Scuola: ecco le nuove regole per diventare insegnanti

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +
Richiedi una consulenza su questo argomento


Le nuove regole per diventare insegnante: più inglese, tirocinio di un anno, lauree specialistiche e test d'ingresso rigidissimi. La nuova scuola della Gelmini.

Il Ministro Gelmini, lo scorso 10 settembre ha presentato a Palazzo Chigi il nuovo regolamento per chi vuole accedere all’insegnamento (D.M. 10 settembre nr. 249).

“L’obiettivo dei nuovi percorsi è di garantire una più equilibrata preparazione disciplinare, didattica e pedagogica nel corso delle lauree magistrali e lo svolgimento di un anno di percorso, il Tirocinio Formativo Attivo, direttamente a contatto con le scuole”. La Gelmini ha affermato: “Si passa dal sapere al sapere insegnare.  Con il nuovo tirocinio ci si forma soprattutto sul campo”.

  • Il numero di nuovi docenti sarà deciso in base al fabbisogno. Fine dell’accesso illimitato alla professione che creava il precariato;
  • Il Tirocinio da svolgere direttamente a contatto con le scuole e col “mestiere” di insegnante, perché insegnare non può essere solo teoria ma anche pratica;
  • Con la fine del precariato sarà consentito ai giovani l’inserimento immediato in ruolo;
  • Lauree specifiche per ciascuna classe di abilitazione. Più inglese (necessaria la certificazione B2 in lingua inglese per abilitarsi) e nuove tecnologie, migliore preparazione per l’integrazione dei disabili.

Con il nuovo sistema

  • per insegnare nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria
    • sarà necessaria una laurea quinquennale, a numero programmato con prova di accesso che consentirà di conseguire l’abilitazione per la scuola primaria e dell’infanzia;
    • sono rafforzate le competenze disciplinari e pedagogiche, è aumentata la parte di tirocinio a scuola ed è previsto un apposito percorso laboratoriale per la lingua inglese e le nuove tecnologie;
    • per la prima volta si è data specifica attenzione al problema degli alunni con disabilità, prevedendo che in tutti i percorsi ci siano insegnamenti in grado di consentire al docente di avere una preparazione di base sui bisogni speciali.
  • per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado
    • sarà necessaria la laurea magistrale ad hoc completata da un anno di Tirocinio formativo attivo;
    • è prevista una rigorosa selezione  per l’ingresso alla laurea magistrale a numero programmato basato sulle necessità del sistema nazionale di istruzione, composto da scuole pubbliche e paritarie;
    • l’anno di Tirocinio formativo attivo contempla 475 ore di tirocinio a scuola (di cui almeno 75 dedicate alla disabilità) sotto la guida di un insegnante tutor.

Con il vecchio sistema

  • per insegnare nella scuola dell’infanzia e in quella primaria bastava la laurea quadriennale a ciclo unico con test d’accesso al primo anno e la scelta, dopo un biennio comune, dell’abilitazione per la scuola primaria o per la scuola dell’infanzia;
  • per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado erano necessarie la laurea magistrale e 2 anni di SSIS (Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario).

Dalle SSIS al Tirocinio formativo attivo: si passa dal sapere al sapere insegnare

Chiudono le SSIS per le secondarie di primo e secondo grado e al loro posto si dà vita al Tirocinio Formativo Attivo della durata di un anno, terreno di incontro tra scuola e università. Durante il Tirocinio sarà dedicato ampio spazio all’approfondimento della didattica con esperienze sul campo che facilitino il passaggio dal sapere al sapere insegnare.

Tirocini: come e dove svolgerli. Il numero deciso in base al fabbisogno di insegnanti

In questo Regolamento è stato dato pieno riconoscimento al sistema nazionale dell’istruzione (formato dalle istituzioni scolastiche statali e paritarie), tanto nel coinvolgimento nei tirocini quanto nel calcolo dei fabbisogni del personale docente, e si inizia a prevedere la possibilità di svolgere tirocini anche nelle strutture di istruzione e formazione professionale dove è in  atto la sperimentazione dell’obbligo formativo e nei Centri per l’istruzione degli adulti.

Inoltre gli Uffici scolastici regionali organizzeranno e aggiorneranno gli albi delle istituzioni scolastiche accreditate che ospiteranno i tirocini sulla base di appositi criteri stabiliti dal Ministero, evidenziandone buone prassi e specificità.

Gli USR avranno anche funzione di controllo e di verifica sui Tirocini. Sino alla costituzione degli albi, le Università scelgono liberamente le scuole, di concerto con gli USR che mantengono compiti di vigilanza.

