Scuola: 5 giugno manifestazione nazionale a Roma contro i tagli

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La USB scuola e COBAS hanno indetto una manifestazione nazionale per domani, 5 giugno a Roma, per protestare contro i tagli della gelmini e della manovra economica.

Oltre allo sciopero degli scrutini, indetto a giugno, i lavoratori della scuola non si fermano e continuano la loro protesta contro i tagli della Gelmini e, gli ulteriori provvedimenti presi con la recente manovra economica. Per questo, la USB scuola e COBAS hanno indetto una manifestazione nazionale per domani, 5 giugno a Roma. Il corteo dovrebbe partire (permessi di questura permettendo) alle 15 da P. della Repubblica e, passare per V.XX Settembre davanti al Ministero del Tesoro, si dirigerà poi a P.Barberini, concludendosi a P.del Popolo.

Sul sito www.scuola.usb.it ,si legge il manifesto dell’agitazione di domani: “Per questo governo la scuola rappresenta una risorsa notevole: come fosse uno sportello Bancomat la utilizza per operare prelievi per riparare i danni fatti da politicanti, padroni e banche!

Con la riforma Gelmini, sono stati “prelevati” il modulo alle primarie, il tempo pieno, ore di lezione, docenti precari e personale ATA, discipline, soldi. Con la Manovra Finanziaria “prelevano” dai nostri stipendi (bloccando il rinnovo dei contratti) dalle nostre liquidazioni (date dopo un anno) dalle nostre pensioni (portando l’età pensionabile a 65 anni per le donne), “prelevano” la vita di 300 mila precari, (bloccando il turn over) tenendoli sotto ricatto di contratti truffa, “prelevano” dai servizi essenziali come istruzione, ricerca, sanità, trasporti.

Tutti i nostri sacrifici andranno in fumo, come quelli che ci hanno fatto fare negli ultimi vent’anni. Qualcosa aumenta: il numero degli alunni per classe e i carichi di lavoro per tutti!

Il risultato inevitabile è l’impossibilità di lavorare serenamente e con dignità nelle classi iper-affollate, l’impossibilità per gli alunni di costruire il loro percorso di formazione e, cosa ben più grave, l’impossibilità di lavorare nel rispetto delle più elementari norme sulla sicurezza.

Vi chiediamo allora di riflettere.

Pensate che si possa andare avanti su questa strada? Pensate che l’istruzione non abbia un ruolo fondamentale nella crescita di un paese che vuole essere al passo col resto del mondo? Pensate che i ragazzi possano davvero costruire un percorso di studi e di formazione serio in una scuola senza più mezzi? Se pensate questo, la riforma Gelmini è quel che ci vuole.

Se, invece, credete che il ruolo della scuola pubblica sia importante per i nostri ragazzi, per farli crescere e maturare serenamente, per dar loro la possibilità concreta di prepararsi ad entrare nel mondo del lavoro, allora protestate, fate chiasso, scendete in piazza accanto al sindacato di base, accanto all’RdB/USB Scuola e dite chiaramente che questa riforma è una vergogna. Rispediamola al mittente!.Impediamo a questo governo di far diventare i nostri giovani gli schiavi sfruttati e sottopagati del padrone di turno: proprio come stanno diventando i lavoratori della scuola.

Noi questo non lo vogliamo. Ci battiamo perché la scuola pubblica e statale, resti tale e assolva all’impegno che la stessa Costituzione le affida: creare esseri liberi”.

Sul sito www.cobasscuola.it: “Respingiamo il blocco dei contratti nel PI e degli scatti stipendiali nella scuola, l’aggressione alla spesa sociale, ai lavoratori pubblici e ai precari, il taglio di 41 mila posti di lavoro nella scuola; vogliamo l’assunzione dei precari, la tutela di pensionati e disoccupati, una vera tassazione di rendite, operazioni finanziarie, grandi patrimoni, alti redditi e stipendi, la cancellazione del Collegato Lavoro, la restituzione dei diritti sindacali al sindacalismo alternativo.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA. Con questo striscione in testa, partirà alle 15 il corteo indetto dai COBAS e dalla USB che, lo ribadiamo per la questura di Roma e per Tremonti-gerarca (definizione berlusconiana: et ipse dixit!), non accetterà divieti a manifestare sotto il Ministero simbolo del massacro sociale dei salariati e dei settori popolari”.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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