Telecom: le esternalizzazioni e la riduzione del personale

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Il 19 aprile,Telecom ha annunciato ai sindacati 6.800 esuberi da realizzare entro il 2012. Esternalizzazioni e riduzione del personale la politica di Telecom.

Il 19 aprile, Telecom ha annunciato ai sindacati 6.800 esuberi da realizzare entro il 2012. Di questi 2.300 erano già stati previsti dall’azienda (ma non erano ancora stati realizzati) nei precedenti piani. Ben 4.522 sono invece gli ulteriori tagli, frutto dell’aggiornamento del piano industriale presentato lo scorso 13 aprile.

Telecom Italia ha spiegato come «in un tale periodo si cumulino, in Telecom Italia S.p.A., le necessità di efficientamento residue già previste in piani precedenti (2.300 risorse, al netto delle riduzioni già operate nella fase iniziale del 2010) ed ulteriori efficienze aggiuntive, quantificate in 4.522 risorse» che se ne dovranno andare di qui al 2012.

Emilio Miceli, Segretario Generale SLC CGIL, in merito ha affermato: “sono in tutto, considerato l’intero quinquennio 2008-2012, 13.000 esuberi complessivi pari dunque al  “20% dei lavoratori dell’azienda in Italia”. La cosa grave è che “l’obiettivo è quello di poter giungere ad un aumento del dividendo e alla riduzione del debito di 5 miliardi: nessun cliente in più, nessun piano di rilancio, nessun investimento per innovare”

La storia inizia quando la Telecom decide di esternalizzare (cedere un ramo di azienda) l’intero settore di IT Telecom, (2150 lavoratori) ad una piccola società sempre del gruppo, la SSC (Shared Service Center) con effetto 30 aprile.

Telecom con questa operazione vuole “separare le attività di indirizzo e progettazione informatica che rimarranno sotto la propria diretta responsabilità da quelle operative che saranno concentrate all’interno di SSC”. Il problema è che, la SSC avrà il “compito di avviare tutte le iniziative di razionalizzazione dei propri costi industriali, compreso l’efficientamento dell’organico in forza al fine di conseguire i livelli di competitività necessari” Ciò vuol dire in parole povere: “la SSC potrà licenziare i lavoratori della IT per conseguire i livelli di competitività necessari”!

Nel comunicato dell’A.P.E. (associazione prevenzione esuberi) che trovate seguendo il link, si legge “Apparentemente l’operazione sembra normale routine, solo un atto amministrativo di passaggio, ma in questo passaggio, considerate le esperienze precedenti, ravvisiamo tante insidie.

Telecom ha scelto di percorrere l’unica strada che l’ha vista vincente in tribunale, per ridurre il personale: trasferimento d’azienda ex art. 2112 c.c. a società del gruppo e successiva vendita della proprietà della stessa, come avvenuto in Tils e Tess/Accenture, la cui fine catastrofica è nota purtroppo a tutti.
Trattasi di fatto di uno scorporo di persone/costi visto che i principali asset – i CED – rimangono in Telecom Italia, SSC è un’azienda in perdita, ha chiuso il bilancio 2009 in rosso”.

In effetti il percorso intrapreso da Telecom tra taglio degli esuberi ed esternalizzazioni sembra proprio avere qualcosa che non va perchè, ancora una volta la logica del profitto e del dio denaro gioca a scapito della dignità e del diritto al lavoro.

Di questo di discute anche in Commissione Europea con due interrogazioni dell’On. De Magistris nel quale si chiede alla Commissione di controllare le operazioni telecom e di bloccare la cessione alla SSc poichè: “si viola il dettato della direttiva comunitaria visto che distorcendo sistematicamente la normativa che regola i trasferimenti di parti di imprese, procura a sé un ingiusto vantaggio con conseguente penalizzazione dei lavoratori e della collettività che sopporta gli oneri conseguenti al licenziamento”.

“Dal 2000 Telecom ha ceduto a più riprese più di 2.700 dipendenti a società cessionarie – costituite ad hoc – e ad oggi queste società cessionarie hanno poi avviato ben 17 distinte procedure di licenziamento collettivo di lavoratori”.

In pratica, la funzione “IT Operations” non rappresenta un ramo d’impresa ai sensi della direttiva europea 2001/23/CE – che prevede un’articolazione funzionalmente autonoma di un insieme di mezzi organizzati al fine di svolgere un’attività economica – ma è la mera denominazione di una delle tante sezioni ovvero parti in cui Telecom è stata suddivisa per scopi generali di organizzazione gerarchica, gestione e conduzione della società nel suo complesso.

Il 29 aprile a Rozzano (Milano) la SLC CGIL organizzerà una manifestazione di protesta, in concomitanza con l’assemblea degli azionisti Telecom, contro il piano industriale,chiedendo che il piano industriale venga radicalmente cambiato”.

www.cgil.it www.demagistris.it lucamarcon.worpress.com

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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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