimo 6 marzo. Nuovo iter per certificare la composizione del nucleo familiare degli extraUE, dimissioni volontarie, nuove norme per verificare la veridicità delle separazioni, stretta sui cambi di residenza negli ultimi 3 mesi e stop al RdC ai condannati per mafia. Sono questi alcuni dei principali interventi apportati dagli emendamenti approvati al Reddito di cittadinanza (Rdc).

Si ricorda, a tal proposito che il Dl 4/2019 (qui il testo) istitutivo della nuova misura di sostegno al reddito, sta per essere convertito in legge. Inoltre, entro il 28 febbraio 2019, si attende il nuovo modello da parte dell’INPS mediante il quale fare domanda, che può essere presentata online, presso le poste oppure ai CAF.

Reddito di cittadinanza, requisiti per stranieri extraUE

Giro di vite per gli stranieri extraUE. Uno degli emendamenti approvati dal Parlamento rende particolarmente complicato e burocratico il riconoscimento del Reddito di cittadinanza agli stranieri non appartenenti all’Unione Europea. In pratica, al fine di verificare la veridicità della composizione del nucleo familiare dello straniero, il richiedente ha ora l’obbligo di attestare il numero dei componenti del famiglia. Tale documento deve essere reperito dalla competente autorità dello stato estero a cui appartiene il richiedente. Naturalmente l’attestazione deve essere tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana.

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Restano fuori da tale obbligo, tutti quei soggetti che hanno lo status di rifugiato, ossia coloro che fuggono da Paesi in cui non è possibile reperire la certificazione dello stato di famiglia.

Sarà compito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con quello degli Affari Esteri, mediante apposito decreto, individuare i Paesi nei quali non è possibile avere la certificazione.

Si ricorda, a tal proposito, che per avere diritto al Reddito di cittadinanza (RdC) occorre:

  • essere residente in Italia per almeno 10 anni; di questi gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in modo continuativo.

Dimissioni volontarie e Rdc: blocco solo per il soggetto dimissionario

Tra i requisiti fondamentali per richiedere il Reddito di cittadinanza, vi è l’impossibilità delle dimissioni volontarie dal lavoro nei 12 mesi precedenti alla richiesta del sussidio economico. L’intenzione è chiaramente quella di evitare che i lavoratori si dimettano soltanto per ricevere il Reddito di cittadinanza.

La versione precedente della norma prevedeva che tale divieto sorgeva in capo a tutti i componenti del nucleo familiari. Quindi, anche era il capo famiglia a richiedere il Rdc e, ad esempio, la moglie si era dimessa volontariamente, l’accesso era precluso. Ora, con il nuovo emendamento approvato, l’esclusione opera esclusivamente nei confronti del richiedente e non anche per gli altri componenti del nucleo famigliare.

Norme anti elusione per le separazioni

Altro emendamento approvato, riguarda quello di evitare le fittizie separazioni. Ciò alla luce delle numerose segnalazioni di CAF e Guardia di Finanza che hanno attestato divorzi e cambi di residenza sospetti. Quindi, in caso di coniuge separati dal 1° settembre 2018, è necessario che tale atto sia verificabile da apposito verbale della polizia locale.

Si ricorda, a tal proposito, che molti hanno proceduto al cambio di residenza poiché sarebbe più facile accedere al sussidio economico.

Offerta congrua di lavoro per familiari con disabili

Infine è stata alleggerita l’offerta congrua di lavoro per famiglie con disabili. Questi ultimi, infatti, saranno tenuti ad accettare l’offerta di lavoro soltanto se entro i primi 100 km dalla loro residenza (prima era 250km).

Offerta congrua sopra i 780 euro

Un altro emendamento riguarda l’offerta congrua di lavoro per la ricollocazione del beneficiario di RdC. Chi riceve il reddito di cittadinanza non dovrà necessariamente accettare qualsiasi offerta di lavoro; un emendamento prevede che devono essere accettate solo quelle che prevedono uno stipendio superiore ai 780 euro del sussidio.


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