Scuola: dal 15 febbraio in vigore il nuovo regolamento per la formazione insegnanti

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Il 15 febbraio in vigore le nuove disposizioni per accedere all'insegnamento come previsto dalla riforma Gelmini

Il prossimo 15 febbraio entrerà in vigore il Regolamento  voluto dalla riforma Gelmini sulle Definizione della disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione degli insegnanti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado”.

Tale regolamento è stato presentato lo scorso 10 settembre 2010 e,  pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 31 gennaio 2011.

“L’obiettivo rimane quello della formazione iniziale degli insegnanti, finalizzata a valorizzare la funzione docente attraverso l’acquisizione di competenze disciplinari, psico-pedagogiche, metodo logico-didattico, organizzative e relazionali necessarie a far si che gli allievi raggiungano i risultati di apprendimento, previsti dall’ordinamento vigente.

Quanto ai percorsi formativi, essi sono così articolati:

  • per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia e in quella primaria: corso di laurea magistrale quinquennale a ciclo unico, comprensivo di tirocinio (da avviare a partire dal secondo anno);
  • per l’insegnamento nella scuola secondaria (primo e secondo grado): corso di laurea magistrale biennale più un anno di tirocinio formativo attivo.
  • per l’insegnamento delle discipline artistiche, musicali e coreutiche essi sono attivati  dalle università e dagli Istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica e distinti nel corso di diploma accademico di secondo livello e nel successivo anno di tirocinio formativo attivo.

Nei percorsi formativi è inclusa l’acquisizione:

  • delle competenze linguistiche di lingua inglese di livello B2;
  • delle competenze digitali, che attengono, in particolare, alla capacità di utilizzare i linguaggi multimediali per la rappresentazione e la comunicazione  delle conoscenze, nonché, più in generale, i contenuti digitali e degli ambienti di simulazione e dei laboratori virtuali;
  • delle competenze didattiche atte a favorire l’integrazione degli alunni disabili.

Tali percorsi formativi sono oggetto di costante monitoraggio e valutazione, per cui il Ministero dell’Istruzione può avvalersi dell’assistenza dell’Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica (ANSAS), dell’Istituto nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione (INVALSI).

Il ministro dell’Istruzione definisce annualmente con decreto la programmazione degli accessi ai percorsi formativi. Il numero complessivo dei posti annualmente disponibili è determinato sulla base della programmazione regionale degli organici e del fabbisogno di personale docente nelle scuole statali.

Il corso di laurea magistrale  per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria è a numero programmato con prova di accesso.

Le attività dirette o indirette di tirocinio per complessive 600 ore (pari a 24 crediti formativi universitari) si iniziano nel secondo anno di corso e si svolgono secondo modalità  che assicurino un progressivo aumento del numero dei relativi crediti formativi fino all’ultimo anno.

Il corso di laurea si conclude con la discussione della tesi e della relazione finale di tirocinio, che insieme costituiscono esame con valore abilitante all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola secondaria.

Per lo svolgimento delle attività di tirocinio le facoltà di riferimento si avvalgono di docenti e dirigenti in servizio nelle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione. Ai docenti sono affidati compiti tutoriali in qualità di:

a) tutor coordinatori; b) tutordei tirocinanti.

I tutor coordinatori devono:

  • orientare e gestire i rapporti con i tutor, assegnando gli studenti alle diverse classi e scuole e formalizzando il progetto di tirocinio dei singoli studenti;
  • provvedere alla formazione del gruppo di studenti attraverso le attività di tirocinio indiretto e l’esame dei materiali di documentazione prodotti dagli studenti nelle attività di tirocinio;
  • valutare le attività del tirocinio (diretto e indiretto);
  • seguire le relazioni finali per quanto riguarda le attività in classe.

I tutor dei tirocinanti devono:

  • orientare gli studenti circa gli assetti organizzativi e didattici della scuola e alle diverse attività in classe;
  • monitorare l’inserimento in classe e la gestione diretta dei processi di insegnamento degli studenti tirocinanti.

Infine, per quanto riguarda i corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno agli alunni disabili, essi devono prevedere l’acquisizione di un minimo di 60 crediti formativi, comprendere almeno 300 ore di tirocinio (pari a 12 crediti formativi) e articolarsi distintamente per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria.

Le caratteristiche dei corsi sono definite dal regolamento di ateneo in conformità ai criteri stabiliti dal ministro dell’istruzione, sentiti il Consiglio universitario nazionale e le Associazioni nazionali competenti per materia.

fonte: www.governo.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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  • samanta

    salve,
    sono insegnante e circa un mese fa sono stata aggredita da alunno. trasportata al pronto soccorso, ho avuto 5 gg., il mio medico mi ha dato altri giorni. ho da sottolineare che, ho più volte denunciato l'atteggiamento aggressivi dell'alunno, richiamando anche l'art. 2087 del c.c., ma nulla. potrei denunciare la scuola? per quanto riguarda l'inail, potrei chiedere il risarcimento? e l'alunno? potre chiedere o chi per me, altre ore, considerato che ne ha bisogno?

  • samanta

    Qualcuno mi risponde?