Riforma lavoro: come cambiano i contratti di lavoro atipici

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Dal contratto a tempo determinato, all'apprendistato, e agli stage, dal lavoro a chiamata ai co.co.pro; come cambiano i contratti atipici con la riforma del lavoro

Un punto saliente della riforma del lavoro è dato dalla cd flessibilità in entrata, una serie di misure per ridurre la precarietà attraverso una drastica riduzione delle tipologie contrattuali.

L’impianto generale individua nell’apprendistato il punto di partenza verso la progressiva instaurazione di rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, pur volendo preservare la flessibilità d’uso del lavoro per fronteggiare in modo efficiente sia le normali fluttuazioni economiche, sia i processi di riorganizzazione. Vediamo nel dettaglio le singole figure contrattuali.

Contratto a tempo determinato

Il contratto a tempo determinato viene scoraggiato su due fronti, quello economico e giuridico. Infatti, è previsto un incremento del relativo costo contributivo (aliquota 1,4%) che, andrà a finanziari il nuovo ammortizzatore sociale, l’ASpI.

Inoltre, per contrastare il fenomeno dell’eccessiva reiterazione di contratti a termine, tra un contratto e un altro, deve esserci un intervallo di 60 giorni nel caso di un contratto di durata inferiore a 6 mesi, e di 90 giorni nel caso di un contratto di durata superiore (attualmente, 10 e 20 giorni).

Il contratto può essere prolungato oltre la scadenza,per soddisfare esigenze organizzative, da 20 a 30 giorni per contratti di durata inferiore ai 6 mesi e da 30 a 50 giorni per quelli di durata superiore.

E’ previsto che il primo contratto a termine, non debba più essere giustificato attraverso la specificazione della causale di cui all’art.1 del Dlgs 368/01, fermi restando i limiti di durata massima previsti per l’istituto.

La durata massima dei contratti in successione è di 36 mesi (comprensivo di proroghe e rinnovi)venendo computati anche eventuali periodi di lavoro somministrato intercorsi tra il lavoratore e il datore/utilizzatore.

In caso di illegittimità del contratto a termine, è sempre prevista la“conversione” del predetto contratto e il riconoscimento al lavoratore di un importo risarcitorio  compreso tra 2,5 e 12 mensilità retributive secondo quanto previsto dall’art. 32, comma 5, della legge n. 183/2010 (Collegato lavoro).

Contratto di inserimento

Le agevolazioni contributive previste per questo tipo di contratto, saranno destinate ai soli lavoratori ultra cinquantenni disoccupati da almeno 12 mesi. Le agevolazioni consistono nella riduzione del 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di 12 mesi nel caso di contratto di lavoro a tempo determinato (e ulteriori 6 mesi nel caso di successiva stabilizzazione, da fruirsi al termine del periodo di prova ove previsto) e di 18 mesi se il lavoratore è assunto a tempo indeterminato.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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