Milleproroghe:si riaprono i termini per l'impugnazione dei licenziamenti dei lavoratori a termine

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Sospesa per tutto il 2011 l'applicazione dell'art 32 Collegato lavoro, sul termine di 60 giorni per l'impugnazione dei licenziamenti nei contratti a tempo determinato.

Finalmente una buona notizia; la Commissioni Affari costituzionali e Bilancio del Senato, ha approvato un emendamento del senatore PD Passoni al decreto “milleproroghe” che, di fatto, riapre i termini per l’impugnazione dei licenziamenti nei contratti di lavoro a tempo determinato, previsti dal collegato lavoro, L. 183/2010.

Tutti ricorderete che il famigerato art 32 del collegato lavoro, da molti definito la “tagliola dei precari” e, persino oggetto di giudizio della Corte Costituzionale, fissava allo scorso 23 gennaio, (60 giorni dall’entrata in vigore del collegato lavoro), il termine ultimo per l’impugnazione dei licenziamenti.

Orbene, con l’emendamento del PD, tale termine è sospeso per tutto il 2011; pertanto, chi non ha potuto fare ricorso contro un licenziamento considerato illegittimo, adesso torna in corsa e potrà farlo.

Passoni ha così commentato: “Migliaia sono stati coloro che, avuto conoscenza dell’esistenza della norma niente affatto pubblicizzata dal governo, hanno aperto vertenze entro la scadenza prevista dall’art. 32 della legge 183 del 2010, ma molti di più saranno coloro che, grazie al nostro emendamento, avranno il tempo per decidere se impugnare un licenziamento ritenuto illegittimo”.

Soddisfazione della CGIL; il Segretario Confederale della CGIL, Fulvio Fammoni ha infatti affermato: “Un risultato molto positivo e molto importante, frutto della caparbia mobilitazione di questi due anni contro le norme sbagliate del collegato lavoro”.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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