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Cassazione: non può essere licenziato il lavoratore allergico alla mansione

Con sentenza nr. 21710 dello scorso 13 ottobre, la Corte di Cassazione ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento intimato per sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore alle mansioni assegnate, senza che il datore di lavoro abbia accertato che il lavoratore potesse essere addetto a mansioni diverse e di pari livello, evitando trasferimenti di altri lavoratori o sconvolgimenti nell’organigramma produttivo.

Il licenziamento contestato tardivamente non è legittimo

Con sentenza nr. 21221 dello scorso 5 ottobre, la Corte Suprema di Cassazione, Sez. lavoro, ha “cassato” la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro e l’ha rinviata alla Corte d’Appello di Messina, con la quale si riteneva legittimo il licenziamento di un dipendente per fatti avvenuti però, due anni prima al licenziamento stesso.

Il caso ha riguardato un lavoratore (direttore delle poste) che, il 3.12.1997 era stato posto agli arresti domiciliari per presunto concorso nel reato di usura; successivamente, revocata la misura cautelare degli arresti, era stato rimesso in servizio ma, in data 01.04.1999, gli erano state mosse contestazioni disciplinari (che culminavano nel licenziamento) che avevano ad oggetto proprio il procedimento penale pendente.