Cassazione: l'impiegata che su ordine del capo emette fatture false, risponde di truffa

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La dipendente che per eseguire un ordine emette documenti falsi, risponde sempre di truffa

La Cassazione, sez. penale, con sentenza nr. 4638 dello scorso 9 febbraio, ha affermato la responsabilità della dipendente per i reati di truffa aggravata (art.640 c.p.) ed emissione di documenti falsi, (nella specie di fatture previsto dall’art 8 D.lgs 74/2000), per aver, su ordine del capo emesso delle fatture false.

Secondo la difesa dell’imputata, che ricorreva in Cassazione contro la condanna in appello, doveva essere censurata “la ricostruzione operata dai giudici di merito e l’attribuzione a suo carico, come semplice dipendente, dell’esecuzione di modalità di illecita gestione del personale, concretizzanti gli illeciti di truffa a danno di enti previdenziali, nonchè l’attività di emissione di fatture irregolari”.

Tali comportamenti penalmente rilevanti dovevano essere attribuiti esclusivamente alla responsabilità del datore di lavoro, perché la stessa dipendente si era limitata a eseguirne gli ordini, finalizzati a coprire tra l’altro pagamenti in nero e una doppia contabilizzazione interna dei movimenti finanziari.

Inoltre, sempre secondo la difesa, l’emissione di fatture false non poteva essere attribuita alla dipendente perché la sua attività materiale di compilazione dei documenti non assumeva alcuna rilevanza all’esterno.

Secondo gli ermellini, non importa che l’imputata sia una semplice dipendente e, come tale abbia obbedito agli ordini del capo. La colpevolezza della dipendente è stata riconosciuta in tutti e tre i gradi di giudizio anche se, La Cassazione ha dovuto dichiarare il non doversi procedere per prescrizione dei reati avvenuti sette anni prima.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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