Cassazione: vietato licenziare il lavoratore al rientro dalla cigs

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Con sentenza nr. 21697 dello scorso 20 ottobre, la Corte di Cassazione sezione lavoro, ha affermato l’illegittimità del licenziamento collettivo per riduzione di personale che interessa soltanto i lavoratori che stanno per rientrare dalla CIGS, in quanto, non viene aperta una vera e propria procedura di mobilità, pur se l'operazione è legata alla cessione di un ramo d'azienda. Secondo la corte quindi, tale scelta rappresenta un atto discriminatorio finalizzato ad evitare il reinserimento.

Con sentenza nr. 21697 dello scorso 20 ottobre, la Corte di Cassazione sezione lavoro, ha affermato l’illegittimità del licenziamento collettivo per riduzione di personale che interessa soltanto i lavoratori che stanno per rientrare dalla CIGS, in quanto, non viene aperta una vera e propria procedura di mobilità, pur se l’operazione è legata alla cessione di un ramo d’azienda. Secondo la corte quindi, tale scelta rappresenta un atto discriminatorio finalizzato ad evitare il reinserimento.

Il giudizio ha riguardato un lavoratore che si è visto licenziare per riduzione di personale dopo essere stato messo, insieme ad altri 45 colleghi, in mobilità a causa della cessione (da parte dell’azienda datore di lavoro) del ramo d’azienda “servizi generali”.

Già in corso di appello, la corte aveva dichiarato l’illegittimità del licenziamento in quanto la ditta aveva omesso di accertare se i lavoratori in mobilità e appartenenti ai “servizi generali” dell’azienda stessa, avessero una professionalità non suscettibile di essere utilizzata in altre attività mantenute dall’azienda.

Con questa sentenza la  Cassazione, conferma il giudizio di appello  affermando che “il licenziamento del lavoratore non rientra nell’ambito di una lecita operazione di riduzione di un ramo di azienda, ma appare discriminatorio perchè diretto ad evitare il reinserimento effettivo proprio di un lavoratore che rientrava dalla CIGS”; per questo il licenziamento è da considerarsi illegittimo.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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