Certificati medici on line: i medici sul piede di guerra

I medici in stato di agitazione contro le sanzioni, attive da oggi, per il mancato invio telematico dei certificati medici dei pubblici dipendenti.

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Da oggi 1 febbraio, scattano le sanzioni per i medici previste per la mancata trasmissione per via telematica, da parte dei medici , dei certificati di malattia dei pubblici dipendenti, così come disposto dall’articolo 55-septies del decreto legislativo 165/2001, così come modificato dalla riforma Brunetta , sull’invio telematico dei certificati medici.

In caso di violazione dell’obbligo di trasmissione telematica, si profilerà un illecito disciplinare che in caso di reiterazione “comporta l’applicazione della sanzione del licenziamento o, per i medici convenzionati la decadenza dalla convenzione”.

Nei giorni scorsi, tutte le categorie mediche, in una lettere indirizzata al Ministro Bruinetta, hanno chiesto di rinviare le  sanzioni per il mancato utilizzo dei certificati on-line. Questo perchè il sistema  “ha ancora troppe criticità a partire dalla piattaforma che spesso si blocca, fino al call center che non funziona”.

Il Ministro, non pare essere della stessa idea; nella lettera di risposta si dichiara di essere pienamente soddisfatto dei risultati raggiunti e che, il sistema pare essere pienamente a regime: “I dati INPS indicano infatti che, a dieci mesi dall’avvio del nuovo sistema, sono stati complessivamente inviati telematicamente quasi 4 milioni di documenti, di cui circa 400mila solo nell’ultima settima. Stando alle ultime informazioni, il flusso medio giornaliero a regime si va attestando su un valore medio di oltre 70mila, con una punta odierna di 105mila unità”.

Inoltre, aggiunge per  quanto riguarda le sanzioni, che, “timori e paure non hanno ragion d’essere: già da ora le norme prevedono che l’eventuale sanzione abbia luogo solo in caso di “colpa esplicita”, come chiarito dalla Circolare n. 2 DFP/DDI del 28-09-2010 del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione che ha fornito indicazioni e chiarimenti per l’applicazione della nuova procedura. Sarà in ogni caso cura del mio Ministero assicurare un attento monitoraggio circa le procedure e i meccanismi di applicazione di quanto previsto, così da evitare il rischio di ingiustificati atteggiamenti punitivi”.

Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Nicola Preiti, coordinatore nazionale Medicina Generale in un comunicato stampa sono di parere contrario: “Il ministro Brunetta anche oggi continua con la sua propaganda, ma il sistema di trasmissione telematica dei certificati di malattia è ben lontano dalla sua realizzazione“.

Siamo a gennaio 2011 e dopo oltre un anno di annunci mediatici il sistema è ancora inadeguato. I dati forniti dallo stesso ministro sono incontrovertibili: l’obiettivo di 50 milioni di certificati on line l’anno è ancora oggi ben lontano. I vantaggi per i medici e i cittadini, e i risparmi pubblicizzati dal ministro, sono ancora virtuali”.

La Fimmg (federazione italiana medici di famiglia) dichiara lo stato di agitazione:“Registriamo con amarezza il no del Ministro Brunetta alla richiesta di tutte le categorie mediche di rinviare le  sanzioni per il mancato utilizzo dei certificati on-line. Per questo ci vediamo costretti, come annunciato, a proclamare lo stato di agitazione”.

“L’attività assistenziale non può essere disturbata dal timore di essere sanzionati, soprattutto quando il sistema non è ancora perfettamente rodato. Abbiamo più volte evidenziato, sulla base di studi e sondaggi, che persistono blocchi frequenti nel sistema di certificazione on-line e soprattutto per quanto riguarda il call center bisognerà trovare sistemi alternativi. Lanciamo perciò un appello agli altri sindacati medici affinché si uniscano allo stato di agitazione”.

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