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Riforma Brunetta sulla pubblica amministrazione

Venerdi mattina, il Consiglio dei Ministri ha definitivamente approvato il decreto legislativo di attuazione della Legge Brunetta di riforma della Pubblica Amministrazione (Legge n. 15 del 4 marzo 2009).
La riforma garantisce una migliore organizzazione del lavoro pubblico e adeguati livelli di produttività, assicura il progressivo miglioramento della qualità delle prestazioni erogate al pubblico e, riconosce finalmente i meriti e i demeriti dei dirigenti pubblici e del personale.

La riforma coinvolge tutti gli apparati pubblici e, nei prossimi mesi sarà sperimentata nei comuni sulla base di una intesa che il ministro ha firmato con l’Anci. L’obiettivo è aumentare la produttività del lavoro pubblico dal 20 al 50 per cento.

Pubblico impiego: circolare di chiarimento di Brunetta sul pensionamento con 40 anni di contributi

Lo scorso 16 settembre, il Ministro per la pubblica amministrazione ha emanato la circolare nr. 4 al fine di chiarire le ricadute sui destinatari della legge n.15/2009, in vigore da marzo ad agosto di quest’anno, e per meglio illustrare l’ambito di applicazione della norma. In sostanza, la circolare non fa altro che confermare quanto già illustrato con la circolare nr. 10 del 2008.

Sappiamo infatti che, in ossequio alla legge 3 agosto 2009 n.102 di conversione del decreto anticrisi (78/2009), le pubbliche amministrazioni, con atto unilaterale, possono mandare in pensione i dipendenti che abbiano raggiunto i 40 anni di anzianità contributiva. Pertanto, l’anzianità verrà calcolata sull’età contributiva (massimo di 40 anni) e non, come previsto in precedenza dalla legge delega nr. 15/2009, sul servizio effettivo.

Il governo presenta il progetto per gli asili nido negli uffici pubblici

Ieri mattina a Palazzo Chigi è stato presentato il progetto (per il momento sperimentale) per l’attivazione di asili nido negli uffici pubblici. Alla presentazione del progetto hanno presenziato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Carlo Giovanardi, responsabile delle politiche famigliari, il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta e il Ministro per la pari opportunità, Carfagna.

“Il progetto sarà finanziato con una quota dei risparmi derivanti dall’innalzamento dell’età pensionabile nel pubblico impiego. Tali risorse che (serviranno per la costruzione di asili nido) saranno disponibili a partire dal 2010; per l’anno in corso, sono comunque già disponibili 25 milioni di euro grazie ai finanziamenti del Dipartimento delle politiche familiari (18 milioni di euro) e del Dipartimento per le pari opportunità (7 milioni di euro)”.

Riforma della scuola:indennità di disoccupazione e agevolazioni per gli insegnanti precari licenziati

Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato la cosidetta “norma salvaprecari”. Tale norma è stata inserita nel “decreto-legge Ronchi” finalizzato al rapido assolvimento di obblighi nei confronti dell’Unione europea e ad ovviare a procedure di infrazione a seguito di ritardato o non corretto recepimento di direttive comunitarie; pertanto appena approvato in Parlamento la norma diverrà immediatamente esecutiva

La finanziaria prevedeva tagli alla scuola per 43.000 posti. Di questi, 30000 posti si sono liberati con i prepensionamenti per cui, allo stato attuale, la norma riguarda circa 13 mila precari a cui non verranno rinnovate le supplenze e che hanno perso definitivamente la speranza di essere un giorno, un professore di ruolo.

Nepotismo negli ospedali, anche la regione Piemonte dice no

Ieri il Piemonte ha approvato un disegno di legge che vieta ai dipendenti delle strutture sanitarie della regione, legati tra loro da vincoli di parentela, o di affinità entro il terzo grado, di prestare servizio in rapporto di subordinazione gerarchica nelle stesse unità aziendali o dipartimenti.

Questa norma che per il momento riguarda solo il sistema Sanità, ha l’obbiettivo di eliminare quel fenomeno che molti di noi hanno osservato per cui, in un ospedale (ad esempio), un primario e un medico sottoposto siano padre e figlio, o moglie e marito, o nonno e nipote.

Le nuove regole per diventare insegnante

Continua a cambiare la scuola del nostro Ministro Gelmini; in questi giorni il Ministro dell’istruzione ha illustrato le nuove regole per accedere alla professione di insegnante.

Un punto fondamentale è che il numero di docenti da assumere sarà deciso sul rea­le fabbisogno.

Le Ssis, le scuole di specializza­zione che diplomano e abilita­no, verranno chiuse perché, dice la Gelmini, sono «obsole­te », creavano precariato, e il precariato «è un’enorme pia­ga sociale». Con le nuove re­gole, potrà formarsi soltanto quel numero di insegnanti di cui c’è davvero bisogno. Secondo la Gelmini è indispensabile una programma­zione all’ingresso, diversa­mente si verebbero a creare solo aspettati­ve che diventano delusioni.

Sarà necessaria la laurea quinquen­nale, e non più quadriennale com’è adesso, per insegnare nella scuola d’infanzia e nella primaria. Ci sarà una prova di accesso a numero chiuso. Du­rante i cinque anni sono previsti anche la­boratori di lingua inglese e di nuove tecnologie.

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