Sevel: il giudice del lavoro condanna la società del gruppo Fiat a reintegrare due precari con una sentenza storica

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Per il giudice del lavoro di Lanciano, la Sevel deve reintegrare a tempo indeterminato i due operai interinali.

Sentenza che farà storia quella del giudice del lavoro di Lanciano (Ch) che, ha reintegrato a tempo indeterminato due operai della Sevel di Atessa, società automobilistica nata nel 1978 come joint-venture fra la Fiat Group Automobiles (la divisione automobilistica del Gruppo Fiat) ed il Gruppo PSA.

Una sentenza che farà sicuramente scuola e che, consente ad altri 150 lavoratori precari licenziati dalla Sevel tutti nel 2008 di poter ottenere ciò che spetta di diritto ossia, un contratto a tempo indeterminato. Protagonista della vicenda è l’operaio termolese Costantino Manes, assistito dagli Avvocati Iacovino, Del Re e Passarelli di Campobasso.

Manes aveva lavorato presso la Sevel dal 1 3marzo 2006, dapprima con un contratto di somministrazione e, successivamente, nel 2008, con un contratto a tempo determinato prorogato fino al gennaio 2009, quando, l’azienda decideva di non rinnovare il rapporto in questione.

Delle 1000 persone assunte a tempo determinato e nello stesso periodo, 400 (tra cui il Manes) rimasero a casa e ciò, nonostante la sottoscrizione di un accordo intervenuto nel 2007 tra l’azienda e le organizzazione sindacali con il quale si decideva di stabilizzare i 1500 operai presenti in fabbrica, tutti con contratti atipici.

Il giudice del Lavoro di Lanciano Flavia Grilli, ha accolto il ricorso dell’operaio e ha condannato la Sevel ha cosi dichiarato la nullità del termine apposto al contratto di lavoro nel 2008 e, di conseguenza ha dichiarato “l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con decorrenza 25 gennaio 2008” e, per l’effetto ha condannato la Sevel “ a ripristinare il rapporto di lavoro  nonchè a corrispondere al lavoratore una indennità risarcitoria pari a sei mensilità”.

Gli Avvocati hanno contestato l’assenza di ragioni di carattere tecnico produttivo, organizzativo e sostitutivo posti alla base del contratto a tempo determinato: “E’ stato censurato il comportamento del datore di lavoro e i dipendenti si sono ripresi semplicemente quello che gli era stato tolto. Ci siamo appellati alla genericità della causale del contratto e abbiamo dimostrato al giudice che l’azienda in quel modo eludeva la norma di carattere generale che prevede che il rapporto debba essere a tempo indeterminato” ha spiegato l’avvocato Del Re.

La Sevel ha annunciato di riservarsi il ricorso; Marco Di Rocco segretario Fiom di Chieti, sull’atteggiamento dell’azienda ha commentato: ”La risposta sarà la guerra fra poveri. Informalmente ci hanno già avvertito che i 300 che vinceranno la causa toglieranno il posto ai 300 che lavorano in somministrazione con le agenzie internali con contratti di tre mesi che scadono il 28 gennaio. Ed è una risposta che noi non accettiamo e ci batteremo,come sempre, perché siano assunti anche loro, visto che l’azienda costringe allo straordinario mentre potrebbe far lavorare più persone”.

Ma non è finita qui; nelle stesse ore, un’altra sentenza fotocopia ha riguardato un’altra operaia molisana, Flavia Murolo, anch’essa difesa dagli avvocati Del Re, Iacovino, Passarelli che, in conferenza stampa non l’hanno mandata a dire.

L’Avv Iacovino parla di una sentenza importante perchè “da concretezza all’articolo 1 della Costituzione, perché il lavoro per un individuo vuol dire vita.   L’eccezionalità della sentenza, ha proseguito l’avvocato, non riguarda solo la Sevel ma va oltre, interessando anche la Fiat e annunciando una nuova battaglia legale con la Powertrain.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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