Il consiglio di corso di tirocinio, che prevede la presenza di scuola e università, ha compiti di coordinamento e di progettazione e rappresenta il terreno di incontro e di raccordo tra le due realtà.

Le commissioni di abilitazione prevedono un equilibrio tra scuola e università e un peso determinante del tirocinio e della prova didattica sul voto di abilitazione.

L’anno di tirocinio prevede forme di interazione e coprogettazione del percorso tra istituzioni scolastiche e atenei. E’ stato previsto uno specifico spazio di laboratori destinati ad approfondire quanto viene fatto in classe.

Formazione insegnanti di sostegno

È previsto che la formazione dei docenti per il sostegno sia posta in capo alle università, pur prevedendo la possibilità di specifici accordi con gli enti del settore, in attesa di una futura classe di concorso che qualifichi il servizio.

Percorsi di specializzazione CLIL

Sono previsti percorsi di specializzazione per il CLIL (insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado di una materia non linguistica in lingua straniera).

Rivista la classe di abilitazione strumento musicale

Il sistema Afam concorre a pieno titolo alla formazione iniziale dei docenti nelle classi di abilitazione di propria competenza. In particolare è stato rivisto il percorso di abilitazione per lo strumento musicale.

Regime transitorio

Tutti i vecchi laureati potranno conseguire l’abilitazione per la secondaria di primo e secondo grado accedendo, dietro il superamento delle prove di accesso (test preselettivo, esami scritti e orali), all’anno di Tirocinio formativo attivo a numero programmato, che potrà essere attivato da questo anno accademico. Per l’accesso al percorso è valorizzato il servizio svolto a scuola, il dottorato di ricerca e l’attività svolta in università.

Il regolamento sulla Formazione iniziale, dunque, punta a raggiungere quattro obiettivi:

  1. focalizza nella formazione iniziale non solo le materie tradizionali ma l’acquisizione di alcune competenze trasversali: seconda lingua inglese e competenze di didattica attraverso le nuove tecnologie;
  2. sostituisce al sistema SSIS strutture più snelle, concentrate sull’incontro e sulla coprogettazione tra istituzioni scolastiche e università evitando autoreferenzialità, costi per il sistema e per gli studenti e abbreviando di un anno il percorso di abilitazione per la scuola secondaria;
  3. prevede una programmazione dei numeri in grado di evitare la proliferazione del precariato;
  4. prescrive una rigorosa selezione del futuro personale docente.

Con successivo decreto si stabiliranno le lauree magistrali relative al secondo ciclo dell’istruzione, per seguire il percorso di cambiamento del secondo ciclo e delle relative classi di concorso.

Infine il Ministro, in una intervista a skytg24, è tornata sul tema dei precari della scuola ed ha affermato: “Grazie a questo provvedimento sulla formazione iniziale eviteremo l’insorgenza del nuovo precariato. Ci saranno tanti posti quanti sono gli spazi disponibili nella pianta organica” .

Quanto ai precari attuali, saranno assorbiti in sei o sette anni. “E’difficile fare previsioni esatte, ma secondo stime del Ministero nei prossimi anni ci saranno tanti prepensionamenti e dunque nell’arco di sei, sette anni, c’è la ragionevole certezza che gli attuali 220.000 precari potranno essere assorbiti dal sistema di istruzione”.

Fonte: www.istruzione.it

Richiedi una Consulenza a Lavoro e Diritti


Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03
Condividi.

Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

Altri articoli interessanti

  • michela

    Salve, nel testo è scritto che il dottorato prevede facilitazioni per l'accesso al TFA. Io sono laureata in scienze politiche, indirizzo politico-economico (1999), pertanto potrei insegnare economia e diritto. Successivamente ho conseguito il dottorato in sociologia dei fenomeni culturali e comunicativi (2002). Potrei insegnare scienze sociali e sociologia? In entrambi i casi che agevolazioni avrei con il mio dottorato? Eventualmente quale materia potrei insegnare nella scuola secondaria di primo grado (medie)? Grazie
    M.L.

  • Rosa

    S.O.S.
    Ci si può abilitare solo per una lingua? Sono laureata in lingua Inglese v.o., non ho la seconda lingua.
    Grazie

  • viviana

    ciao,io sono laureata dal 2004 in scienze dell'educazione con indirizzo educatore professionale extrascolastico.quale sarebbe l'iter per abilitarmi all'insegnamento nella scuola dell'infanzia o in quella primaria?è necessario per me la laurea specifica in scienze della formazione primaria o semplicemente tirocini formativi? grazie

  • rossella

    Vorrei capire meglio. Per chi in futuro si laureerà per es. in discipline economiche e vorrebbe insegnare in scuole superiori dovrà iscriversi ad un ulteriore corso di laurea magistrale? o altro?