Cassazione: diritto del lavoratore all'indennità di trasferimento anche senza cambio di residenza

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Il lavoratore ha diritto all'indennità di trasferimento se cambia luogo di lavoro anche se non c'è mutamento di residenza.

La Cassazione, con sentenza nr. 22695 dello scorso 2 novembre ha affermato il diritto del lavoratore all’indennità di trasferta nel caso di  trasferimento del luogo di svolgimento della prestazione di lavoro anche senza un mutamento di residenza da parte del prestatore e della sua famiglia.

Il caso ha riguardato un dipendente delle società Autostrade della Liguria che era stato trasferito da un posto di lavoro ad un altro senza il necessario preavviso e, soprattutto senza che gli venisse riconosciuta l’indennità di trasferimento.

La corte d’appello, accoglieva le richieste del lavoratore; proponeva ricorso in cassazioni la società, affermando che il trasferimento del lavoratore era un trasferimento intraziendale, senza mutamento della residenza, e quindi non rientrante nei limiti stabiliti dal contratto collettivo di categoria per l’indennità.

La Cassazione, richiama la nozione legale di trasferimento elaborata dalla giurisprudenza che si realizza “con il mutamento definitivo del luogo geografico della prestazione, normalmente da una unità produttiva ad un’altra intesa questa come articolazione autonoma dell’azienda”.

Per gli Ermellini, l’interpretazione della Corte d’appello va convalidata poichè, realizza ”una equa composizione degli interessi in gioco con l’assicurare un minimo di provvidenze per il caso in cui il trasferimento, pur comportando disagi per il lavoratore e la sua famiglia, non si accompagni al mutamento di residenza e con l’ampliare in maniera adeguata gli interventi economici di sostegno in quest’ultimo caso”.

Infatti, conclude la corte, la tesi della ricorrente “lascerebbe sforniti di qualsivoglia tutela significativi disagi connessi al mero trasferimento del luogo di lavoro e, nella sua espressione definitiva, può condurre a risultati di assoluta incertezza circa l’area dei trasferimenti comportanti disagi apprezzabili, per l’assenza nel contratto di precisi parametri, idonei alla sua delimitazione”.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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