Corte Costituzionale: l'assegno di invalidità non è subordinato al possesso della carta di soggiorno

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La Corte Costituzionale, con sentenza n. 187/2010 ha stabilito che la concessione dell’assegno mensile di invalidità agli stranieri, regolari in Italia, non è più subordinata al requisito della titolarità della carta di soggiorno.

La Corte Costituzionale, con sentenza 26-28 maggio 2010 n. 187 ha stabilito che la concessione dell’assegno mensile di invalidità agli stranieri, regolari in Italia, non è  più subordinata al requisito della titolarità della carta di soggiorno. Pertanto è da considerarsi illegittimo l’art. 80 comma 19, della legge n. 388 del 2000 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e  pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2001),.

Il giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 80, è stato sollevato dalla Corte di Appello di Torino in riferimento all’art. 117, primo comma, della Costituzione, nella parte in cui, “condizionando il diritto dello straniero legalmente soggiornante sul territorio nazionale alla fruizione dell’assegno sociale e delle altre provvidenze economiche che, costituiscono diritti soggettivi in base alla legislazione vigente in materia di servizi sociali, al requisito della titolarità della carta di soggiorno e, quindi, alla legale presenza sul territorio dello Stato da almeno cinque anni, pone una discriminazione nei confronti dello straniero rispetto al cittadino”.

Tale norma, violerebbe altresì, l’art. 14 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

Secondo la Consulta, l’assegno di invalidità è “ una erogazione destinata non già ad integrare il minor reddito dipendente dalle condizioni soggettive, ma a fornire alla persona un minimo di “sostentamento”, atto ad assicurarne la sopravvivenza”; infatti, prosegue la Corte, l’assegno in questione può essere riconosciuto soltanto in favore di soggetti invalidi civili, nei confronti dei quali sia riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa di misura elevata e che, la provvidenza stessa, in tanto può essere erogata, in quanto il soggetto invalido non presti alcuna attività lavorativa.

Pertanto, l’assegno di invalidità si pone “come parametro di ineludibile uguaglianza di trattamento tra cittadini e stranieri regolarmente soggiornanti nel territorio dello Stato. Per questi motivi, “La norma impugnata deve pertanto essere dichiarata costituzionalmente illegittima nella parte in cui subordina al requisito della titolarità della carta di soggiorno la concessione, agli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato, dell’assegno mensile di invalidità di cui all’art. 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118”.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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