Riforma del lavoro: la riforma degli ammortizzatori sociali

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La bozza di riforma degli ammortizzatori sociali: dai fondi di solidarietà, all'assicurazione Sociale per l'Impiego a un un fondo esodi anche per le PMI.

Uno dei pilastri della riforma del lavoro che il governo Monti sta cercando di portando a termine, riguarda il sistema degli ammortizzatori sociali. La bozza della riforma, si compone di due documenti: uno relativo ai contratti, “linee di intervento sulla disciplina delle tipologie contrattuali” (di cui abbiamo già parlato) e l’altro, dedicato appunto agli ammortizzatori sociali denominato, “Ammortizzatori Sociali, Proposte di riforma – Bozza”.

La proposta di riforma degli ammortizzatori, si articola in tre punti, con lo scopo di garantire un copertura adeguata al rischio di disoccupazione eliminando la necessità di intervenire con provvedimenti ad hoc ossia con i provvedimenti “in deroga”:

  • istituzione dell’Assicurazione Sociale per l’Impiego (Aspi);
  • tutele in costanza di rapporto di lavoro (Cgo, Cigs, fondi di solidarietà);
  • strumenti di gestione degli esuberi strutturali

Dell’assicurazione sociale per l’impiego (ASpI), abbiamo già accennato. Andrà a sostituire le attuali indennità di mobilità, indennità di disoccupazione non agricola ordinaria, disoccupazione con requisiti ridotti e quella edile.

La sua applicazione sarà estesa agli apprendisti e agli artisti dipendenti oggi esclusi da ogni strumento di sostegno al reddito. Potranno usufruire dell’assicurazione sociale, chi ha due anni di anzianità assicurativa e almeno 52 settimane lavorative nell’ultimo biennio.

La durata sarà di 12 mesi per i lavoratori con meno di 55 anni di età, aumentati a 18 mesi nel caso di disoccupati con almeno 55 anni di età (nel limite delle settimane di lavoro nel biennio di riferimento).

Assicurazione sociale per l’impiego – trattamenti brevi

E’ prevista una Mini ASpL che andrà a sostituire la disoccupazione con RR, condizionandola alla presenza e permanenza dello stato di disoccupazione. L’indennità viene pagata al momento dell’occorrenza del periodo di disoccupazione e non l’anno successivo.

Requisito d’accesso è la presenza di almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 12 mesi.  La durata massima sarà pari alla metà delle settimane di contribuzione nell’ultimo biennio. E’ prevista la sospensione dell’erogazione del beneficio per periodi di lavoro inferiori a 5 giorni.

La riforma comporterà dunque l’abrogazione dell’indennità di mobilità, della disoccupazione nei casi di sospensione, per apprendisti e l’una tantum per i cococo- cococpro.

Fondi di solidarietà

I fondi di solidarietà per la tutela in costanza di rapporto di lavoro per i settori non coperti dalla CIGO, servono a pagare trattamenti di integrazione salariale per i casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, dovuti a causali previste dalla normativa sulla cassa integrazione ordinaria e straordinaria.

I fondi saranno istituiti con decreto interministeriale, presso l’Inps sulla base di accordi collettivi stipulati dai sindacati maggiormente rappresentativi e avranno validità erga omnes (per tutti).

L’istituzione dei fondi sarà obbligatoria per tutti i settori, per le imprese con più di 15 dipendenti. Per i settori per i quali non sono stipulati accordi collettivi volti all’istituzione del fondi,verrà istituito con decreto ministeriale.

Fondo esodi –  protezione dei lavoratori anziani

prevista la creazione di fondi a carico dei datori di lavoro sulla falsa riga dei fondi di solidarietà per i lavoratori che raggiungano i requisiti per il pensionamento nei successivi 4 anni.

Le aziende potranno firmare accordi con i sindacati per incentivare l’esodo di lavoratori anziani specifici, presentando idonee garanzie (fideiussione bancaria).

La domanda va presentata all’Inps che effettua l’istruttoria in ordine alla presenza dei requisiti in capo al lavoratore a al datore. In merito alla contribuzione, l’azienda deve versare all’Inps, mensilmente la provvista per la prestazione e per la contribuzione figurativa.

La prestazione deve avere lo stesso importo della pensione che spetterebbe in base alle norme vigenti. Per gli esodi fino al 2015 per i lavoratori in mobilità il primo periodo può essere coperto dall’indennità di mobilità.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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  • come al solito in Italia piove sempre sul bagnato…..chissa' perche' ai nostri politici piace iniziare a colpire sempre dal basso………qui da noi l' ossigeno e' ormai finito ….occhio che vi aspetta la rivoluzione!!! se non mangiamo NOI non mangiate neanche VOI.

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