Licenziato da un call center per aver navigato in internet per motivi personali

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Un dipendente a tempo indeterminato del call center Tlc.com e' stato licenziato in tronco per aver navigato troppo in internet per motivi "non di interesse aziendale".

Un dipendente a tempo indeterminato del call center Tlc.com e’ stato licenziato in tronco per aver navigato troppo in internet per motivi “non di interesse aziendale”. Lo denuncia arriva dalla federazione lavoratori metalmeccanici uniti – Cub.

Il lavoratore ha impugnato il licenziamento, negando di aver navigato per motivi personali e sostenendo di esser stato licenziato per aver denunciato più volte alcune violazioni delle norme sulla salute.”Sono un dipendente scomodo. A settembre il call center è stato ridimensionato e trasferito in un piccolo fondo. Un ambiente malsano, con evidenti violazioni delle norme sulla salute e la sicurezza. Ho fatto denuncia alla Usl, che a fine dicembre ha effettuato un sopralluogo. Da quel momento, ho capito che avevo le ore contate”.

A detta del lavoratore, inoltre, l’ex datore di lavoro avrebbe istallato installato sui computer dei dipendenti un software volto al monitoraggio. “Il programma, individuato come il software di controllo remoto UltraVNC, sarebbe stato notato dall’uomo proprio il giorno a cui risalgono i fatti: una nuova icona sul desktop che nascondeva, nelle parole dell’uomo, “un sistema attraverso il quale l’azienda può controllare tutte le operazioni condotte dalle nostre postazioni”.

Al proposito ricordiamo che la Cassazione con più sentenze, l’ultima  in ordine di tempo, la nr. 4375/2010ha affermato che sono illegali “i controlli diretti ad accertare condotte illecite del lavoratore quali i sistemi di controllo dell’accesso ad aule riservate o gli apparecchi di rilevazione di telefonate ingiustificate (Cass. sentenza nr. 4746/2002)” essendo ammessi, a mente dell’art. 4 statuto dei lavoratori, solo i controlli riguardanti direttamente l’attività lavorativa del dipendente e che, “I programmi informatici che consentono il monitoraggio della posta elettronica e dell’accesso a internet sono considerate apparecchiature di controllo in quanto, consentono al datore di lavoro di controllare a distanza e in via continuativa l’attività lavorativa e, se essa, viene svolta in modo diligente”.

Fonte: puntoinformatico.it www.firenze.repubblica.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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