Riforma lavoro: come cambiano i contratti di lavoro atipici

Dal contratto a tempo determinato, all'apprendistato, e agli stage, dal lavoro a chiamata ai co.co.pro; come cambiano i contratti atipici con la riforma del lavoro

Contratto Part-time

La disciplina sostanziale rimane invariata, si propone, al fine di ostacolare l’uso come copertura di utilizzi irregolari di lavoratori, nei soli casi di part-time verticale o misto, un obbligo di comunicazione amministrativa secondo modalità snelle e non onerose (sms, fax o PEC) e contestuale al già previsto preavviso di 5 giorni da dare al lavoratore in occasione di variazioni di orario attuate in applicazione delle clausole elastiche o flessibili.

Apprendistato

L’apprendistato mira a diventare il metodo principale di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Regioni e parti sociali dovranno promuovere l’implementazione entro il 25 aprile 2012. Obiettivo della riforma è enfatizzare i contenuti formativi dell’istituto attraverso:

  • introduzione di un meccanismo in base al quale l’assunzione di nuovi apprendisti è collegata alla percentuale di stabilizzazioni effettuate nell’ultimo triennio (50%) con l’esclusione dal computo della citata percentuale dei rapporti cessati durante il periodo di prova, per dimissioni o per licenziamento per giusta causa;
  • innalzamento del rapporto tra apprendisti e lavoratori qualificati dall’attuale 1/1 a 3/2;
  • durata minima di sei mesi del periodo di apprendistato, ferma restando la possibilità di durate inferiori per attività stagionali.

Sino a quando non sarà operativo il libretto formativo la registrazione della formazione è sostituita (come di fatto già accade, ma con incertezze degli operatori) da apposita dichiarazione del datore di lavoro.

Lavoro intermittente o a chiamata

Per evitare  il rischio di abusi e, soprattutto che, tale contratto possa essere utilizzato come copertura nei riguardi di forme di impiego irregolare del lavoro, si prevede l’obbligo di effettuare una  comunicazione amministrativa preventiva, con modalità snelle (sms, fax o PEC), in occasione di ogni chiamata del lavoratore.

Inoltre, si vuole abrogare, l’articolo 34, comma 2, del d.lgs. 276/2003, secondo cui “Il contratto di lavoro intermittente può in ogni caso essere concluso con riferimento a prestazioni rese da soggetti con meno di venticinque anni di età ovvero da lavoratori con più di quarantacinque anni di età, anche pensionati”.

E, anche l’articolo 37 del D.Lgs. 276/2003, a norma del quale “Nel caso di lavoro intermittente per prestazioni da rendersi il fine settimana, nonché nei periodi delle ferie estive o delle vacanze natalizie e pasquali l’indennità di disponibilità di cui all’articolo 36 è corrisposta al prestatore di lavoro solo in caso di effettiva chiamata da parte del datore di lavoro. Ulteriori periodi predeterminati possono esser  previsti dai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale”. Ciò vuol dire che l’indennità di disponibilità dovrà essere corrisposta comunque a prescindere dall’effettiva chiamata del lavoratore.

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