Cassazione: nei licenziamenti collettivi, scegliere i lavoratori vicini alla pensione non è discriminatorio

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In caso di riduzione del personale, non è discriminatorio scegliere i lavoratori più prossimi alla pensione.

La Corte di Cassazione, sez. lavoro, con la sentenza nr. 9348 dello scorso 26 aprile, ha ritenuto legittimo l’accordo intercorso tra rappresentanze sindacali e Poste Italiane, con cui si stabiliva, quale criterio di scelta dei lavoratori da licenziare, la vicinanza al pensionamento.

Poste Italiane proponevano ricorso avverso la sentenza della Corte di Appello di Firenze che, accogliendo il ricorso di un lavoratore, dichiarò illegittimo l’atto di licenziamento per violazione della procedura regolata dalla L. 233/91 (mobilità).

Secondo gli Ermellini, il criterio di scelta della pensionabilità dei lavoratori da mandare a casa, concordato tra azienda e sindacati, non deve considerarsi illegittimo e discriminatorio.

E questo innanzi tutto perchè tale criterio “non è basato sull’età in se ma, sulla presenza dei requisiti per andare in pensione”. Non è affatto detto, prosegue la Corte, che i lavoratori così individuati siano i più anziani. Possono aversi casi di lavoratori più anziani di età che a causa della loro storia lavorativa non presentano i requisiti per andare in pensione, che invece hanno lavoratori più giovani.

Inoltre, secondo la Suprema Corte, “la scelta di individuare i lavoratori da licenziare in coloro che avevano i requisiti per passare dal lavoro alla pensione, mantenendo in servizio i lavoratori che, al contrario sarebbero passati dal lavoro alla disoccupazione, è una scelta ragionevole.

Questo principio, conclude la Corte, come ribadito in precedenti sentenze (9866/2007; 20455/2006) infatti “è stato più volte ritenuto conforme al principio di non discriminazione, nonchè ai criteri di razionalità ed equità”

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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  • Carla_b

    l'articolo è molto interessante; soprattutto deve farci pensare come la corte di cassazione "vede" le persone vicine alla pensione: sono forse soggetti meno tutelabili?

    • Ciao Carla, sono d'accordo con ciò che dici. Per molti, la pensione e sinonimo di vecchiaia; come dire: "hai svolto il tuo dovere per una vita, ora si può fare a meno di te e quindi cerca di arrangianrti come puoi"… Dall'altra parte e forse ragionevole (come afferma la cassazione) "preferire" la tutela di sogetti in piena età lavorativa. Probabilmente la strada giusta sarebbe contemperare entrambi gli interessi; cosa che, a quanto pare, non è ancora riuscita a nessuno….

  • Carla_b

    hai ragione massima, ma per trovare la strada giusta occorre azzardare nuove ipotesi di "tutela"; ad esempio le persone vicine alla pensione o pensionabili potrebbero fare parte attiva di progetti di qualificazione e formazione dei giovani non qualificati.