Cassazione: in caso di infortunio sul lavoro può essere risarcito il danno alla vita di coppia

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +
Richiedi una consulenza su questo argomento


La Cassazione con sentenza 19517/2010 riconosce risarcibili i danni non patrimoniali alla famiglia del lavoratore rimasto gravemente infortunato a seguito di incidente sul lavoro.

La Suprema corte di Cassazione, con sentenza nr. 19517 del 14 settembre 2010 ha riconosciuto il diritto del lavoratore, in caso di grave infortunio sul lavoro, ha chiedere il risarcimento per se stesso e per la propria famiglia.

Il caso ha riguardato i familiari ( nella specie moglie e figlie) di un lavoratore Telecom che, a seguito di infortunio sul lavoro, riportava una invalidità pari all’80% che investiva sia la vita sessuale del lavoratore stesso che, la vita di relazione.

Le Signore che, già nei precedenti gradi di giudizio si erano viste risarcire i danni non patrimoniali pari, rispettivamente ad € 60mila per la moglie ed € 30mila per ciascuna figlia, chiedevano alla Suprema Corte di vedersi aumentare l’importo del risarcimento a titolo di danno morale.

Gli Ermellini, confermando la sentenza di Appello  hanno ribadito che, il danno alla vita sessuale, conseguente all’infortunio ” è fonte di sconvolgimento delle abitudini di vita in relazione all’esigenza di provvedere ai maturati  gravi bisogni del familiare, nonchè  della corrispondente diminuzione del contributo relazionale e di sostegno che  a sua volta il familiare può offrire agli altri”.

Pur tuttavia, gli Ermellini confermano l’importo del risarcimento stabilito nel precedente grado di giudizio, affermando che, per consolidato orientamento giurisprudenziale, ” il danno non patrimoniale per lesione della salute, costituisce una categoria ampia e onnicomprensiva, nella cui liquidazione il giudice deve tener conto di tutti i pregiudizi concretamente patiti dal danneggiato, ma senza duplicare il risarcimento attraverso l’attribuzione di nomi diversi a pregiudizi identici.”

Pertanto, “il danno biologico, morale, quello alla vita di relazione e, quello cosiddetto esistenziale, devono essere valutati unitariamente sotto la voce di danno non patrimoniale”.

Richiedi una Consulenza a Lavoro e Diritti


Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03
Condividi.

Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

Altri articoli interessanti