Ape social: ulteriori chiarimenti dell’Inps sull’anticipo pensione

Con la circolare n. 34 del 23.02.2018 l’Inps fornisce chiarimenti in merito all'Ape social, l'anticipo pensionistico a costo zero previsto per alcune categorie di soggetti.

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Arrivano le prime istruzioni applicative e ulteriori chiarimenti da parte dell’Inps in merito all’Ape social, una particolare tipologia di pensione anticipata a costo zero a cui possono accedere specifiche categorie di lavoratori.

All’Ape social possono accedere in particolare i nati fra il 1951 e il 1953 che abbiano maturato fra i 30 e i 36 anni di contributi a seconda dei casi, che possono andare in pensione 3 anni e 7 mesi prima rispetto l’età pensionabile definita dalla Legge Fornero, quindi già a 63 anni. Con la circolare n. 34 del 23 febbraio 2018 l’Inps fornisce ulteriori chiarimenti in merito soprattutto alla platea dei destinatari dell’Ape social. Vediamo quali.

Ape social per disoccupati

Partendo dai disoccupati, la legge di bilancio 2018 ha inserito fra gli aventi diritto all’Ape social i lavoratori che restano involontariamente disoccupati per scadenza del contratto a termine. In particolare a decorrere dal 1° gennaio 2018 possono presentare domanda di riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio dell’APE sociale anche coloro che siano in stato di disoccupazione a seguito di scadenza del termine del rapporto di lavoro a tempo determinato.

La condizione da rispettare è aver avuto, nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi ed aver concluso, da almeno tre mesi, di godere della prestazione di disoccupazione loro spettante. Nella suddetta circolare l’Inps precisa che l’arco temporale dei trentasei mesi entro cui individuare i diciotto mesi di rapporto di lavoro dipendente decorre, a ritroso, dalla data di scadenza del rapporto di lavoro a tempo determinato da ultimo svolto al momento della domanda di verifica delle condizioni e sulla base della quale il soggetto chiede di poter beneficiare dell’APE sociale.

I 18 mesi di rapporto di lavoro dipendente inoltre possono essere anche non continuativi. Per poter presentare la domanda di verifica delle condizioni, il soggetto deve aver terminato di godere integralmente della prestazione di disoccupazione da almeno tre mesi. Nell’arco dei quali deve aver mantenuto lo status di disoccupato che potrà essere verificato presso i centri per l’impiego.

L’Istituto di previdenza sociale chiarisce inoltre, che, ai fini dell’accoglimento della domanda di verifica delle condizioni di accesso all’APE sociale, lo svolgimento, successivamente al termine della prestazione di disoccupazione, di attività lavorativa che non determini il venir meno dello status di disoccupazione, non sospende il decorso dei predetti tre mesi.

Ape social per caregiver

A decorrere dal 1° gennaio 2018, può presentare domanda di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’APE sociale anche un parente di secondo grado o un affine entro il secondo che assista da almeno sei mesi il soggetto convivente affetto da handicap grave di cui alla legge n. 104 del 1992, il cosiddetto “caregiver”.

Per parenti di secondo grado si intendono, in linea retta, i nonni ed i nipoti; in linea collaterale, i fratelli e le sorelle. Per affini di primo grado si intendono i suoceri, i generi e le nuore, nonché il coniuge e i figli dell’altro coniuge derivanti da un precedente legame.  Per affini di secondo grado si intendono i cognati.

Lo status di soggetto che assiste e convive da almeno sei mesi deve sussistere al momento della presentazione della domanda di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’APE sociale. Il requisito dell’assistenza e convivenza con la persona con disabilità da almeno sei mesi presuppone lo status di disabilità per tutto il periodo in questione. I sei mesi, pertanto, devono intendersi continuativi.

Per tali soggetti – come precisa la legge di bilancio 2018 – si può fruire dell’Ape social all’ulteriore condizione che il coniuge/unito civilmente e i parenti di primo grado conviventi con la persona affetta da handicap in situazione di gravità si trovino in una delle seguenti situazioni:

  • aver compiuto i settanta anni di età;
  • essere anch’essi affetti da patologie invalidanti;
  • essere deceduti o mancanti.

In merito a quest’ultima fattispecie, l’espressione “mancanti” deve essere intesa non solo come situazione di assenza naturale e giuridica (celibato/nubilato o stato di figlio naturale non riconosciuto). Ma deve ricomprendere anche ogni altra condizione ad essa giuridicamente assimilabile, continuativa e debitamente certificata dall’autorità giudiziaria o da altra pubblica autorità, quale:

  • divorzio;
  • separazione legale o abbandono di minori;
  • dichiarazione di assenza o di morte presunta dello scomparso, risultanti da documentazione dell’autorità giudiziaria o di altra pubblica autorità.

Ape social per chi svolge mansioni gravose

All’Ape social può accedere con decorrenza dal 1° gennaio 2018 anche chi svolge attività lavorative c.d. gravose. In  questa circolare l’Inps precisa che le mansioni gravose devono essere svolte per sette anni negli ultimi dieci oppure sei anni negli ultimi sette. Ai fini del computo dei sette anni o dei sei anni di svolgimento di attività c.d. gravosa, si prendono in considerazione:

  • i periodi coperti da contribuzione obbligatoria riferita all’attività c.d. gravosa;
  • i periodi in cui è stata accreditata contribuzione figurativa  per eventi verificatesi in costanza del rapporto di lavoro con svolgimento di attività c.d. gravosa (ad esempio, malattia, maternità nel rapporto di lavoro, etc.).

Nei lavoratori gravosi inoltre a decorrere dal 1° gennaio 2018 sono compresi anche:

  • operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca;
  • pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;
  • lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi nella normativa del decreto legislativo n. 67 del 2011 (c.d. usuranti)
  • marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.

Ape social per madri con figli

Il requisito contributivo previsto per le donne con figli di 12 mesi è ridotto per ogni figlio fino a un massimo di due anni. Quindi, il limite di 30 anni di contributi previsto per l’Ape sociale nei casi di disoccupazione, caregiver e lavoratori con disabilità almeno al 74% può scendere fino 28 anni, quello di 36 anni previsto per le mansioni gravose può arrivare a 34 anni.

Termini di presentazione della domanda di Ape social

L’Inps precisa che i soggetti che verranno a trovarsi nel corso dell’anno 2018 nelle condizioni di accesso all’APE sociale possono presentare domanda per il loro riconoscimento entro il 31 marzo del 2018 ovvero in deroga a quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 88 del 2017, entro il 15 luglio 2018. L’Istituto nazionale di previdenza sociale poi dovrà rispondere entro tali date:

  • 30 giugno 2018 per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 31 marzo 2018;
  • 15 ottobre 2018 per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 15 luglio 2018;
  • 31 dicembre del 2018 per le domande di verifica delle condizioni presentate oltre 15 luglio ma entro il 30 novembre del medesimo anno.

Circolare INPS numero 34 del 23-02-2018 pdf

Alleghiamo la Circolare INPS per una lettura completa.

Circolare INPS numero 34 del 23-02-2018
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Sull'Autore

Laureata in Giurisprudenza, è redattrice in ambito fiscale, previdenziale ed economico da quasi 10 anni. Ha collaborato con alcuni dei più noti e importanti siti on line di economia e finanza.

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