Cassazione: il datore di lavoro risponde per incidenti provocati da tir a causa di turni massacranti

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Secondo la Cassazione, l`amministratore e il titolare di una ditta di trasporti, rispondono di omicidio colposo, nel caso di incidente mortale, provocato da un loro dipendente autista per turni massacranti.

La Suprema corte di Cassazione, con sentenza nr. 21810 dell’8 giugno 2010 ha condannato l`amministratore e il titolare di una ditta di trasporti, per omicidio colposo a seguito di incidente autostradale mortale, provocato da un loro dipendente autista, derivato da turni massacranti imposti all’autista stesso.

Il caso ha riguardato un autista che, si era addormentato in autostrada (fermandosi a fari spenti sulla corsia di sorpasso), provocando così un incidente mortale, nel quale era rimasto ucciso un automobilista che sopraggiungeva.

Già il Tribunale di primo grado rilevava che “ la ragione per la quale l’autocarro si era fermato, era dovuto al fatto che il suo guidatore si era addormentato a causa della stanchezza”; “talmente stanco da aver raggiunto e superato abbondantemente ogni soglia di comprensibile attenzione alla guida”.

Dal processo è emerso che l’autista del Tir “dal 28.02.2000 ore 7.50 al 3 marzo 2000 ore 01.00, orario del sinistro, le ore di guida erano 49 e 30 minuti e che nelle ultime 43 ore ..ha guidato per complessive 31 ore effettuando una sola sosta di 5 ore e, altre più brevi di circa mezz’ora.

Così, l’amministratore e il titolare della ditta venivano condannati per “aver omesso di disporre altra persona idonea alla guida sul mezzo e, comunque di garantire il rispetto dei tempi massimi di guida da parte del conducente così, creando condizioni tali da rendere prevedibili il verificarsi di incidenti.. determinati da colpi di sonno o comunque da inefficacia fisica del conducente medesimo”. Il datore di lavoro proponeva ricorso per cassazione.

Secondo gli Ermellini esiste un nesso causale fra l`incidente mortale e la turnazione degli automobilisti, spesso costretti a guidare per cinquanta ore di seguito. Le imposizioni aziendali sui tempi e modalità di carico e scarico delle merci, tale da rendere impossibile con un unico autista, il rispetto dei normali tempi di percorrenza, costituiscono il presupposto e le condizioni dell’evento prodottosi (ossia l’incidente mortale) e, rende quindi del tutto prevedibile il verificarsi di eventi di tale gravità.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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