Rilancio dell'occupazione al sud, intesa tra Ministero e Regioni

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Accordo tra il Ministero del Lavoro, le Regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e Italia Lavoro per il rilancio dell'occupazione nel Sud Italia

Nella giornata del 3 dicembre 2013 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dagli assessori al lavoro di Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e dal presidente di Italia Lavoro hanno firmato un protocollo d’intesa per il rilancio dell’occupazione nelle regioni del meridione.

L’intesa raggiunta servirà a impiegare in modo coordinato, e nel rispetto delle specificità regionali, tutti gli strumenti a disposizione per combattere la disoccupazione, soprattutto giovanile, e promuovere l’autoimprenditorialità.

Obiettivi

In linea con le considerazioni espresse in premessa, gli interventi di cui al successivo art.2 avranno le seguenti finalità:

  • ridurre le difficoltà del sistema formativo ed educativo nel rispondere alle esigenze provenienti dalla domanda di lavoro delle imprese in termini di fabbisogni professionali e formativi;
  • limitare la mancata corrispondenza fra le competenze possedute da diplomati e laureati e quelle richieste dal mondo del lavoro;
  • aumentare la capacità di retention del sistema formativo di evitare la fuga prematura dal sistema stesso, che crea giovani privi anche di competenze culturali di base fondamentali per accedere al mercato del lavoro;
  • attuare politiche che favoriscano le opportunità formative per i giovani che hanno lasciato gli studi in modo da garantire quella compensazione della scarsità di conoscenze strettamente teoriche con altre, magari, più tecnico-professionali, che possano comunque offrire maggiori opportunità di impiego ad una fascia di popolazione giovanile a rischio di esclusione sociale;
  • diminuire il fenomeno dell’aver education frequente nelle regioni del Mezzogiorno, cercando di favorire lo spostamento delle scelte formative dei giovani verso percorsi che assicurino maggiori opportunità lavorative;
  • potenziare progetti comuni di istruzione e tirocinio scuola-impresa per formare qualificazioni professionali aderenti alla reale domanda di lavoro e ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro;
  • sensibilizzare i giovani verso professioni manuali dall’alto contenuto di competenze e sbocchi lavorativi, e incentivare lo sviluppo di percorsi formativi, soprattutto di scuola secondaria, improntati sui temi propri del mondo artigiano, favorendo l’utilizzo di tipologie contrattuali di inserimento quale l’apprendistato, particolarmente adatto alle esigenze di tale segmento imprenditoriale;
  • ridurre la carenza quantitativa e qualitativa da parte del sistema della formazione tecnico-professionale o dell’università a generare i profili richiesti dalle imprese;
  • potenziare i servizi all’impiego erogati a favore degli studenti e le attività di orientamento e di job placement;
  • potenziare le attività di sostegno all’auto-imprenditorialità dei laureati e agli spin off accademici;
  • promuovere lo start-up di imprese giovanili e l’autoimpiego quale modalità di accesso al lavoro;
  • contribuire a dare tempestiva ed efficace attuazione, a decorrere dal 1° gennaio 2014, alla cosiddetta «Garanzia per i Giovani» (Youth Guarantee);
  • integrare le misure di politica attiva lungo un asse settoriale verticale che massimizza le relazioni positive tra tirocinio/apprendistato/auto impiego;
  • conferire carattere di unitarietà agli interventi di politica attiva nazionali e regionali con riferimento alla governance;
  • promuovere lo sviluppo di azioni informative territoriali su fabbisogni di risorse materiali, infrastrutture, servizi, competenze quale strumenti preparatori all’adozione di politiche attive del lavoro diminuire i tempi della disoccupazione attraverso politiche attive e specifici dispositivi finalizzati ad incrementare l’occupabilità delle persone;
  • promuovere pacchetti finalizzati a realizzare programmi individuali e collettivi di outplacement, comprendenti tutti i dispositivi richiesti per il ricollocamento (formazione e riqualificazione professionale, counselling, orientamento, servizi personalizzati per la ricerca attiva di lavoro, apprendistato, tirocinio, accompagnamento verso percorsi di auto imprenditorialità ed auto impiego, sostegno alla mobilità, anche geografica);
  • migliorare la qualità e la personalizzazione dei servizi per il lavoro finalizzati all’outplacement;
  • incentivare la predisposizione da parte delle aziende di piani per il ricollocamento dei dipendenti in caso di crisi ed esuberi.
  • anticipare, nell’ambito del tirocinio e dell’apprendistato, il “repertorio delle qualifiche” per il riconoscimento dei crediti formativi e delle capacita’ acquisite in esperienze post diploma e post laurea;
  • potenziare, con riferimento all’autoimpiego, le fasi di orientamento/selezione/formazione /tutoraggio, al fine di indirizzare i neo imprenditori verso attività coerenti con le caratteristiche soggettive e con gli andamenti del mercato; semplificare l’accesso (facile reperibilità e compilazione della domanda); attivare strumenti di facilitazione all’inserimento e reinserimento lavorativo dei destinatari anche attraverso la costituzione di reti d’impresa; coinvolgere tutti gli attori della filiera: Camere di Commercio, Banche, Fondi di garanzia;

Attuazione

Le misure concrete da impiegare sono: apprendistato, autoimprenditorialità, tirocinio, Garanzia Giovani, alternanza scuola-lavoro, orientamento e placement, i cui istituti verranno quindi potePer l’attuazione e il raggiungimento degli obiettivi di cui all’articolo precedente, si concorda di selezionare nell’ambito dei Piani regionali per il lavoro, le migliori esperienze in termini di risultati, qualità, quantità della spesa in ordine alle seguenti macro aree:

  • Apprendistato;
  • Tirocinio;
  • Autoimpiego e Autoimprenditorialità;
  • Accompagnamento all’inserimento e al reinserimento lavorativo;
  • Alternanza Scuola Lavoro;
  • Orientamento e Placement;

Regioni e Governo procederanno alla elaborazione di misure e dispositivi specifici in relazione alle macro aree di riferimento.

Il coordinamento dell’attività di attuazione è affidato alla struttura di governance di cui al successivo art.3 che opererà attraverso la società Italia Lavoro S.p.A, di concerto e in partenariato operativo con le altre società pubbliche e le società regionali in house di diretta competenza nonché le tecnostrutture regionali e i relativi enti strumentali.

Le risorse per la realizzazione degli interventi saranno quelle derivanti dalla riprogrammazione interna dei Programmi Operativi Regionali. Ove necessario le misure, concordate e definite tecnicamente come sopra, saranno negoziate per la definizione delle relative risorse con il Ministro della Coesione Territoriale.nziati e rivisti nell’ottica di miglioramento degli stessi.

  Protocollo rilancio occupazione sud (2,0 MiB, 142 download)
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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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